Oncologia. In Italia 256 laboratori centralizzati per produrre farmaci. Aiom e Sifo: “Garantiscono sicurezza pazienti e risparmi Ssn”

Oncologia. In Italia 256 laboratori centralizzati per produrre farmaci. Aiom e Sifo: “Garantiscono sicurezza pazienti e risparmi Ssn”

Oncologia. In Italia 256 laboratori centralizzati per produrre farmaci. Aiom e Sifo: “Garantiscono sicurezza pazienti e risparmi Ssn”
Queste strutture però non sono distribuite in modo equo su tutto il territorio nazionale. I presidenti Carmine Pinto e Marcello Pani: “Sono strutture che svolgono un ruolo importante nella lotta ai tumori. Va però migliorata la loro organizzazione e la presenza deve essere più uniforme sul territorio”.

In oncologia è sempre più importante il ruolo svolto dalle Unità di Farmaci Antiblastici (UFA). Si tratta di laboratori centralizzati per la produzione di farmaci antitumorali. Queste strutture però non sono distribuite in modo equo su tutto il territorio nazionale. In totale, secondo i dati raccolti dal Libro Bianco Aiom nel 2016, sono 256: 128 sono al nord (pari al 38%), 61 al Centro (18%) e 67 al Sud (20%). E’ quanto emerso dal convegno Quali modelli organizzativi nella preparazione centralizzata e gestione dei farmaci in Oncologia promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) e che si tiene oggi presso l’Irccs-Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia.
 
“Le UFA hanno principalmente l’obiettivo di migliorare efficienza e sicurezza, e di razionalizzare l’organizzazione del lavoro all’interno dei reparti di oncologia – afferma Carmine Pinto presidente nazionale Aiom -. Garantiscono, infatti, una migliore gestione di farmaci estremamente complessi e costosi. Quindi possono ridurre sia i rischi per la salute dei pazienti che gli sprechi per l’intero sistema sanitario nazionale. Occorre però far evolvere il sistema in particolare per quello che riguarda i modelli organizzativi in continuità con le Unità Operative di Oncologia. Inoltre le UFA all’interno delle reti oncologiche potrebbero essere non più riferimento di un singolo ospedale ma anche di un’intera provincia o di un’area vasta”.
 
“I vantaggi introdotti dalle UFA sia in termini economici che di qualità dell’assistenza sono enormi – prosegue Marcello Pani presidente nazionale Sifo -. Queste unità possiedono, infatti, delle attrezzature e apparecchiature molto sofisticate, avanzati sistemi informatici e sono regolarmente sottoposte a controlli rigorosi. Devono rispettare delle norme restrittive e tutto ciò è fatto soprattutto per diminuire i rischi per i pazienti. Tuttavia un’eccessiva centralizzazione della preparazione dei farmaci può ridurre la così detta flessibilità delle terapie. Oggi i trattamenti contro i tumori sono sempre più personalizzati e su misura del singolo paziente che spesso deve cambiare tipologia di cura durante la malattia. Bisogna quindi trovare un giusto equilibrio tra questi due aspetti dell’oncologia. Per questo stiamo lavorando insieme all’AIOM per stabilire dei modelli organizzativi validi per tutto il territorio nazionale”. 

23 Maggio 2017

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