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Il 27% degli italiani è “indifferente” alla salute

Non si interessano alla salute se non quando scoprono di essere malati. È questo l’atteggiamento del 27% degli italiani nei confronti della salute. Che resta, comunque, un valore universale condiviso. Più delle tecniche. Il 30%, infatti, si affida solo alla medicina tradizionale, il 13% integra le pratiche tradizionali con quelle alternative e il 7% si affida a un approccio “new age” fatto di yoga e di omeopatia. È quanto emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Salute realizzato dall’Ispo per AstraZeneca.

13 SET - Un’indagine per scoprire qual è l’atteggiamento degli italiani rispetto alla salute. Uno studio sulla “cultura della salute” e le relative connessioni socio-culturali. A realizzarlo è stato l’Ispo (Istituto di ricerca sociale, economica e di opinione) per conto di AstraZeneca.
I risultati della prima edizione di questo ”Osservatorio Salute” sono stati illustrati oggi, insieme alla metodologia usata. Lo studio prevede una parte fissa rappresentata dall’Indice di Attenzione verso la Salute (Ias), un monitoraggio ciclico che misura i comportamenti degli italiani e il loro interesse a “star bene”. Allo IAS si aggiunge una parte variabile, differente ad ogni edizione, dedicata all’approfondimento di tematiche specifiche.
Quel che emerge da questa prima edizione è che dopo la famiglia, per gli italiani la salute è un valore universale. Lo mette al primo posto il 29% dei nostri connazionali e il 61% le cita tra le tre cose più importanti della vita. Un’importanza che cresce con il crescere dell’età.
Ma anche i più giovani sono molto attenti al benessere e alla prevenzione. Il picco è infatti nella popolazione tra i 35 e i 44 anni di età (31%), con le donne più informate degli uomini e con la consapevolezza della prevenzione aumenta al crescere del titolo di studio.

In generale gli italiani stanno bene (80%), ma se hanno un problema di salute hanno anche approcci molto diversi per affrontarlo.
Ci sono i tradizionalisti “puri” (il 30% degli intervistati, più spesso anziani) che hanno come unico riferimento la scienza e la medicina. Il 13% sono tradizionalisti “aperti”, che fanno ricorso alle pratiche tradizionali e più moderne. Gli olistici (7%) sono i veri pionieri di un approccio a tutto tondo che integra attività motoria, alimentazione sana, cure mediche tradizionali e alternative a seconda della problematica. Purtroppo esiste ancora un 27% di indifferenti, che non si interessano alla salute se non in caso di malattia. Un’ultima fetta è composta da curiosi (16%) e new agers (7%), una minoranza attratta dalle nuove pratiche (dallo yoga all’omeopatia).

L’Osservatorio Salute ha inoltre indagato come le dinamiche socio-relazionali possono influire sulla salute. Lo stress è oggi una componente che ha un forte impatto sulla vita di tutti, ma pensare positivo è fondamentale per 7 italiani su 10. Chi pensa positivo è giovane, laureato e con un livello di vita percepito superiore alla media, grazie soprattutto alle relazioni interpersonali (76%). Un italiano su 4 è attento alle esigenze del proprio corpo e lo cura con impegno, anche se un 10% è addirittura disposto a sacrificare la salute per la bellezza esteriore.
In generale, però, la salute si riassume nella dimensione del prendersi cura di sé e si declina nell’accezione di maggiore consapevolezza del proprio corpo e di come viene usato: “Sapere di cosa ha bisogno il tuo corpo”; “Imparare a “sentirsi” e a capirsi”. Non si rileva un salutismo rigorista e punitivo ma, piuttosto, una generalizzata tendenza a mediare tra i diversi aspetti per raggiungere un buon equilibrio personale:  “Regolarsi", il che non vuol dire non concedersi “strappi” alla regola. Il benessere, infatti, è percepito come un mix psico-fisico complesso e composito ma segnato in prima battuta dalla necessità che sia “interiore”:

“Operando nel settore della ricerca e della salute – ha affermato Nicola Braggio. presidente AstraZeneca Italia – abbiamo una conoscenza e una visione privilegiata dello scenario. È proprio partendo dalla consapevolezza di una situazione di estrema complessità che abbiamo chiesto ad Ispo di indagare sul valore che i cittadini attribuiscono alla salute. Se questa si conferma il valore universale più importante per il 61% degli intervistati, è anche vero che molto resta da fare per aumentare la consapevolezza delle persone sull'importanza di adottare comportamenti responsabili”.
Nei prossimi mesi, sempre col supporto di ISPO, l'Osservatorio tratterà altri argomenti:  la salute come fenomeno di integrazione (dedicato alla popolazione dei migranti), i giovani e la cultura della salute (con uno speciale approfondimento sui nuovi media), la pratica motoria (sport e attività fisica come fenomeno di prevenzione) e la donna (quale moltiplicatrice di cultura per sé e la famiglia).
 

13 settembre 2011
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