Sanità: il Re è nudo. Non ci sono risorse nella Nadef

Sanità: il Re è nudo. Non ci sono risorse nella Nadef

Sanità: il Re è nudo. Non ci sono risorse nella Nadef

Gentile direttore,
la presentazione della nota di aggiornamento del documento economico finanziario certifica il disinteresse del Governo al rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Di fatto le uniche risorse, incerte, dovrebbero derivare dai tagli di altri ministeri e serviranno a mala pena a coprire i maggiori oneri inflattivi e i costi dei rinnovi contrattuali. Il Re si dimostra nudo e non consapevole della gravità della situazione, altro che parlare dello spot di un noto supermercato che non frega nulla a nessuno, qui non è più rinviabile il rilancio del nostro servizio sanitario e tutte le risorse disponibili andrebbero messe a disposizione per rispettare l’articolo 32 della Costituzione.

Come Azione abbiamo proposto che vengano impegnati 10 miliardi , 8 sul personale medico e infermieristico per nuovi reclutamenti e adeguamenti stipendiali e 2 sul governo delle liste di attesa potenziando il sistema pubblico e consentendo ai cittadini, per fasce di reddito, che non vedono rispettati i tempi previsti dal piano nazionale di accedere, li dove il sistema non è in grado di prenderli in carico, all’intramoenia dove possibile e dove non possibile anche alle prestazioni da privato, senza oneri a loro carico. Va messa fine a quella ipocrisia del doppio binario se paghi la prestazione è immediata altrimenti aspetti, che sta indebitando le famiglie italiane per potersi curare. Sono cifre importanti ma necessarie, serve un vero e proprio piano Marshall per invertire la rotta ed avvicinare i fondamentali del nostro Paese alla media europea per spesa procapite a parità di potere di acquisto evitando di scivolare sempre di più verso i paesi di Visegrad.

La spia più rilevante di questa situazione è l’aumento della spesa totalmente privata delle famiglie per acquistare prestazioni sanitarie che ormai rappresenta un valore pari ad un terzo dell’intero fondo sanitario con una crescita costante annua. Questo significa , di fatto, la morte del sistema universalistico e di qualsiasi integrazione sociosanitaria. Di questo non vi è traccia nel documento di programmazione e daremo battaglia in Parlamento e nelle regioni perché il tema del futuro del servizio sanitario non è una questione degli addetti ai lavori ma rappresenta la spina dorsale della nostra coesione sociale. Dopo la pandemia avevamo bisogno di un vero e proprio Manifesto per la rinascita di una nazione attraverso il rafforzamento del nostro sistema sanitario, qui invece il Governo ci propone il colpo di grazia definitivo.

Alessio D’Amato
Responsabile Welfare Azione

28 Settembre 2023

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