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Montemurro: “Sicurezza per pazienti ed operatori, e modelli organizzativi che garantiscano la meritocrazia”. Il monito dalla Conferenza Anaao Giovani

Questo il messaggio che da Bologna, dove è in corso la 3° Conferenza Anaao Giovani, lancia il responsabile nazionale Settore Giovani dei medici ospedalieri. Nel corso della due giorni si affronteranno numerose tematiche quali: sindacato 2.0, sanità privata e pubblica, medical leadership, responsabilità professionale, lavoro e famiglia, nuovo ruolo per il medico

22 SET - “Non si tratta di fare un mero bilancio, quanto piuttosto di toccare alcuni punti che riguardano la sanità a 360 gradi e che meritano un approfondimento da parte dei giovani”. Con queste parole Domenico Montemurro, responsabile nazionale Settore Anaao Giovani, spiega il senso di questa due giorni che ha sul tavolo una serie di approfondimenti su tematiche sanitarie, certamente, ma coniugate per le esigenze delle nuove generazioni.
 
I medici ospedalieri dell’Anaao si trovano dunque a Bologna, dove è in corso la 3° Conferenza a loro dedicata, per discutere di organizzazione sanitaria e carriere. “Cioè se un medico – spiega Motemurro –, una volta entrato nel Ssn può o non può fare carriera, se la sua carriera sarà appiattita o con i nuovi modelli organizzativi sanitari potrà invece aprirsi ad uno scenario diverso? O ancora con le nuove norme sull’orario di lavoro sarà possibile assumere nuovi ragazzi o il governo tenterà di chiedere delle ulteriori deroghe?”.
 
Questo è certamente un argomento caldo come la formazione medica, “perché un medico che adesso non riesce ad entrare nelle scuole di specialità – aggiunge Montemurro - è un medico che non ha sbocchi lavorativi e quindi si parla di imbuto formativo per cui a fronte di 15mila concorrenti abilitati ci troviamo di fronte a 6mila contratti di specialità. Chi resta fuori e non sa cosa fare. Ed è evidente che qui occorre intervenire perché questa chiaramente è la genesi del precariato”.

 
Spazio anche alla medical leadership. Cosa vuol dire? “Vuol dire – risponde il segretario di Anaao Giovani – che dobbiamo capire se come cambia la sanità può anche cambiare il modo di fare sindacato. E quindi non più un sindacato che utilizza i vecchi schemi, ma semplicemente che è più flessibile perché i mutamenti dell’organizzazione sanitaria lo impongono”.
 
Famiglia e lavoro è un altro argomento sul tavolo perché “ricordiamo che il 70-80% della componente medica è donna e se è vero che si parla tanto di conciliazione tra famiglia e lavoro, è altrettanto vero che questa ad oggi non è facile da realizzare. Se una donna ad un certo punto vuole fare dei figli si trova di fronte ad un bivio”.
 
Si parla anche di sindacato 2.0, ovvero di organizzazione e di carriere e “della staffetta generazionale intesa come il giovane medico che entrerà, si spera, nel Ssn e delle sue possibilità di avere una pensione”.
 
Altra materia sotto la lente è il rapporto, il mix, tra sanità pubblica e sanità privata. “La domanda che ci si pone – spiega Montemurro – è: esiste una sanità privata buona, in grado di aiutare il Ssn e quindi anche i giovani incentivandoli ad entrare nel pubblico sapendo che c’è una parte del privato che li può incentivare economicamente?”
 
Infine spazio anche alla Responsabilità professionale, la nuova legge, per ragionare sul possibile impatto che questa può avere sul lavoro, in corsia, sul mondo assicurativo e sui procedimenti giudiziari.
 
Da Bologna Anaao Giovani vuole mandare un messaggio ai decisori, alla politica e il messaggio, spiega Domenico Montemurro è: “Sicurezza delle cure, modelli organizzativi che contemplino delle risorse umane che possano garantire questa sicurezza, sia ai pazienti che agli operatori sanitari e una carriera professionale meritocratica. C’è poi bisogno di un cambio della materia della specialistica che non può più avvenire solo nelle Università ma deve anche essere all’interno degli ospedali di rete”.
 
Come si attraggono i giovani medici, il sindacato ha ancora appeal per le nuove generazioni? “Attualmente l’appeal – ci dice Montemurro – è molto basso. Per una serie di motivi: il primo è l’estrema precarizzazione del lavoro. Infatti, il sindacato attrae quando il medico è già all’interno del Ssn. Poi dobbiamo considerare che del sindacato si è sempre avuto un concetto elitario un po’ di nicchia. Cosa questa che deve assolutamente cambiare, il sindacato deve sempre più aprirsi ai giovani perché la classe medica è sempre più vecchia e non riesce a pescare tra i giovani perché c’è un imbuto nella assunzioni. Obiettivo dell’Anaao non è aspettare che il giovane arrivi all’interno del sistema, ma intercettarlo prima, spiegandogli cos’è il Ssn e mostrargli quali sono i suoi problemi”. 

22 settembre 2017
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