Corte dei Conti parifica il rendiconto regionale 2020

Corte dei Conti parifica il rendiconto regionale 2020

Corte dei Conti parifica il rendiconto regionale 2020
Nel 2020 la spesa corrente della sanità regionale ammonta a 9.608,13 mln di euro con un’incidenza dell’83,97% sul totale della spesa regionale. Complessivamente, il debito regionale, che a inizio esercizio 2020 era pari a 489,69 milioni di euro, raggiunge i 468,07 milioni di euro, per la totalità costituita da mutui destinati al finanziamento della spesa sanitaria. La Requisitoria del Procuratore e la Sintesi

La Corte dei Conti promuove l’Emilia Romagna e parifica il rendiconto 2020, che ha visto complessivamente il debito regionale scendere dai 489,69 milioni di euro di inizio esercizio 2020 a 468,07 milioni di euro di fine esercizio 2020, con una riduzione di 21,62 milioni di euro, “per la totalità costituita da mutui destinati al finanziamento della spesa sanitaria”, precisa la Corte dei Contida.

In particolare, per quanto concerne la sanità, nel 2020 la spesa corrente da rendiconto della sanità regionale ammonta a 9.608,13 mln di euro con un’incidenza dell’83,97% sul totale della spesa regionale corrente pari a 11.441,74 mln di euro.

Tra le voci di spesa, quella per la farmaceutica complessiva nel 2020 è stata pari a 1.565,916 mln di euro, registrando un incremento, rispetto al 2019, del +0,8 % (la spesa farmaceutica complessiva nel 2019 è stata di 1.554,081 mln di euro).
La spesa farmaceutica convenzionata ammonta a 474,162 mln di euro, con un risparmio rispetto al 2019 di 10,838 milioni di euro (-2,2%); come risulta dalla documentazione istruttoria tale diminuzione della spesa è stata in larga parte determinata dalla contrazione dei consumi per terapie occasionali legate a episodi acuti, risultati meno frequenti a seguito delle restrizioni imposte in concomitanza alla pandemia, mentre è risultato pressoché stabile il consumo di farmaci per la cura delle patologie croniche.

La spesa farmaceutica per acquisti diretti ammonta a 992,676 mln di euro, mentre la spesa per l’acquisto di farmaci oggetto di specifici fondi nazionali (fondo per farmaci innovativi oncologici e fondo per farmaci innovativi non oncologici) ammonta a 70,806 mln di euro. La Regione, con proprio Fondo regionale specifico, ha finanziato l’acquisto di farmaci oncologici ad elevato costo, per l’importo di 28,272 mln di euro. Relativamente alle risorse destinati all’acquisto di farmaci innovativi, la quota parte di competenza regionale del fondo nazionale è stata pari a 81,652 mln di euro.

La spesa complessiva per l’acquisto dei farmaci innovativi oncologici e non e dei i farmaci oncologici ad elevato costo è stata nel 2020 interamente coperta dai fondi messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione.

Per quanto riguarda il rispetto dei tetti di spesa farmaceutica, per l’anno 2020, dai dati di spesa farmaceutica provvisori AIFA si riscontra un’incidenza della spesa farmaceutica complessiva sulla quota di spettanza del FSN del 14,84%, inferiore, seppure di poco, al tetto di spesa complessivo del 14,85%, dovuto al fatto che l’avanzo registrato rispetto al tetto di spesa convenzionata compensa il superamento del tetto di spesa per acquisti diretti.

La spesa di personale sanitario, professionale, tecnico, amministrativo. Nel triennio 2018-2020 la consistenza numerica del personale del SSR è progressivamente aumentata passando da 61.854 unità di personale in servizio a vario titolo nel 2018 a 68.158 unità di personale nel 2020. In particolare, si registra nel 2020, rispetto all’anno precedente, un aumento di unità del personale dipendente a tempo indeterminato (+ 3.988 unità) e a tempo determinato (+ 735 unità) ed un aumento di unità del personale “atipico” (+ 1256 unità). Nel 2019 si era registrata, invece, una flessione del personale atipico di -564 unità.

L’incremento di 1.256 unità di personale atipico avvenuto nel 2020 è da ricondurre, secondo la Regione, alle assunzioni effettuate per far fronte all’emergenza pandemica, attuate in coerenza con i decreti e la normativa vigente in materia. Sempre secondo la Regione la spesa di questo personale trova allocazione all’interno dei bilanci delle aziende sanitarie e le prestazioni svolte dal personale “interinale” hanno riguardato la copertura di esigenze connesse all’emergenza pandemica con mansioni quasi esclusivamente rivolte all’assistenza.

Nello stesso triennio anche il costo totale del personale del SSR è aumentato progressivamente passando da 3,006 mld di euro del 2018 a 3,245 mld di euro del 2020. Nel 2020 l’aumento del costo del personale sanitario dipendente, rispetto all’esercizio precedente, è del + 4,72% (nel 2019 rispetto al 2018 era del +2,78%).

La Regione ha altresì chiarito che l’aumento della spesa del personale dipendente rispetto allo stesso costo rilevato in sede di consuntivo 2019 è imputabile interamente all’emergenza pandemica Covid-19.
 
La mobilità attiva e passiva. Una specifica verifica ha riguardato anche le voci di entrata e di uscita inerenti alla c.d. mobilità attiva e passiva. Nel 2020 i crediti per mobilità attiva interregionale sono stati pari a 599,880 mln di euro (nel 2019 erano stati di 578,200 mln di euro), mentre i debiti per mobilità passiva interregionale sono stati pari a 275,861 mln di euro (nel 2019 erano stati di 270,678 mln di euro). Il saldo attivo di mobilità interregionale è, pertanto, pari a 324,019 mln di euro (nel 2019 era pari a 307,521 mln di euro).

Con riferimento alla mobilità internazionale, nel 2020 i crediti per mobilità attiva sono stati pari a 15,374 mln di euro, mentre i debiti per mobilità passiva sono stati di 7,189 mln di euro. Il saldo attivo di mobilità internazionale è pertanto pari a 8,184 mln di euro (nel 2019 era pari a 33,470 mln di euro).

16 Luglio 2021

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