Uap: “Serve revisione, nomenclatore sia commisurato a costi reali”
L’Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, entri e ospedalità privata, ha inviato una lettera ai presidente delle Regioni “per evidenziare le gravi criticità emergenti dalla bozza del nuovo nomenclatore tariffario per la sanità, che stabilisce le tariffe di rimborso per le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio”.
L’Uap, che rappresenta oltre 27mila strutture sanitarie private, manifesta in particolate “preoccupazione per l’insostenibilità economica che il nuovo tariffario comporta, a danno della continuità dei servizi e del diritto alla salute”, e chiede “una revisione del nomenclatore affinché le tariffe siano commisurate ai costi reali, preservando la sostenibilità delle strutture sanitarie e garantendo l’universalità del sistema sanitario italiano”.
I punti principali sono:
1) Tariffe insufficienti: le nuove tariffe non coprono i costi reali delle prestazioni, risultando in una perdita operativa per le strutture pubbliche e accreditate, soprattutto nelle Regioni economicamente più vulnerabili. Questo mette a rischio la sostenibilità delle strutture e la capacità di garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea);
2) Impatto sulle strutture private e sull’occupazione: le tariffe inadeguate minacciano l’attività delle strutture accreditate, che potrebbero ridurre i servizi o uscire dal Sistema sanitario nazionale (Ssn), con ripercussioni negative sull’occupazione e sulle liste d’attesa;
3) Rischio di disparità regionali: l’integrazione regionale delle tariffe, necessaria per coprire le spese, crea disparità territoriali e violazioni del principio di uguaglianza, generando un Ssn a due velocità in base alla Regione di residenza;
4) Effetti sui fornitori e qualità delle cure: la pressione finanziaria costringerebbe le strutture a ridurre l’acquisto di materiali di qualità e il personale, abbassando la qualità complessiva dei servizi sanitari.
13 Novembre 2024
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