Se le scelte individuali per la propria salute influenzano le sorti del Ssn

Se le scelte individuali per la propria salute influenzano le sorti del Ssn

Se le scelte individuali per la propria salute influenzano le sorti del Ssn

Gentile direttore,
la necessità di servizi sanitari di una popolazione è correlata in maniera rilevante al numero di coloro che sono affetti da malattie croniche e tumorali, sempre più in aumento, da cui deriva il relativo incremento dei costi economici e sociali. A ciò si aggiungono la sofferenza del malato e le relative ripercussioni sulla famiglia. I crescenti costi dell’energia e dei materiali influenzano negativamente la gestione delle strutture assistenziali e sanitarie del SSN. Un recente articolo pubblicato su LANCET evidenzia che nel 2019 quasi il 50% dei casi di cancro sono stati causati principalmente da fattori di rischio comportamentali: il fumo, l’abuso di alcol, il sesso non sicuro e gli squilibri dietetici; da ciò scaturisce il suggerimento a contrastare i fattori di rischio comportamentali, per ridurre efficacemente il carico di cancro a livello globale [1].

Vorrei ora esporre alcune mie riflessioni sulle abitudini comportamentali dannose per la salute, collegate anche all’ambiente in cui si vive. Il numero insormontabile delle richieste di assistenza sanitaria è paragonabile alla condizione di trovarsi di fronte ad un cumulo di piatti sporchi da lavare, correlati all’alto numero di portate, consumate da un numero di ospiti in crescita esponenziale. Quindi, per disfarsi del lavoro, il personale comincerà prima a procedere in maniera frenetica e poi sarà distratto dalla fatica, con il rischio di fare danni (prestazioni sanitarie superficiali o inadeguate) o di collassare. In questo scenario, i tempi di attesa per ricevere le prestazioni sanitarie aumenteranno, provocando diagnosi e terapie ritardate: questi stessi ritardi provocheranno dannose conseguenze sulle condizioni di salute dei pazienti, con ulteriore aumento dei costi!

A lungo termine, per evitare che il sistema sanitario vada verso il rischio di default, si rende quindi necessario investire nella prevenzione. In primo luogo, pensiamo ai fattori che costituiscono lo Stile di Vita. A) Qualità e quantità del cibo. Nella popolazione italiana fino agli anni ’60, la limitata disponibilità di cibo condizionava la salute: l’attenta gestione delle risorse alimentari nella vita familiare ha permesso a molti ultraottantenni di essere oggi in buona salute, senza gravi patologie metabolico-degenerative; queste malattie, causate sia dall’eccessivo apporto calorico che dall’elevata presenza di sale nella dieta, affliggono oramai fasce di età sempre più giovani. Mi trovo spesso a sensibilizzare chi vende il pane, per dare la possibilità di scegliere prodotti con una quantità minore di sale, visto che talora si vendono focacce con granelli di sale grosso in superficie. Questo è un semplice esempio, ma sommando tutto il cloruro di sodio “mascherato” nei vari alimenti confezionati, più quello che vi aggiunge l’individuo, si capisce quanti casi di ipertensione arteriosa si eviterebbero.

Proprio a tal fine, negli Stati Uniti la FDA ha pubblicato recentemente le linee guida per ridurre il sale negli alimenti. Insieme al NaCl, devono essere presi in considerazione anche esaltatori di sapidità come il glutammato di sodio. In coloro che consumano questi componenti, uniti a cibi di qualità non specificata, soprattutto carni e insaccati, si creano più facilmente danni irreversibili ai reni, all’apparato cardiocircolatorio, con ictus e arteriopatie distrettuali. Gli eccessi calorici provocano l’aumento dell’obesità sin dall’infanzia e l’insorgenza di alterazioni glicemiche, già intorno ai 40 anni, con le connesse malattie degenerative.

A ciò si aggiunga anche la componente degli inquinanti, tra cui i vari Distruttori Endocrini, sostanze chimiche di sintesi che imitano sia gli effetti che le caratteristiche recettoriali di molti ormoni. Questi si trovano nei materiali utilizzati per la preparazione di cibi e bevande (es. Bisfenolo A, glifosato, ecc.), ma anche in alcuni prodotti a contatto con l’organismo, talvolta presenti nei prodotti per la prima infanzia. B) Attività fisica costante e nella giusta misura per le proprie condizioni. Postura corretta nello studio e nel lavoro, con l’ausilio del leggio: utile per evitare affaticamento e sovraccarichi osteoarticolari della colonna vertebrale (es. cefalea da rachide cervicale) ma anche per contrastare l’insorgenza di alterazioni della vista e della motilità oculare. Infine, dotarsi della “lavastoviglie”.

Le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale consentono di aumentare l’erogazione dei servizi sanitari, abbattendone i costi, senza dimenticare la supervisione finale da parte del personale sanitario: cito un esempio applicato concretamente per lo screening della Retinopatia Diabetica. Viene eseguito tramite la fotografia del Fundus (Retinografia) che viene analizzata da un applicativo di Intelligenza Artificiale; quindi, un primo responso provvisorio, sarà poi validato o corretto dal medico oculista. In tal modo, si riescono a soddisfare in tempi più brevi le prestazioni sanitarie richieste, riducendo anche le tempistiche di permanenza dei pazienti negli ambulatori medici e archiviando direttamente nella cartella elettronica diabetologica il referto stesso [2].

Gianni Zuccheri
Medico oculista specialista ambulatoriale in ASL della Regione Piemonte

Bibliografia:
[1] GBD 2019 Cancer Risk Factors Collaborators. The global burden of cancer attributable to risk factors, 2010-19: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2019. Lancet. 2022 Aug 20;400(10352):563-591. doi: 10.1016/S0140-6736(22)01438-6. PMID: 35988567; PMCID: PMC9395583.

[2] Piatti A, et al. Diabetic Retinopathy Screening with Artificial Intelligence: A Pivotal Experience in Italian Healthcare System – Preliminary Report. Diabetes Obes Int J 2022, 7(S1): 000S1-008.

Gianni Zuccheri

05 Settembre 2022

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