Morbillo. Se i casi aumentano è anche colpa dei tagli alla sanità. Lo sostiene una ricerca italiana

Morbillo. Se i casi aumentano è anche colpa dei tagli alla sanità. Lo sostiene una ricerca italiana

Morbillo. Se i casi aumentano è anche colpa dei tagli alla sanità. Lo sostiene una ricerca italiana
La copertura vaccinale contro morbillo, parotite, rosolia (Mpr) è diminuita di 0,5 punti percentuali per ogni 1% di riduzione della spesa sanitaria pubblica procapite. E poiché i tagli sono stati diversi da regione a regione, diversi sono stati gli effetti: la Valle d’Aosta ha subito un calo del 6% della spesa sanitaria e dell’11% della copertura Mpr, mentre la Sardegna ha segnato un +2% della spes a e +3,8% dell'immunizzazione. A firmare la ricerca studiosi della Bocconi, della London School of Hygiene and Tropical Medicine e il presidente dell'Iss Walter Ricciardi.

Le recenti tendenze mostrano che la causa principale dell’epidemia di morbillo, che colpisce diversi paesi europei, è la diminuzione della copertura vaccinale, che può essere attribuita principalmente alla diffusione di teorie antiscientifiche. A quanto sembra, però, non ne è l’unica causa. Una nuova ricerca condotta dagli studiosi della Bocconi Veronica Toffolutti, Alessia Melegaro e David Stuckler con Martin McKee (London School of Hygiene and Tropical Medicine) e Walter Ricciardi (presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) mostra che anche i tagli alla spesa sanitaria pubblica giocano un ruolo importante, con la copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia (MPR), che diminuisce di 0,5 punti percentuali per ogni taglio di spesa dell’1%. La ricerca è pubblicata sull’European Journal of Public Health.
 
Gli studiosi hanno confrontato la copertura vaccinale all’età 24 mesi in 20 regioni italiane con la rispettiva spesa sanitaria reale annua pro-capite per il periodo 2000-2014, una volta considerata la forza del movimento anti-vax.
 
“Abbiamo osservato che la spesa sanitaria pubblica in Italia è cresciuta costantemente dal 2000 al 2009 ad un tasso medio annuo del 3,5%, mentre è scesa di circa il 2% all’anno tra il 2010 e il 2014. Analogamente, la copertura MPR è passata dal 74,1% nel 2000 al 90,6% nel 2012, per poi invertire il corso, scendendo all’85,1% nel 2014, ben al di sotto del 95% che costituisce l’immunità di gregge”, spiega Veronica Toffolutti in una nota che illustra i risultati dello studio.
 
Poiché i tagli sono stati diversi da regione a regione, gli autori possono confrontare gli effetti delle diverse variazioni e osservano che le regioni che hanno subito i maggiori tagli di bilancio hanno anche registrato la maggiore diminuzione della copertura vaccinale, mentre le regioni che sono riuscite ad aumentare il proprio budget sanitario sono state addirittura in grado di migliorare la copertura MPR. La Valle d’Aosta, ad esempio, ha subito un calo del 6% della spesa sanitaria e dell’11% della copertura MPR, mentre la Sardegna, con un aumento del 2% della spesa, ha registrato un aumento dell’immunizzazione pari al 3,8%.
 
In media, un calo di 0,5 punti percentuali della copertura MPR corrisponde a una riduzione dell’1% della spesa.

 
“La nostra analisi suggerisce che le misure di austerità adottate in Italia hanno contribuito in modo significativo alla recrudescenza del morbillo”, scrivono gli autori. “L’Italia sta affrontando il problema del basso tasso di vaccinazione con una combinazione di misure legislative e di aumenti di bilancio. Sarà importante monitorare questi sviluppi, non solo per informare la politica in Italia, ma in tutta Europa, dove molti paesi si trovano ora ad affrontare problemi simili”.

12 Settembre 2018

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