“Scelta dei migliori manager, più sinergia pubblico-privato, piano di riqualificazione per medici e infermieri e revisione del sistema di accesso all’università”. Ecco il piano di Silvio Berlusconi per la sanità italiana

“Scelta dei migliori manager, più sinergia pubblico-privato, piano di riqualificazione per medici e infermieri e revisione del sistema di accesso all’università”. Ecco il piano di Silvio Berlusconi per la sanità italiana

“Scelta dei migliori manager, più sinergia pubblico-privato, piano di riqualificazione per medici e infermieri e revisione del sistema di accesso all’università”. Ecco il piano di Silvio Berlusconi per la sanità italiana
"Per noi il Servizio sanitario nazionale sia la più grande azienda nazionale al servizio del cittadino". Così il presidente di Forza Italia, leader della coalizione di Centro Destra, in una video intervista a Tgcom 24,  fa il punto su quelle che dovranno essere le priorità del prossimo governo per il settore. E sulla carenza di medici spiega: "Questa è un'eventualità negativa che abbiamo ben presente e che faremo assolutamente in modo di scongiurare. Serve una profonda revisione del sistema di accesso alla facoltà di medicina ed ai successivi corsi di formazione".

A 48 ore dal voto del 4 marzo il presidente di Forza Italia e leader della coalizione di Centro Destra, Silvio Berlusconi, in una video intervista a Tgcom 24 fa il punto sull'attuale situazione della sanità italiana indicando quelle che dovranno essere le priorità del prossimo governo per il settore: da una maggiore omogeneità tra Nord e Sud del Paese alla scelta dei migliori manager, da una migliore integrazione tra pubblico e privato ad un piano di riqualificazione professionale ed economico per medici e infermieri, fino ad una revisione del sistema di accesso alla facoltà di medicina ed ai successivi corsi di formazione.
 
Più omogeneità delle cure e scelta dei migliori manager. "La vita media degli italiani si allunga oltre gli 82 anni, ma la qualità della sanità al Nord e al Sud non è omogenea. Infatti al Nord si è sicuri di arrivare in buona salute fino ad 70 anni mentre al Sud si resta in buona salute solo fino a 58 anni. È qualcosa a cui si deve porre rimedio. Per noi la salute è un bene primario, dobbiamo salvaguardarlo e dobbiamo garantirlo soprattutto attraverso la scelta di bravi manager alla sanità. Questa scelta si deve fare, non come si è fatta fino ad adesso con criteri di appartenenza politica ma guardando alle capacità ed al merito di ciascuno dei singoli candidati disponibili", spiega Berlusconi.
 
Una migliore gestione delle risorse per la sanità e stop ai pregiudizi sul privato. "Si deve fortemente promuovere l'aggiornamento tecnologico e soprattutto si deve rendere immediata la prevenzione, non si possono più aspettare dei mesi per fare una Tac, ed a questo proposito, sarà anche fondamentale l'autorevolezza, la competenza e la bravura del prossimo ministro. Sono convinto che il Servizio sanitario nazionale sia la più grande azienda nazionale al servizio del cittadino. Oggi la spesa per la sanità pubblica è pari a 115 miliardi che equivalgono al 6,5% del nostro Pil. Questa spesa deve essere assolutamente meglio gestita e deve puntare alla più elevata qualità delle cure e dei farmaci. Si deve anche porre fine a quel pretestuoso pregiudizio nei confronti della sanità privata e convenzionata, favorendo invece il rapporto pubblico privato riconducendolo ad un'integrazione che faccia sinergia tra i due sistemi. È evidente, infine, che la spesa sanitaria nazionale e la salute dei cittadini, devono essere considerate un'assoluta priorità del nostro prossimo governo", prosegue il leader di FI. 
 
Piano di riqualificazione per medici e infermieri. "È necessario un piano di riqualificazione professionale e di riqualificazione economica per medici e infermieri che costituiscono l'asse portante della sanità ospedaliera. Gli infermieri in Italia sono oltre mezzo milione, sono professionisti dotati di competenze specifiche che non a caso trovano conferma in quello che è un sentimento diffuso di fiducia e riconoscenza da parte dei cittadini nei loro confronti", sottolinea.
 
Revisione del sistema di accesso all'Università. "È anche fondamentale intervenire sul fatto che in Italia si laureano in medicina circa 9.000 studenti all'anno e che di questi solo poco più di 6.000 hanno attualmente accesso alle scuole di specializzazione o ai corsi di formazione per medico di medicina generale. Se non  si opera una profonda revisione del sistema di accesso alla facoltà di medicina ed ai successivi corsi di formazione, entro appena 5 anni il sistema sarà gravemente a rischio per mancanza di specialisti nei vari settori e per una grave carenza di medici di medicina generale che già oggi non sono così facilmente reperibili. Questa è un'eventualità negativa che abbiamo ben presente e che faremo assolutamente in modo di scongiurare", conclude Berlusconi.
 
Guarda il video.
 
G.R.

02 Marzo 2018

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