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Non abbiamo posizione da conservare o traguardi da ottenere a spese di altri

23 GEN - Gentile direttore,
leggo l'analisi dell’amico Roberto Polillo pubblicata l'11 Gennaio e ne condivido molti aspetti. E' precisa, onesta, accorata. Le sue conclusioni nette. Ovviamente ho letto poi anche quanto scritto dall’altrettanto amico Ivan Cavicchi “Renzi e la Sanità. Non c’è nessun progetto…”. La sua replica è puntuale, convinta. E io… resto letteralmente basito.m Si, perché non ho difficoltà ad ammettere che condivido anche molte delle cose che Cavicchi scrive, ed è proprio questo che mi porta a dubitare di una mia corretta interpretazione dei due articoli. Mi spiego: Polillo denuncia e Cavicchi denuncia, Polillo accusa e Cavicchi accusa...

E' del tutto ovvio che - se il bersaglio principale del primo è la condotta legislativa dei nostri politici, con provvedimenti insufficienti, nel migliore dei casi, o punitivi e miopi, in molte occasioni, se cioè Polillo sospetta, con larga parte di ragione, che vi possano essere manovre neppur troppo velate che spianino la strada alla sanità privata, con ulteriori esiziali danni per il SSN, Cavicchi condivide la descrizione dei problemi, ma si schiera nettamente in contraltare con Polillo, suggerendo apertamente un generale "mea culpa" da parte sindacale e nuove tattiche per raggiungere i risultati strategici che invece - ne sono convinto - tutti vorremmo: uno stato del welfare degno di uno Stato degno.


E confesso senza difficoltà che il gioco di parole è intenzionale. Quello che però mi preme ancor di più render noto è che le due posizioni, anziché in antitesi, potrebbero, e dovrebbero, essere complementari, sinergiche. Però nessuno dei due vuole volutamente approfondire l’autorevolezza dei sindacati.

Come CISL Medici abbiamo da anni denunciato le stesse cose. Come non si può stigmatizzare qualsiasi uso distorto della propria posizione per ottenere nomine e/o prebende? Come si fa, da medici, ad abiurare la propria scelta professionale, che nel nostro caso è - al di fuori di ogni retorica - una reale scelta di vita, perché attratti dalle fuorvianti sirene del potere, del denaro, di condotte che, in ogni caso, non possono essere accettate come compatibili con quel che abbiamo deciso di fare, sacrificando noi e i ns. cari con spese e studi continui?

Siamo troppo ottimisti, forse, e magari ingenui, ma auspichiamo e abbiamo chiesto una banalissima norma che preveda incompatibilità in merito. Punto. I vertici sindacali non possono essere controllori e controllati.

E allora ho per scrupolo letto nuovamente i due articoli, e per maggior zelo mi sono andato a rileggere qualcosa che avevo scritto e che lei aveva avuto la cortesia di pubblicare “Governo se ci sei batti un colpo”, “No all’agonia del SSN”, “Monarchia o Restaurazione”, “Le fondamenta della Costituzione italiana” e adesso, con molta serenità in più posso tranquillamente scrivere che entrambi i signori che ho citato hanno ragioni, ma che la CISL Medici aveva già, in totale sintonia con la CISL, individuato la scelta strategica di una nuova azione sindacale.

Noi della CISL non "conserviamo" alcunché se non i ns. valori fondamentali di equità, solidarietà e giustizia. Tutto quel che può essere utile a rappresentare le aspettative dei nostri iscritti e colleghi congiuntamente con gli inalienabili diritti alla salute dei cittadini merita ogni nostro sforzo, scevri da qualsiasi arroccamento su posizioni passatiste o vacuamente nostalgiche. Orgogliosi del nostro passato non siamo però minimamente tentati dall’immobilismo in cui qualcuno – con campagne di stampa di cui persino i più disattenti si stanno stancando - ci vorrebbe dipingere.
 
Noi non vediamo l'ora di sfidare la classe politica di qualunque estrazione, perché la CISL non ha governi amici, i nostri unici amici sono gli iscritti e i cittadini, con proposte innovative e coraggiose che abbiamo sempre chiesto: contratto del lavoro del pubblico e delle convenzioni scaduto da sette anni, un giusto investimento del sistema sanitario nazionale pubblico, adeguato finanziamento sul personale, sbocco sul turn-over, adeguati standard di personale nazionali da applicare a tutte le regioni nelle strutture pubbliche e accreditate, legge sulla responsabilità professionale con depenalizzazione dell’atto medico, appropriatezza in sanità, patto generazionale con i giovani Medici per immetterli nel mondo del lavoro, nuova formazione post laurea, investire sul Patto della Salute, investimenti sulle strutture e sull’alta tecnologia, tagli agli sprechi e alla corruzione, scelte oculate e condivise. E’ certa classe politica, nel caso, che non si vuole confrontare con noi, preferendo, da un Governo all’altro, la troppo facile tattica del “divide et impera”, cercando cioè di metter sempre gli uni contro gli altri, parlando per slogan e tweet, sfuggendo ad incontri in cui sa che dovrebbe presentarsi a mani vuote. Il sospetto che si presenterebbe anche senza idee costruttive ci è venuto spesso in mente…

Noi non abbiamo posizioni da conservare o traguardi da ottenere a spese di alcuno. Le nostre uniche mire sono la dignità della persona e il suo diritto alla cura migliore con professionisti ben formati e non mortificati dai propri stessi amministratori. Ferme queste pochissime priorità... possiamo anche andare su Marte, non ci spavento niente, anzi. E mi congedo proprio con quell' "anzi".

Si, perché non sbaglia chi legga anche disagio e vero e proprio dolore nell’avverbio usato. C’è rimpianto per quel che poteva e doveva esser fatto e che invece viene di continuo rimandato, tagliato, ignorato. C’è rabbia perché non si vede al di là delle proprie miopi conoscenze, quando non addirittura delle proprie interessate convenienze, quando si vuol gestire in modo arrogante uno tra i beni più preziosi che ogni nazione dovrebbe ostentare come fiore all’occhiello: la salute pubblica.

E allora non guasta certo ripetere, in conclusione, quel che Polillo paventa e Cavicchi non crede verosimile…

Se anche questo o i precedenti governi non volessero o avessero voluto scientemente favorire “il privato” vessando con allarmante frequenza e violenza il sistema pubblico, sarà sufficiente, come primo piccolo passo, adottare una semplice misura, di universale comprensione, che come CISL Medici abbiamo ripetuto innumerevoli volte: iniziamo a garantire, nel rispetto di una virtuosa concorrenza e nell’unica ottica di offrire un più ampio ventaglio di opportunità di scelta ai cittadini, una sanità pubblica e privata accreditata che abbia le stesse previsioni di dotazioni organiche, le stesse incompatibilità che si applicano al pubblico si applicano al privato accreditato, che i nostri cari colleghi pensionati si godono la loro pensione e lasciano lavorare tanti giovani medici che oggi con la valigia in mano si avviano verso il nord Europa.

Facile e volgare sarebbe adesso citare luttuosi esempi, anche recenti, in cui si verificano decessi per l’assenza di presenza di medici nel turno notturno. Non ci appartiene. I cittadini meritano altro. Gli stessi medici e operatori sanitari meritano altro.

Bando alle polemiche, quindi. Ci è gradito “rubare” l’invito di Cavicchi a rimboccarsi le maniche e lavorare.  Lasciamo più che volentieri sterili polemiche a chi vorrebbe ridurre l’Italia ad un grande e continuo “talk show”, irretendo i cittadini e trasformandoli in spettatori di se stessi. Noi continueremo invece a denunciare, a proporci per nuovi modelli di welfare che riteniamo più che possibili. Lavoriamo da sempre “in trincea”.

E sappiamo solo lavorare. Scusate se è poco… 
 
Biagio Papotto
Segretario Generale Cisl Medici

23 gennaio 2016
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