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Coronavirus. Le reazioni delle Regioni al Dpcm del Governo. Critiche e dubbi dal Nord e il Sud allarmato per arrivi da settentrione


Arrivano già durante la fase di stesura e nelle prime ore dopo l'annuncio della firma da parte del premier Conte, le reazioni da tutta Italia alle nuove misure di contenimento e sembrano prevalere più i dubbi e le contrarietà che l'apprezzamento di quanto deciso ieri notte dal Governo nazionale.

08 MAR - Il dpcm del Governo firmato nella notte ha inevitabilmente scatenato le reazioni dei governatori. Tra chi valuta la misura sproporzionata, a chi la ritiene poco chiara fino a chi, come i presidenti di alcune regioni del Sud, invita i cittadini a non recarsi nei loro territorio e ha già predisposto delle ordinanze per la quarantena obbligatoria.
 
Zaia (Veneto): “Misura sproporzionata”
“Il Veneto si oppone alla creazione delle tre zone di isolamento previste dal Dpcm. Nelle controdeduzioni inviate al Governo (vedi testo in allegato), sulla base delle conclusioni scientifiche cui il comitato tecnico scientifico è giunto stanotte, ho chiesto lo stralcio del blocco deciso per le 3 province di Padova Treviso e Venezia. A fronte di cluster circoscritti, e che non interessano in maniera diffusa la popolazione generale, non si comprende il razionale di una misura che appare scientificamente sproporzionata all'andamento epidemiologico”. È quanto scrive su facebook il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.


“Nella lettera accompagnatoria alle controdeduzioni si sottolinea come l'impegno dimostrato dal sistema sanitario regionale contrasti con una misura di isolamento estremo dei territori individuati, che non ha avuto nessun confronto né scientifico né di lealtà istituzionale con i tecnici della Regione del Veneto. Nel documento vengono riepilogate, con gli ultimi dati, le situazioni epidemiologiche nelle tre province da isolare - Padova, Venezia, Treviso - inserite nel Dpcm. Lo studio e la valutazione costante del trend dei casi e la ricerca dei contatti, oltre allo sforzo organizzativo per l'ospedalizzazione dei pazienti sia nei reparti di malattie infettive che in terapia intensiva dimostrano l'impegno del sistema sanitario regionale”.
 

 
 
Emiliano (Puglia): “Quarantena per chi arriva in Puglia da zone rosse”
“Vi parlo come se foste i miei figli, i miei fratelli, i miei nipoti: Fermatevi e tornate indietro. Scendete alla prima stazione ferroviaria, non prendete gli aerei per Bari e per Brindisi, tornate indietro con le auto, lasciate l’autobus alla prossima fermata. Non portate nella vostra Puglia l’epidemia lombarda, veneta ed emiliana scappando per prevenire l’entrata in vigore del decreto legge del Governo. State portando nei polmoni dei vostri fratelli e sorelle, dei vostri nonni, zii, cugini, genitori il virus che ha piegato il sistema sanitario del nord Italia. Avreste potuto proteggervi come prescritto, rimanendo in casa e adottando tutte le precauzioni che ormai avrete imparato. Ma avete preso una decisione sbagliata”. È quanto scrive su facebook il presidente della Puglia, Michele Emiliano.
 
“Non ho purtroppo il potere di bloccarvi – afferma - , ma posso ordinarvi di comunicare il vostro arrivo ai medici di famiglia e di rimanere a casa in isolamento fiduciario per 14 giorni. Se volete evitare queste conseguenze, se siete in Lombardia o nelle altre province indicate, non tornate adesso in Puglia e se siete già in viaggio ritornate indietro. So cosa state provando. Ma dovete essere lucidi. Questo esodo non aiuta voi e fa solo male, tanto male a chi in Puglia vi aspetta e vi ama. E a chi si trova in Puglia dico: non chiedetemi di chiudere i confini della regione, di bloccare aerei, treni, autobus e automobili perché non ho questo potere. La limitazione della libertà di circolazione è di esclusiva competenza del Governo nazionale. Sono le due e mezza di notte e con l’Avvocatura regionale abbiamo messo a punto il testo della ordinanza che vi allego. In questo modo sto facendo il massimo in mio potere per limitare danni sanitari gravissimi derivanti da questo improvviso esodo”.
 

 
Santelli (Calabria): “Governo blocchi l’esodo verso la Regione che rischia di innescare una bomba emergenziale”
“Cari calabresi, è una follia. La diffusione della bozza di decreto sulla nuova zona rossa sta portando ad un vero esodo verso il sud, ed in particolare verso la Calabria. Siamo preoccupati ed a lavoro senza sosta per preservare la nostra terra da chi non ha ben compreso la gravità del rientro senza controllo.  Ritornare dal Nord in modo incontrollato mette in pericolo la nostra terra e gli affetti di tutti.  Non fatelo. Fermatevi!”. È quanto afferma in una nota la Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.
 
“Seguite le regole, proteggetevi e proteggeteci come prescritto – ricorda la governatrice - . L’esodo incontrollato porterà all’aumento esponenziale del contagio anche da noi.  È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza.  Occorrono provvedimenti urgenti e seri di contenimento e sicurezza che non è nel potere della Regione emanare. Chiedo con forza un’assunzione seria di responsabilità da parte del governo nella gestione delle partenze”.
 
“È evidente – prosegue - che la situazione sta sfuggendo al controllo.  Chiedo il blocco delle partenze verso la Calabria, per ordinanza regionale stiamo facendo i controlli negli aeroporti, ma non possiamo chiudere ingressi, treni e pullman.  Il Governo blocchi l’esodo verso la Calabria che rischia di innescare una bomba emergenziale. Chiediamo immediati ed urgenti controlli sui treni e nelle stazioni dei pullman.  Non è nei miei poteri bloccare gli arrivi dalla zona arancione.  La Calabria non è in grado di reggere un’emergenza sanitaria grave. Sto firmando un’ordinanza urgente che dispone la quarantena obbligatoria per chi arriva dalle 14 province, un provvedimento per cui chiedo la collaborazione attiva dei sindaci, subito”.
 
Bonaccini (Emilia Romagna): “Alcune parti del provvedimento possono risultare di dubbia interpretazione e domani di difficile applicazione”
“Abbiamo ricevuto solo tre ore fa dal Ministero della Salute la bozza dei due nuovi Dpcm con le misure ulteriormente restrittive anti-Coronavirus. Talune di queste prefigurano agli occhi di molti la possibile introduzione di una grande “zona rossa”, estesa dalla Lombardia a diverse province dell’Emilia-Romagna, del Veneto, del Piemonte e delle Marche. Non è propriamente così, ma alcune parti del provvedimento possono risultare di dubbia interpretazione e domani di difficile applicazione. C’è addirittura chi ci sta chiedendo se lunedì potrà recarsi o meno al lavoro o se verrà introdotto il fermo produttivo”. Scrive su facebook il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.
 
“Ben comprendendo – sottolinea - che queste nuove limitazioni sono dettate da indicazioni imprescindibili del Comitato tecnico-scientifico e condividendo l’obiettivo di contenere con ogni mezzo la diffusione del virus, riteniamo necessario poter meglio valutare la coerenza dei provvedimenti, che impattano peraltro in modo disomogeneo sul nostro territorio regionale.
 
Per queste ragioni ho chiesto al presidente Conte e al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise”.
 

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Cirio (Piemonte): “Decreto sta facendo impazzire i cittadini”
“Il decreto del Governo sulla Lombardia e 14 province “sta facendo impazzire i cittadini”. Così in diretta Facebook il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio in cui ha anche annunciato di essere positivo al Coronavirus.
 
“Il decreto evita ciò che è futile, il necessario si può fare”, sottolinea spiegando le nuove limitazioni previste per contenere i contagi da coronavirus: Per lavoro posso spostarmi, le merci si possono muovere”.
 
 
Fontana (Lombardia): “Misure vanno nella giusta direzione ma testo è pasticciato”
La bozza del Decreto del presidente del Consiglio “sembra andare nella direzione del contenimento della diffusione del virus, con misure più incisive che invitano i cittadini alla prudenza. Ma non posso non evidenziare che il testo è, a dir poco, pasticciato e necessita chiarimenti da parte del governo stesso per consentire ai cittadini di capire cosa si può fare o meno”. Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
 
“A Roma qualcuno non ha capito bene la situazione o quantomeno l'ha capita con un certo ritardo - spiega, prima dell'arrivo del documento -. Noi abbiamo sempre cercato di rendere chiaro il quadro, con numeri, dati scientifici e proiezioni, ma non ci hanno creduto”.
 
Anche se “ho trovato un interlocutore attento nel ministro della Salute Roberto Speranza, sempre disponibile all'ascolto così come il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. E poi mi lasci ringraziare anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ci ha sempre fatto sentire la sua vicinanza”.
 
Mentre con Conte, “sono in contatto costante”. Per quanto riguarda le misure restrittive, i trasporti “sono l'ultima cosa da fermare, perché significa davvero bloccare del tutto la produzione”, comunque “noi non abbiamo mai mandato al governo specifiche richieste di questo o quel provvedimento, non è compito nostro”.
 
Fra gli obiettivi primari “la ricerca di posti letto in terapia intensiva, di personale sanitario, di ventilatori e di strumenti di tutela individuale come le mascherine, perché se non le compriamo noi non ce le fornisce nessuno”.
 
Oggi “dobbiamo parlare di 359 letti occupati in terapia intensiva e dell'allarme lanciato dalla comunità dei medici che vi lavorano”. Le misure restrittive, che “sono necessarie”, stanno sottoponendo i lombardi a “una prova difficile. Ma so anche che supereremo questo momento se tutti quanti ci impegniamo a collaborare”.
 
Musumeci (Sicilia): “Autoisolamento per chi proviene da zone rosse del Nord”
“Chi sbarca in Sicilia con qualsiasi mezzo, provenendo dalle zone rosse del Nord, ha il dovere di informare il medico di base e porsi in autoisolamento”. Lo impone un'ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e in fase di notifica ai nove prefetti, ai questori ed ai 390 sindaci dell’Isola.
 
Nella sua ordinanza, il governatore richiama le competenze comuni a tutte le Regioni italiane e quelle previste dal comma 2 dell’articolo 31 dello Statuto siciliano che conferiscono al presidente della Regione il potere di disporre delle forze di polizia in caso di necessità.
 
“Se tutti manteniamo la calma e il senso di responsabilità, riusciremo a gestire e superare anche questo particolare momento. Noi siciliani abbiamo affrontato ben altre calamità e non ci arrendiamo. Ma ognuno faccia la propria parte”, ha esortato Musumeci dal suo isolamento domiciliare dove si trova da ieri per precauzione dopo il contatto avuto mercoledì a Roma con il collega Zingaretti. Al primo tampone negativo di ieri sera ne seguirà un altro tra due giorni.
 
 
Toti (Liguria): “I cittadini devono sapere cosa possono e non possono fare, senza messaggi contraddittori”
“Una spremuta d’arancia, che la vitamina C fa sempre bene, e al lavoro per la Liguria.
Rinnovo il mio appello ai nostri concittadini e ai turisti. Non è tempo di gite e scampagnate. Dobbiamo lavorare insieme con responsabilità per limitare i contagi: se ci riusciremo nelle prossime settimane poi torneremo tutti felici alla Liguria che amiamo piena di vita e di allegria”, scive su facebook il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.
 
“Ora – sottolinea - aiutiamo tutti i nostri sanitari e la nostra Protezione Civile, che anche oggi stanno lavorando senza sosta. Non dobbiamo avere paura, se non delle nostre azioni sconsiderate. Al Governo, che ha appena emanato un nuovo Decreto, dico che bisogna chiarire bene tutto, senza fare cose pasticciate: i cittadini devono sapere cosa possono e non possono fare, senza messaggi contraddittori. Un pensiero particolare oggi, festa della donna, a tutte le amiche impegnate sul fronte più caldo dell’emergenza: infermiere e dottoresse, farmaciste, volontarie della Protezione Civile, le tante mamme che si dividono tra lavoro e figli con le scuole chiuse. Siete il meglio della nostra società! Ci sentiamo più tardi, nel pomeriggio ci riuniremo con la nostra task force e come sempre avrete tutte le notizie in tempo reale. Un abbraccio e avanti Liguria!”.
 
Ceriscioli (Marche): “Corretto intensificare le misure di contenimento”
“Abbiamo ricevuto poco più di un’ora fa la bozza di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e in alcune province italiane tra cui Pesaro e Urbino. Nello specifico si prevede l’obbligo di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita, dal territorio e all’interno del territorio, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza. Riteniamo corretto intensificare le misure di contenimento vista la forte diffusione del contagio. Abbiamo tuttavia avuto poco tempo a disposizione per elaborare un giudizio su un provvedimento di tale portata”, ha scritto su facebook il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.
 
“Come prima istanza – ha precisato - chiediamo particolare attenzione soprattutto su tre punti: è necessario aggiungere una previsione che consenta l’attività delle imprese di qualunque natura e qualsiasi in forma costituite, aventi sede legale e/o operativa nel territorio della Provincia; occorre consentire alle persone almeno il rientro presso il proprio domicilio/abitazione o residenza situato nel territorio della Provincia; è necessario consentire spostamenti per motivi di salute”.
 
 
De Luca (Campania): "Firmata l'ordinanza con obbligo isolamento domiciliare per le persone rientrate dalla zona rossa"
La Regione Campania ha firmato un'ordinanza che dispone l'obbligo di isolamento domiciliare per le persone rientrate in Campania dalla zona rossa definita nel decreto del Presidente del Consiglio dell'8 marzo 2020. Ad annunciarlo è lo stesso presidente di Regione, Vincenzo De Luca, sulla sua pagina Facebook.
 

08 marzo 2020
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