Violenza contro le donne. Noi medici dobbiamo essere attenti a cogliere ogni segnale che la donna ci manda

Violenza contro le donne. Noi medici dobbiamo essere attenti a cogliere ogni segnale che la donna ci manda

Violenza contro le donne. Noi medici dobbiamo essere attenti a cogliere ogni segnale che la donna ci manda

Gentile Direttore,

il 25 novembre si è celebrata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e abbiamo assistito/partecipato ad un grande interesse anche in Italia con manifestazioni e molte dichiarazioni.

Tutto questo è sicuramente positivo e rappresenta un interesse verso la terribile piaga della violenza sulle donne. Parlarne, tenere i riflettori accesi è essenziale!

Al di là della retorica e delle frasi ad effetto, di cui peraltro non sono capace, io vorrei ricordare a tutte/i noi ciò che possiamo e dobbiamo fare tutti i giorni, non solo il 25 novembre.

Come medici dobbiamo essere attenti a cogliere ogni segnale che la donna ci manda, come sappiamo molti sintomi che ci riferiscono, molte patologie per le quali non riusciamo ad identificare una causa organica possono essere un segno di un disagio tra cui la violenza non solo fisica che la donna subisce. E’ un ruolo importante che abbiamo e di cui dobbiamo assumerci la responsabilità, essere parte attiva nel riconoscere ogni piccolo segno ed attivarci a fare la nostra parte: intercettare, accogliere ed informare la donna su ciò che è possibile fare. Solo divulgando il più possibile le informazioni su tutti gli strumenti di aiuto ed attivandoci concretamente in ogni singolo caso, possiamo contribuire a ridurre e contrastare questo dramma sociale molto più diffuso di quanto pensiamo.

Ricordiamoci che solo una piccola parte delle donne che subiscono violenza denunciano, che la violenza non è solo fisica e che, purtroppo, la maggioranza delle violenze avviene nell’ambito della coppia. I femminicidi continuano ad esserci, ed è drammatico, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg.

Come persone, donne e uomini, dobbiamo veramente essere convinti che una reale e concreta parità di genere significa anche insegnare, e dimostrare con l’esempio, ai bambini ed alle bambine, fin da piccoli, il rispetto dell’altro, la consapevolezza che tutti devono avere le stesse opportunità e che la violenza non significa essere “forti” ma esprime solo l’incapacità di comunicare.

Continuo a dirlo ma solo se investiamo sui più piccoli possiamo davvero sperare che la società possa migliorare.

La parola d’ordine deve essere “rispetto” per le donne, che significa rispetto per l’altro, chiunque esso sia e comunque la pensi, senza se e senza ma.

La strada è lunga e complessa, ma ognuno di noi può fare qualcosa affinché questa Giornata non sia più necessaria!

Elsa Viora
Presidente Associaizone Ostetrici Ginelogi Ospedalieri Italiani (Aogoi)

27 Novembre 2022

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