Quando la sinistra dimentica le sue radici: una testimonianza dalla sanità delle Marche

Quando la sinistra dimentica le sue radici: una testimonianza dalla sanità delle Marche

Quando la sinistra dimentica le sue radici: una testimonianza dalla sanità delle Marche

Gentile Direttore,
il dibattito avviato da Quotidiano Sanità a partire dall’ultimo libro di Ivan Cavicchi con il forum su la sinistra e la sanità ha già avuto ieri il prestigioso contributo di Stefano Bonaccini. Purtroppo non sono in grado di dare un contributo strutturato, ma mi viene facile invece dare una testimonianza sul rapporto tra sinistra e sanità partendo dalla mia esperienza personale vissuta nella Regione Marche, una Regione governata si può dire da sempre dalla sinistra, sinistra  che ha poi malamente perso le elezioni del settembre 2020.
 
Una esperienza che mi porta ad affermare che la sinistra nelle Marche ha in sanità prima progressivamente dimenticato e poi nell’ultima legislatura 2015-2020 addirittura tagliato le proprie radici probabilmente senza nemmeno accorgersene. Fenomeno che a me è parso molto evidente perché mi sono formato prima e ho cominciato a lavorare poi negli anni ’70, che sono gli anni  in cui (almeno nelle “mia” dimensione emotiva) quelle radici affondano.
 
Mi sono iscritto alla Facoltà di Medicina nel 1971 e quindi ho visto prima da studente e poi come giovane medico nascere movimenti come Medicina Democratica, riviste come Epidemiologia e Prevenzione e collane editoriali come Medicina e Potere della Feltrinelli. Tre “eventi” tutti legati alla figura straordinaria di Giulio Alfredo Maccacaro. Sono queste le principali radici della mia personale “percezione” di sinistra della sanità, anzi della salute, ancor più delle pur tre formidabili leggi approvate nel 1978. In questa percezione ho maturato alcune mie idee su quali siano gli elementi che possono definire una politica sanitaria di sinistra.  Ho provato a confrontare quelle idee  (peraltro davvero “basiche” fini alla banalità )  con le politiche effettivamente adottate negli ultimi anni dalla Regione Marche ed in particolare con quelle adottate dalla precedente Giunta.
 
Primo elemento. Che spazio e che risorse sono state date alle attività di prevenzione ed in particolare a quelle negli ambienti di lavoro? Nelle Marche si è registrato negli anni un progressivo sottofinanziamento della prevenzione in generale e di quella nei luoghi di lavoro in particolare. In un Rapporto del 2019la percentuale della spesa sanitaria regionale dedicata alla prevenzione era solo del 3,5% (terz'ultima Regione in Italia) e di questa solo l’8%  è dedicato alla prevenzione nei luoghi di lavoro.
 
Secondo elemento. Che spazio e che risorse sono state date alle attività per la tutela della salute mentale? In un Rapporto del 2019 della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica emergeva come in base ai dati del periodo 2015-2017  nelle Marche ci fosse una situazione ancora peggiore rispetto a quella già grave della media delle Regioni italiane. Due i fenomeni che emergevano con maggiore chiarezza: minore spesa e meno personale, più risposta di tipo residenziale e minore risposta di presa in carico. Due dati marchigiani significativi del 2017 rispetto alla media nazionale: meno 17,5% di personale e meno 24,3% di spesa pro-capite per la salute mentale.
 
Terzo elemento. Che spazio è stato dato alle tematiche ambientali nel loro rapporto con la salute delle comunità?  Sempre nel 2019 nell’area di Falconara Marittimain Provincia di Ancona  ad un problema di incidenza significativamente aumentata di tumori maligni la Giunta di sinistra ha risposto non con un programma di approfondimento epidemiologico e di una eventuale “bonifica ambientale”, ma con un semplice allargamento delle classi di età cui offrire lo screening oncologico per i tumori del colon retto e della mammella. Come dire: più diagnosi precoce e non più prevenzione. Ricordo non per niente a memoria un articolo di Maccacaro dal titolo “vera e falsa prevenzione”. I grandi sono sempre attuali.
 
Quarto elemento. Che spazio è stato dato alle attività consultoriali? Da molti anni la CGIL scrivea proposito delle gravi lacune nelle attività consultoriali e nella applicazione della Legge 194 delle Marche.
 
Mi posso fermare qui. Su quattro temi in cui teoricamente si riconosce un orientamento di sinistra nella politica sanitaria di una Regione, le precedenti Giunte di centro-sinistra, in particolare l’ultima, hanno letteralmente dimenticato le proprie radici. Quelle classiche, quelle fondamentali, quelle di scuola. E’ questo il senso di questa mia testimonianza: è importante interrogarsi sui processi che hanno portato a questa perdita di memoria. Perdita che non è stata solo della sinistra delle Marche, temo.
 
Claudio Maria Maffei
Coordinatore scientifico Chronic-On

17 Marzo 2021

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