L’esofagite eosinofila e i diritti negati dei pazienti

L’esofagite eosinofila e i diritti negati dei pazienti

L’esofagite eosinofila e i diritti negati dei pazienti

Gentile Direttore,
la scarsa attenzione all’assistenza allergologica da parte dei decisori politici, da noi più volte denunciata, incide direttamente sul diritto alle cure dei pazienti. Un vulnus particolarmente penoso per i pazienti affetti da allergopatie croniche a cui viene negato ciò che deve essere garantito loro dall’articolo 32 della Costituzione.

In un precedente articolo abbiamo richiamato l’attenzione sui pazienti affetti da orticaria cronica, il cui percorso terapeutico con il farmaco Omalizumab viene reso complicato dalla posizione di AIFA che è difforme dalla direttiva emanata dall’agenzia europea di regolamentazione sui farmaci EMA

Nel nostro intervento odierno vogliamo invece affrontare le problematiche assistenziali a cui vanno incontro i pazienti affetti da “esofagite eosinofila”.

L’esofagite eosinofila (EoE) è una patologia cronica dell’esofago di tipo immuno-mediato sempre più frequente essendo la sua prevalenza di circa di 0,5-1 caso per mille abitanti; ha andamento cronico e può colpire tanto i bambini che gli adulti con un picco tra i 40-50 anni.

La malattia è caratterizzata da una riduzione del calibro dell’esofago con episodi acuti di ritenzione di cibo che resta “incastrato” nella parete e che non riesce a progredire verso lo stomaco né essere eliminato con il vomito.

Tali episodi all’inizio sono di tipo funzionale ma successivamente, in mancanza di cure diventano, stabili per la progressiva fibrosi della parete. Fatto che rende indispensabile la rimozione del cibo attraverso il gastroscopio e nei casi più avanzati la dilatazione meccanica per garantire il passaggio del cibo.

La terapia medica della malattia si basa su due diverse strategie:

  • Identificazione dell’alimento/i responsabile/i (latte, uovo, grano, frutta secca, legumi/soia, pesce) attraverso un complesso e lungo iter diagnostico
  • Terapia farmacologica basata su cortisonici deglutiti (fluticasone di-propionato e budesonide) e farmaci biologici tra cui il Dupilumab, ancora non utilizzabili.

Fino a pochi mesi fa l’unico farmaco utilizzabile per la EOE è stato Il fluticasone dipropionato per areosol; il farmaco, di grande efficacia clinica, deve essere deglutito a un dosaggio per l’adulto di 800-1600 microgrammi/die corrispondente a 4-8 puff ed essendo utilizzabile solo off-label è a esclusivo carico del paziente (sic!) a un costo ricompreso tra 38-76 euro mensili.

Il secondo steroide utilizzabile è la budesonide per uso orale. Per molto tempo il farmaco è stato disponibile solo come preparazione galenica (costo medio 80 euro per 500 ml di gel) anche esso a diretto carico del pazienteDal settembre 2021 è invece entrata in commercio una formulazione orodispersibile da 1 mg ma il farmaco è attualmente soggetto a prescrizione medica limitativa su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti – gastroenterologo e internista (delibera AIFA 7 settembre 2021). Una limitazione assurda che esclude tra i soggetti proscrittori proprio lo specialista di riferimento per tale patologia, l’allergologo a cui compete l’identificazione degli alimenti responsabili della malattia. 

Un’ulteriore penalizzazione dei pazienti è il mancato riconoscimento dell’esenzione dalla compartecipazione alla spesa in quanto EOE non rientra tra né le malattie croniche con esenzione del ticket e né tra quelle di tipo raro  

In questo ultimo caso l’esenzione è limitata alla gastroenterite eosinofila (RI0030) in cui gli eosinofili possono interessare diversi tratti dell’intestino (stomaco, tenue, colon) ad esclusione dell’esofago. Un termine nosologico che oltretutto è stato eliminato da un Consenso internazionale sulla nomenclatura di tali affezioni (Delon 2022)  

Alcune regioni come la Liguria, per superare tale palese ingiustizia hanno esteso il codice di esenzione alla EOE ponendo i costi relativi ad esclusivo carico del servizio sanitario regionale. Una decisione non certo di tutte le regioni

Abbiamo più volte denunciato le gravi carenze che caratterizzano l’assistenza allergologica: carenze di tipo materiale (la scarsità di risorse disponibili) e ancora di più di tipo culturale da parte del decisore politico

Quel che manca è infatti una cultura della condivisione in cui il legislatore coinvolge nel processo decisionale i principali attori e in questo caso gli allergologi, valorizzando i saperi di cui sono esclusivi portatori.

Un deficit di democrazia che si traduce in un danno per i pazienti, su cui vengono scaricati mancata programmazione e costi delle cure.

Riccardo Asero
Presidente dell’associazione degli allergologi italiani ospedalieri e territoriali AAIITO

Roberto Polillo
Membro del Direttivo Nazionale dell’associazione degli allergologi italiani ospedalieri e territoriali AAIITO

Riccardo Asero e Roberto Polillo

19 Luglio 2022

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