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Con Reddito di Salute più disponibilità economiche ai cittadini per le cure private

03 LUG - Gentile Direttore,
leggendo il contributo pubblicato ieri su QS del dottor Miranda di Udine come commento sorprendentemente positivo alla nostra proposta di introdurre il cosiddetto “Reddito di Salute”, mi è sembrato di cogliere una possibile incomprensione. Il Reddito di Salute non è una misura di sostegno al reddito per “gli odontoiatri in difficoltà” ma ha l'obbiettivo di garantire maggiori disponibilità economiche ai cittadini per poter accedere alle cure private.
 
La paura degli intermediari, come il dottor Miranda chiama i Fondi Integrativi e le Compagnie Assicurative, è chiara. Egli vorrebbe poter acquisire senza alcun filtro questa disponibilità economica aggiuntiva dei cittadini trasformandola direttamente in un guadagno per il suo studio.
 
Ebbene dottor Miranda, mi spiace deluderla questa volta, ma non può funzionare in questo modo…Proprio la presenza degli intermediari, che sono in grado -nell'interesse dei cittadini -di ottenere da lei prezzi migliori, di controllare i piani di cura che lei stesso dichiara indispensabili e che garantiscono ai propri assicurati di poter scegliere anche un professionista diverso da lei, sono un elemento indispensabile per il successo del Reddito di Salute.
Mi permetta, poi, un’osservazione di metodo: ma perché invece di preoccuparsi dei costi e delle presunte inefficienze degli “intermediari” non si occupa delle performance della sua attività professionale? Noi non abbiamo la pretesa di insegnarle nulla, ma crediamo che anche lei dovrebbe usarci il medesimo riguardo, anche perché dalle sue considerazione ci sembrerebbe che il funzionamento della Sanità Integrativa non le sia molto familiare… 
 
Vede, il punto centrale del nostro ragionamento è che il vero valore aggiunto del Reddito di Salute è la capacità degli operatori della Sanità Integrativa di assicurare, con una compartecipazione assolutamente contenuta da parte del cittadino (meno di 50 centesimi al giorno), una capacitá di spesa molto maggiore ovvero corrispondente all'attuale costo pro capite medio delle cure private (655 Euro annui). Questo risultato è il frutto di un sistema che valorizza in minima parte anche dei benefici fiscali, ma che soprattutto è il risultato di una organizzazione della spesa sanitaria delle famiglie in una prospettiva di miglioramento della salute pubblica.

 
Il suo ragionamento, invece, poggia su premesse assistenzialistiche che mirano solo a garantirle dei lauti guadagni ai professionisti. La sua proposta è semplice: lo Stato rimborsi le spese odontoiatriche di tutti i cittadini ma senza disturbare, apra il portafoglio e riconosca a ciascun cittadino un sussidio per poter far fronte ai percorsi di cura definiti dal suo odontoiatra ai prezzi che riterrà più idonei a remunerare la sua attività professionale. Con questo approccio, quindi, l'ammontare di risorse liberate in favore dei cittadini è assolutamente pari a quello richiesto dagli erogatori quindi l’eliminazione degli intermediari invece che ridurre i costi, come lei dichiara, finirebbe esclusivamente per ampliare i suoi margini di guadagno.
 
La questione si spiega prontamente: nel suo modello vince sempre lei, mentre nel nostro modello vincono sempre i cittadini e, se l'intermediario è bravo a fare il suo mestiere, vince anche l'intermediario (naturalmente dopo aver pagato come lei dice lauti compensi ai suoi manager…). Se diversamente l'intermediario non lavora adeguatamente, è solo lui a dover sopportare con il proprio patrimonio il costo della sua inefficienza e non tutti i contribuenti, come avverrebbe se si seguisse la sua proposta.
 
Allora dottor Miranda mi perdoni ma, prima di preoccuparmi della profittabilità del suo Studio professionale preferisco lavorare per la sostenibilità del Sistema Sanitario del nostro Paese mettendo  a disposizione un contributo che metta al centro gli interessi di tutti
Marco Vecchietti 
Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute

03 luglio 2018
© Riproduzione riservata


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