Payback dispositivi medici. Giorgetti: “Ha creato distorsioni pazzesche. Al lavoro per risolvere il nodo dal 2019 in poi”. E sulla scadenza del 2026: “Siamo consapevoli”

Payback dispositivi medici. Giorgetti: “Ha creato distorsioni pazzesche. Al lavoro per risolvere il nodo dal 2019 in poi”. E sulla scadenza del 2026: “Siamo consapevoli”

Payback dispositivi medici. Giorgetti: “Ha creato distorsioni pazzesche. Al lavoro per risolvere il nodo dal 2019 in poi”. E sulla scadenza del 2026: “Siamo consapevoli”

Il ministro dell’Economia, durante l’audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, torna sulla questione del payback. Dopo l’intervento sulle annualità 2015-2018, resta aperta la partita degli anni successivi. “Vogliamo dare un orizzonte di certezze alle imprese del settore”. Sullo sfondo la scadenza del 31 dicembre 2026 per la revisione del sistema.

Il Governo è al lavoro per affrontare il problema del payback sui dispositivi medici relativo alle annualità dal 2019 in avanti, dopo l’intervento che ha consentito di alleggerire il peso del meccanismo sulle imprese per il periodo 2015-2018. E conferma la consapevolezza della scadenza del 31 dicembre 2026, prevista per la definizione di una nuova disciplina del settore.

A fare il punto è stato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenuto nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP).

Il titolare del Mef ha riconosciuto apertamente le criticità del meccanismo di ripiano della spesa per i dispositivi medici, evitando di riaprire le polemiche sulle responsabilità del passato.

“Senza fare polemica sul passato, ci siamo fatti carico di una misura che oggettivamente ha creato delle distorsioni pazzesche”, ha affermato Giorgetti, ricordando l’intervento già realizzato per chiudere la partita delle annualità fino al 2018.

Ma il problema non è ancora definitivamente risolto. “Stiamo lavorando per tappare il buco del 2019 in avanti”, ha spiegato il ministro, richiamando anche il quadro delle pronunce giudiziarie sul contenzioso alimentato dalle imprese.

Un passaggio che conferma come il dossier resti aperto sul tavolo del Governo, con la necessità di individuare una soluzione per gli anni successivi al 2018.

Giorgetti ha quindi richiamato la scadenza del 31 dicembre 2026, termine entro il quale la normativa prevede la definizione di una nuova disciplina per la gestione della spesa dei dispositivi medici.

“Siamo assolutamente consapevoli della scadenza del 31 dicembre 2026”, ha assicurato il ministro, sottolineando l’obiettivo di “dare un orizzonte di certezze al sistema delle imprese che lavora in questo settore”.

Il riferimento è a una delle questioni più controverse della governance della spesa sanitaria. Il payback impone alle aziende fornitrici di dispositivi medici di contribuire al ripiano degli sforamenti dei tetti di spesa, un sistema che ha generato negli anni un ampio contenzioso.

Nel 2025 il Governo è intervenuto sul quadriennio 2015-2018, prevedendo la possibilità di estinguere gli obblighi attraverso il versamento del 25% delle somme originariamente richieste. Resta invece da definire il trattamento delle annualità successive, mentre la legge di bilancio 2026 ha innalzato il tetto nazionale della spesa per dispositivi medici dal 4,4% al 4,6% del Fondo sanitario nazionale.

Le dichiarazioni di Giorgetti confermano dunque la volontà di affrontare il problema, ma senza indicare ancora una soluzione normativa precisa né anticipare le modalità con cui sarà gestito il pregresso dal 2019.

La partita resta quindi aperta, anche in vista della prossima legge di bilancio, con una scadenza ormai ravvicinata e la necessità di offrire alle imprese una prospettiva più stabile e prevedibile.

12 Ottobre 2026

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