Mobilità sanitaria. Giunta approva un piano operativo per ridurla 

Mobilità sanitaria. Giunta approva un piano operativo per ridurla 

Mobilità sanitaria. Giunta approva un piano operativo per ridurla 
Stanziati 24 mln per il 2025 e 44 mln nel 2026. Nicolò: “Previsto il potenziamento dell’attività nelle strutture pubbliche, la riorganizzazione delle liste d’attesa e la presa in carico più proattiva dei pazienti”. Bordon: “Rafforzeremo anche la cooperazione con le Regioni confinanti prorogando gli accordi  con Emilia-Romagna e Toscana e stipulandone nuovi con Lombardia e Piemonte”. La Liguria ha un saldo di mobilità negativo di circa 79 milioni.

Sono 68 i milioni di euro stanziati dalla Regione Liguria per aumentare l’offerta di prestazioni sanitarie. Lo stanziamento arriva dalla recente delibera di Giunta, volta a contrastare il fenomeno che porta molti cittadini liguri a spostarsi in altre regioni per ricevere cure e prestazioni sanitarie, che in alcuni casi è riconducibile a cause o situazioni specifiche del cittadino ma che in altri casi può essere ridotto attraverso interventi di sistema e un miglioramento dell’offerta regionale.

Il Piano approvato, spiega dunque la Regione in una nota, ha un duplice obiettivo: aumentare l’offerta di prestazioni in Liguria e migliorare l’attrattività delle strutture sanitarie regionali, così da garantire cure di qualità senza costringere i cittadini a rivolgersi altrove.

Tra le azioni messe in campo sono previsti investimenti dedicati, oltre 24 milioni di euro nel 2025, che saliranno a più di 44 milioni annui dal 2026; l’incremento dell’attività chirurgica, in particolare in ortopedia, cardiologia e cardiochirurgia sia nelle strutture pubbliche sia nelle strutture private accreditate che, ad oggi, erogano solamente circa il 6,7% delle prestazioni ospedaliere rispetto alla produzione complessiva; il coinvolgimento di tutte le aziende ospedaliere e delle Asl, che devono traguardare obiettivi di produzione aggiuntiva per soddisfare maggiormente il fabbisogno di cura dei cittadini liguri; il monitoraggio costante dell’andamento del piano attraverso verifiche periodiche sui volumi di attività erogati, per garantire trasparenza e capacità di intervento tempestivo in caso di criticità.

“Con questo provvedimento – dichiara l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò – la Regione Liguria punta a ridurre le liste d’attesa e a garantire cure di qualità sempre più accessibili ai cittadini. Ridurre la mobilità passiva significa permettere ai pazienti di curarsi vicino a casa, senza spostamenti gravosi e, al tempo stesso, valorizzare le professionalità e le strutture liguri, rafforzando la fiducia nel nostro sistema sanitario. Il piano rappresenta uno sforzo economico e organizzativo importante che prevede il potenziamento dell’attività nelle strutture pubbliche, insieme a una riorganizzazione delle liste d’attesa e a una presa in carico più proattiva dei pazienti. Inoltre, il coinvolgimento delle strutture private accreditate non comporta un esborso per i cittadini in quanto, le stesse, lavorano in nome e per conto del nostro Sistema sanitario e possono offrire anche prestazioni ad alta complessità. L’obiettivo è costruire un sistema più vicino ai cittadini, efficiente e capace di rispondere in tempi rapidi ai bisogni di salute”.

“Questo provvedimento nasce da un’analisi puntuale della mobilità sanitaria interregionale – spiega Paolo Bordon, direttore generale di Area salute e servizi sociali – dalla quale emerge, tra l’altro, che la Liguria ha un indice di vecchiaia tra i più alti in Italia: un dato che si traduce in una domanda molto elevata di prestazioni sanitarie, destinata a crescere con l’invecchiamento costante della popolazione. A questo si aggiunge un tasso di occupazione molto alto nei reparti di ortopedia, che nelle strutture pubbliche liguri raggiunge in media l’85% e la carenza del numero di anestesisti dedicati all’attività operatoria, diminuiti del 15% negli ultimi cinque anni. Un ulteriore elemento che è emerso è rappresentato dal fatto che il privato accreditato in Liguria eroga solo il 6,7% delle prestazioni ospedaliere, una quota molto inferiore rispetto ad altre regioni che riescono così a trattenere più pazienti sul proprio territorio. Anche per questo, il Piano prevede, tra le azioni, la proroga degli accordi bilaterali già esistenti con Emilia-Romagna e Toscana e la stipula di nuove intese con Lombardia e Piemonte, così da rafforzare la cooperazione con le regioni confinanti e ridurre il ricorso a mobilità sanitaria non programmata”.

Regione Liguria ha un saldo di mobilità negativo che ammonta a circa 79 milioni: la mobilità passiva ospedaliera è pari a 158 milioni, dove le voci principali aree di fuga sono rappresentate da ortopedia (44%), cardiologia (12,8%) e malattie del sistema nervoso (8 %). La mobilità attiva, che si riferisce ai cittadini che si recano nella nostra regione per ricevere prestazioni sanitarie, è invece pari a 78,5 milioni e registra tre aree a maggiore attrattività: quella ortopedica (18%), cardiologica (14,9%) e neurologia (13,1%).

04 Novembre 2025

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