Torino. Registrato all’anagrafe bimbo figlio di due madri. È la prima volta in Italia

Torino. Registrato all’anagrafe bimbo figlio di due madri. È la prima volta in Italia

Torino. Registrato all’anagrafe bimbo figlio di due madri. È la prima volta in Italia
Decaro (Anci) “Esiste una situazione di vuoto normativo che rischia di danneggiare i cittadini dei quali per primi noi, rappresentanti delle istituzioni, dovremmo prenderci cura: i bambini. Ancora una volta noi amministratori siamo chiamati a districarci in situazioni che riguardano la vita quotidiana delle persone che spesso vedono il legislatore in ritardo

Questa mattina, il sindaco di Torino Chiara Appendino ha trascritto all’ufficio Stato civile dell’anagrafe l’atto di nascita di un bambino figlio di due madri: è il primo caso in Italia. Nei casi precedenti di riconoscimento all’anagrafe, infatti, si era trattato della trascrizione di un atto registrato all’estero.

Il bambino è Niccolò Pietro, figlio Chiara Foglietta, vicecapogruppo del Pd in Consiglio comunale a Torino, e della sua compagna Micaela Ghisleni.

“Questo è il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. Dobbiamo ringraziare la sindaca Appendino e tutti quelli che in questi anni hanno combattuto per il riconoscimento di diritti che dovrebbero valere per tutti”, ha commentato Foglietta.
 
“Abbiamo fatto anche la richiesta al tribunale di dare il doppio cognome”, ha aggiunto Ghisleni. “Questa è un riconoscimento di uguaglianza e non un privilegio”.

Oltre all’atto di nascita del piccolo Niccolò Pietro, Appendino questa mattina ha trascritto l’atto di nascita di due gemelli figli di due uomini.

“Esiste una situazione di vuoto normativo che rischia di danneggiare i cittadini dei quali per primi noi, rappresentanti delle istituzioni, dovremmo prenderci cura: i bambini”, ha affermato il presidente Anci Antonio Decaro. “La sindaca Appendino ha avuto il coraggio di imporre all’attenzione generale un tema che deve essere affrontato al più presto, anche con le modifiche normative necessarie. Ancora una volta noi amministratori siamo chiamati a districarci in situazioni che riguardano la vita quotidiana delle persone che spesso vedono il legislatore in ritardo”. 

23 Aprile 2018

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