Mense ospedaliere. Cibi scaduti e carenze stutturali: irregolarità e sanzioni nel 36% dei casi

Mense ospedaliere. Cibi scaduti e carenze stutturali: irregolarità e sanzioni nel 36% dei casi

Mense ospedaliere. Cibi scaduti e carenze stutturali: irregolarità e sanzioni nel 36% dei casi
È quanto emerso dalle verifiche effettuate dai carabinieri del Nas in tutto il Centro Italia che hanno ispezionato 119 mense ospedaliere sanzionandone 43. Dal ritrovamento di cibi scaduti fino alla violazione delle norme antincendio ecco le principali violazioni.

Mense ospedaliere: su 119 ispezionate in 43 sono emersi problemi. È quanto emerge dal report dei Carabinieri dei NAS del Centro Italia, che negli ultimi giorni hanno svolto verifiche e accertamenti sulla ristorazione collettiva presso le mense delle strutture ospedaliere ricadenti nei rispettivi territori.

I controlli dei militari si sono concentrati sul rispetto dei requisiti:
– igienico – sanitari e strutturali dei locali di preparazione dei pasti (in riferimento a locali di lavorazione e cottura, laboratori, depositi alimenti, celle/armadi frigoriferi, locali di somministrazione, servizi igienici, spogliatoi);
– sulla correttezza della gestione/conservazione degli alimenti e delle procedure di sicurezza alimentare, in relazione anche alla loro tracciabilità e agli aspetti connessi all’etichettatura;
– di legittimità dell’affidamento in gestione del servizio alla ditta erogatrice e la relativa rispondenza dei menù alla tipologia degli alimenti somministrati;
– sulla regolare posizione di impiego delle maestranze (possesso della documentazione attestante la frequenza di corsi specifici di formazione e idoneità dell’abbigliamento da lavoro previsto);
– previsti dalle misure di contenimento alla diffusione pandemica da covid-19.
 
Sono stati impiegati oltre 300 militari dei 12 Nuclei Antisofisticazioni e Sanità coinvolti e ispezionate 119 mense ospedaliere.
Complessivamente, i militari hanno rilevato carenze igienico-sanitarie e strutturali presso 43 siti, riscontrando in particolare:
– in 2 casi – precisamente nella Capitale e a Piacenza – gravi non conformità che determinavano l’adozione da parte delle Asl competenti del provvedimento di sospensione temporanea delle attività di confezionamento e sporzionamento dei pasti (successivamente assicurate da altro punto cottura autorizzato);
– in altro presidio romano, l’omessa revisione dei dispositivi antincendio, con il deferimento in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica del rappresentante legale della ditta appaltatrice;
– a Oristano, presso un centro cottura autorizzato alla preparazione e distribuzione dei pasti in favore delle locali strutture ospedaliere, la presenza di 50 kg di prodotti carnei con decorsa data di scadenza, sottoposti a sequestro amministrativo.

Gli operanti hanno contestato 18 sanzioni amministrative per un importo totale di oltre 18.000 euro, notiziando le competenti Autorità amministrative.

26 Ottobre 2021

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