“L’ultima seduta contrattuale ha confermato i nostri timori: per quanto ci riguarda, l’Aran ha portato avanti il negoziato con l’unico obiettivo di chiudere senza reali aperture, lasciando i professionisti sanitari senza risposte e senza soluzioni. Più che una trattativa, quella a cui abbiamo assistito è stata una ‘rappresentazione preconfezionata’, in cui la possibilità di costruire un accordo equo è stata soffocata da rigidità e reticenze”.
Nuovo botta e risposta tra Aran e il Nursing Up che replica alle dichiarazioni di Naddeo dopo il nuovo stop alle trattative per il rinnovo Contratto sanità 2022-2024: “Il vero stop alla sottoscrizione del contratto è quello posto dall’Aran che ha scelto di ‘ingessare la trattativa’, di alzare muri di cemento armato anziché costruire solidi ponti, di negare ogni apertura sulle questioni centrali che abbiamo posto – replica Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up – ma ciò nonostante, oggi Aran tenta ancora una volta di ribaltare una frittata già ‘tristemente bruciata da un lato’, scaricando le colpe su chi, invece, ha avuto la coerenza di non piegarsi a un contratto che non valorizza i professionisti della sanità e non offre garanzie né prospettive”.
Per il sindacato l’Aran non ha fatto nulla per trovare l’accordo come aveva chiesto apertamente il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. E la prova, replica è sotto gli occhi di tutti: “Il 20 febbraio scorso, da parte dell’Aran ci sono state zero aperture sulle questioni fondamentali che abbiamo posto. Nessun tentativo reale di mediazione. Eppure Nursing Up ha partecipato alla seduta con la palese volontà di trovare un’intesa. Ci siamo detti pronti a passare le notti al tavolo della trattativa, a lavorare senza sosta, 24 ore su 24, pur di arrivare a un accordo equo e dignitoso per i professionisti sanitari, rispettando le solide premesse dall’atto di indirizzo”.
Per farlo, però, il Nursing up chiedeva alcune condizioni minime e ragionevoli: “Non abbiamo trovato nulla di tutto questo sul tavolo! Nessuno spiraglio per la parte normativa, nessun segnale reale di apertura, solo muri e barricate. Ecco perché oggi respingiamo con forza le accuse di chi cerca di far ricadere il fallimento di questa trattativa sulle scelte di sindacati come il nostro, che hanno deciso di non esprimere parere favorevole”.
La realtà dietro i numeri: il grande equivoco degli aumenti generalizzati Anche sulla parte economica del contratto, sottolinea De palma, “l’Aran, con la disinvoltura di un “prestigiatore esperto”, racconta una versione sempre più raffinata della realtà economica del contratto. Nelle sue acrobazie statistiche insiste nel dire che il contratto è vantaggioso, parlando di un aumento medio di 172 euro per gli infermieri”. Una cifra alla quale si arriva includendo nelle risorse disponibili, come base di calcolo, anche quelle destinate solo ed esclusivamente al personale di pronto soccorso, “generando, in tal modo, la distorta percezione che il beneficio che ne consegue sia automaticamente applicato a tutti”.
E la stessa cosa fa “con la parte destinata solo ed esclusivamente ai fondi risorse decentrate”: “Un po’ come dire che, anche se solo il 7% circa degli infermieri del SSN mangerà un pollo intero, ma il restante 93% no, in media avranno mangiato mezzo pollo ciascuno”. “A noi questo modo di raccontare i fatti non convince – aggiunge De Palma – non dovrebbe convincere neanche chi ogni giorno porta avanti la sanità pubblica con turni massacranti e stipendi sempre al limite della dignità”.
“Non possiamo permettere che si capovolgano i fatti per attribuire ai sindacati responsabilità che non hanno, e soprattutto, smettiamola di confezionare numeri che, una volta scartati, si rivelano in parte inconsistenti come la nebbia in Val Padana – conclude De palma – se il contratto è questo, allora lo si dica chiaramente, ma senza strapparsi le vesti con stupore e meraviglia se, come ovvia ed ineludibile conseguenza, in Aran la maggioranza sindacale che serve per l’approvazione del testo non viene raggiunta”.
Le richieste del Nursing Up:
– Un’apertura normativa concreta, e non discriminante, per rimuovere gli attuali limiti di accesso di infermieri e professionisti sanitari all’area elevata qualificazione.
– Un riconoscimento pari ad almeno 2 ore dell’orario di servizio settimanale, per l’ECM dei professionisti sanitari.
– L’esonero effettivo dalle notti e dai turni di pronta disponibilità, su richiesta degli infermieri ed ostetriche interessati, una volta raggiunti i 60 anni di età.
– Una distribuzione più equa delle pur magre risorse del CCNL 2022/2024, per riconoscere in modo adeguato le responsabilità e le competenze degli infermieri e degli altri professionisti sanitari.
-Il rinvio dell’introduzione della figura dell’assistente infermiere, sollecitando invece l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità.