“50% operatori sanitari ha subito aggressioni verbali, ed il 4% è stato vittima di violenza fisica”. I dati presentati a Bari dalla Fnomceo che stanzia tre milioni di euro 

“50% operatori sanitari ha subito aggressioni verbali, ed il 4% è stato vittima di violenza fisica”. I dati presentati a Bari dalla Fnomceo che stanzia tre milioni di euro 

“50% operatori sanitari ha subito aggressioni verbali, ed il 4% è stato vittima di violenza fisica”. I dati presentati a Bari dalla Fnomceo che stanzia tre milioni di euro 
Più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione potesse essere prevista. Oltre il 38% degli operatori sanitari si sente poco o per nulla al sicuro, e il 48% di chi ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento ‘abituale’. A Bari, presso il Teatro Royal, nell’ambito della Giornata dedicata ai medici vittima di violenza, presentata un’analisi preliminare dei dati risultati dalla survey aperta a tutti gli operatori sanitari italiani. Anelli annuncia un fondo di 3 milioni da parte della Federazione per prevenire e combattere la violenza contro i medici.

Il 50% degli intervistati ha subito, nell’ultimo anno, aggressioni verbali; il 4% è stato vittima di violenza fisica. Sono agghiaccianti i primi dati che vengono fuori dall’analisi del questionario messo on line a fine luglio dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) – e rivolto a tutti medici e gli operatori sanitari italiani – con l’obiettivo di avere numeri aggiornati e completi sul fenomeno della violenza contro i medici. Fenomeno che sta diventando sempre più una vera emergenza di sanità pubblica, tanto da stimolare l’intervento del Governo che, ad agosto, ha presentato un Disegno di Legge per arginarlo.

I dati sono stati presentati oggi a Bari, al Teatro Royal, in occasione della Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, dedicata alla memoria di Paola Labriola, la psichiatra uccisa da un suo paziente, e a quella di tutte le altre vittime.

Al questionario – che, proposto dall’Associazione Scientifica Nazionale Hospital & Clinical Risk Managers ed elaborato da Alberto Firenze dell’Università di Palermo, rimarrà aperto sino al 30 settembre – hanno risposto sinora più di 5000 professionisti sanitari, per la maggior parte (il 73%) medici (ospedalieri, del territorio, convenzionati, liberi professionisti, di strutture pubbliche e private), seguiti da ostetrici (5%) infermieri (3%) odontoiatri (3%) e altri operatori, e in maggioranza (il 56%) donne. Sono arrivate risposte da tutte le Regioni, con in testa il Piemonte (circa il 21%), seguito dalla Lombardia (16%), dalla Puglia (12%) e dalla Toscana (9%).

Più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione potesse essere prevista, anche se il 78% degli intervistati non sa se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza.

Oltre il 38% degli operatori sanitari si sente poco o per nulla al sicuro e più del 46% è abbastanza o molto preoccupato di subire aggressioni. “Uno dei dati a nostro avviso più allarmanti – spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – è la rassegnazione che emerge dalle risposte dei nostri colleghi: il 48% di chi ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento ‘abituale’, il 12% ‘inevitabile’, quasi come se facesse parte della routine o fosse da annoverare tra i normali rischi professionali. Le percentuali cambiano di poco in coloro che hanno subito violenza fisica: quasi il 16% ritiene l’evento ‘inevitabile’, il 42% lo considera ‘abituale’”.

“Questa percezione falsata e quasi rassegnata del fenomeno porta con sé gravi effetti collaterali, come la mancata denuncia alle autorità, l’immobilismo dei decisori, ma anche il burnout dei professionisti, con esaurimento emotivo, perdita del senso del sé e demotivazione nello svolgimento della professione”, continua.

“La Fnomceo non ci sta, e grida il suo ‘Basta!’ a ogni forma di violenza contro chi chiede soltanto di poter curare il prossimo in serenità e sicurezza” conclude Anelli.

13 Settembre 2018

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