Medici. Dalle risorse alle condizioni di lavoro. Ecco l’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto 25-27

Medici. Dalle risorse alle condizioni di lavoro. Ecco l’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto 25-27

Medici. Dalle risorse alle condizioni di lavoro. Ecco l’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto 25-27

Il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha dato ieri il via libera all’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto dell’Area Sanità 2025-2027 che Quotidiano Sanità è in grado di anticipare. In campo 968 milioni a regime dal 2027, con priorità su stipendi tabellari, retribuzione di posizione e risultato, indennità e benessere organizzativo. IL TESTO

È stato adottato ieri dal Comitato di Settore Regioni-Sanità l’“Atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale del triennio 2025-2027 per l’Area della Sanità”, che avvia formalmente il percorso negoziale per la dirigenza medica e sanitaria del Servizio sanitario nazionale. Il documento definisce priorità, quadro finanziario e ambiti di intervento per il nuovo CCNL, in coerenza con le risorse stanziate dalla legge di bilancio e con l’obiettivo di rafforzare attrattività e sostenibilità del lavoro medico e sanitario.

Quadro finanziario

Come riportato nella tabella del quadro finanziario, le unità di personale interessate sono 137.871, con un monte salari 2023 pari a 17,9 miliardi di euro. Le risorse (+5,4%) per il rinnovo sono pari a:

  • 322,71 milioni di euro per il 2025
  • 645,43 milioni per il 2026
  • 968,14 milioni a decorrere dal 2027

Le risorse dovranno garantire un equilibrio tra incremento degli stipendi tabellari, rafforzamento della retribuzione di posizione e di risultato e valorizzazione delle indennità legate a particolari condizioni di lavoro.

Il contratto dovrà, inoltre, finalizzare le risorse destinate all’incremento dell’indennità di specificità medico-veterinaria nei limiti di 412 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026. Tale limite comprende l’importo di 50 milioni di euro. Inoltre, dovranno essere finalizzate le risorse destinate all’incremento delle indennità di specificità sanitaria relativa ai dirigenti sanitari per 13,5 milioni lordi. Tale limite comprende l’importo complessivo lordo di 5,5 milioni di curo, previsto per l’incremento dell’indennità in oggetto dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 351 per l’anno 2025, già finalizzato con il CCNL triennio 2022-2024. Infine, da mettere a terra anche le risorse destinate all’incremento dell’indennità di pronto soccorso nei limiti di 15 milioni di curo complessivi lordi a decorrere dal 1º gennaio 2025 e di ulteriori 15 milioni di euro, complessivi lordi, a decorrere dal 1° gennaio 2026.

Attrattività e benessere organizzativo

Tra le priorità indicate figura il rafforzamento dell’attrattività delle posizioni dirigenziali nel Ssn, in un contesto segnato da difficoltà di reclutamento e crescente pressione organizzativa.

Ampio spazio è dedicato alle condizioni di lavoro: revisione e monitoraggio dell’orario dirigenziale, gestione delle eccedenze orarie e della pronta disponibilità, tutela della salute e sicurezza, nonché misure di welfare aziendale. Il testo prevede anche interventi su mensa e pausa per il recupero psico-fisico, con possibilità di buono pasto sostitutivo per i turnisti.

Sistema degli incarichi e retribuzione

Un capitolo centrale riguarda il completamento e la messa a regime del sistema degli incarichi dirigenziali, rafforzando il collegamento tra tipologia di incarico, responsabilità attribuite, retribuzione di posizione e di risultato.

Obiettivo dichiarato è valorizzare le funzioni di direzione e coordinamento di progetti complessi, assicurare il pieno utilizzo dei fondi ed evitare la formazione di residui. Particolare attenzione è rivolta anche all’ingresso dei giovani dirigenti, con la proposta di incrementare il valore della retribuzione di posizione parte fissa per l’incarico professionale iniziale.

Flessibilità, formazione e libera professione

L’atto di indirizzo interviene anche su:

  • strumenti di flessibilità organizzativa e gestione multi-sede, per garantire continuità assistenziale;
  • sviluppo delle competenze professionali e manageriali, con focus su innovazione digitale, telemedicina e fascicolo sanitario elettronico;
  • valorizzazione delle attività di tutoraggio e supporto alla formazione specialistica;
  • aggiornamento e semplificazione della disciplina della libera professione intramuraria, per ridurre incertezze interpretative e garantire applicazione uniforme.

Relazioni sindacali e applicazione uniforme

Infine, viene sottolineata la necessità di rafforzare le relazioni sindacali a livello aziendale e regionale, promuovendo strumenti di partecipazione e garantendo un’applicazione uniforme del contratto, anche attraverso testi unici e soluzioni redazionali semplificate.

Con questo atto si apre dunque una partita cruciale per il futuro della dirigenza medica e sanitaria: non solo risorse aggiuntive, ma una revisione complessiva degli assetti organizzativi e professionali, in un passaggio che punta a rendere più attrattivo e sostenibile il lavoro nel Servizio sanitario nazionale.

L.F.

27 Febbraio 2026

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