Dal Veneto un nuovo modello per il ruolo dello specialista ambulatoriale 

Dal Veneto un nuovo modello per il ruolo dello specialista ambulatoriale 

Dal Veneto un nuovo modello per il ruolo dello specialista ambulatoriale 
“La Specialistica Ambulatoriale Interna  nel nuovo modello assistenziale veneto delle Cure Primarie”, questo il titolo del convegno organizzato lo scorso 4 maggio a Verona dalla SiFoP in cui si sono approfonditi tutti gli aspetti legati al nuovo ruolo dello Specialista Ambulatoriale  in Veneto.

“La Specialistica Ambulatoriale Interna  nel nuovo modello assistenziale veneto delle Cure Primarie”, questo il titolo del convegno organizzato lo scorso 4 maggio a Verona dalla SiFoP (Società Italiana di Formazione Permanente per la Medicina Specialistica) in cui si sono approfonditi tutti gli aspetti legati al nuovo ruolo dello Specialista Ambulatoriale Interno nel nuovo modello assistenziale progettato nella Delibera Regionale Veneto 2338 dello scorso 29 dicembre.

La scelta di organizzare un convegno ad hoc sul tema nasce in seguito alle linee guida  dell’ultimo Piano socio sanitario in via di approvazione definitiva in Consiglio Regionale. Nel nuovo Piano viene delineato un nuovo modello assistenziale che si prefigge lo scopo di riorganizzare la sanità territoriale attraverso una rimodulazione del sistema di offerta delle prestazioni sanitarie di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, in un’ottica di presa in carico globale dell’assistito e si basa, soprattutto, sulla relazione tra Ospedale e Territorio e sulla capacità del Distretto di svolgere pienamente le proprie funzioni di committenza, produzione ed erogazione di prestazioni socio sanitarie.  
Ad introdurre il convegno il segretario del Sumai-Assoprof della provincia di Verona, Silvestro Del Rio ed il segretario regionale del Sumai-Assoprof, Giancarlo Paganini che hanno ricordato come in tutto l’iter preparatorio del nuovo modello assistenziale “si sia tracciata con la Regione una linea per il maggior coinvolgimento degli specialisti ambulatoriali” .

Il primo tra gli ospiti a prendere la parola è stato l’assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto che ha segnalato come “il territorio è la chiave di volta della sanità del futuro. I cittadini hanno bisogno di servizi e non di ospedali. La Regione però, non intende tagliare servizi ma spostarli sul territorio costruendo una rete di cura più vicina ai bisogni dei cittadini”. Dopo l’assessore ha preso la parola il sindaco di Verona Flavio Tosi che ha rimarcato come il modello socio sanitario Veneto sia sempre stato tra i modelli di riferimento e di eccellenza. “Bisogna trasformare la medicina territoriale perché il territorio costa meno e credo che questa iniziativa possa fornire un contributo prezioso al sistema”.
Di seguito ha portato i suoi saluti alla platea anche il presidente del Sumai-Assoprof, Giuseppe Nielfi che ha rimarcato come “la delibera 2338 del 29 dicembre scorso del Veneto sulla specialistica sia fondamentale perché ridisegna la sanità territoriale e il ruolo dei professionisti che vi operano”.
Da segnalare l’intervento della DG della Ulss 20 di Verona Maria Giuseppina Bonavina che ha specificato come “esiste una forte esigenza d’integrazione in sanità e con la recente delibera sul ruolo dello specialista ambulatoriale interno si prevede proprio una maggiore integrazione tra i professionisti del territorio (MMG, PLS, SAI) e tra l’ospedale e il territorio stesso. Inoltre, il nostro obiettivo è quello di adeguare gli standard degli ambulatori attraverso una sempre più elevata informatizzazione”.
Il Dirigente U.C. Assistenza Distrettuale  e Cure Primarie Regione Veneto Renato Rubin ha infine illustrato il percorso normativo del nuovo modello assistenziale e le nuove opportunità per lo Specialista Ambulatoriale Interno e per tutta la Medicina Convenzionata di Assistenza Primaria. Negli AA.CC.NN. per la Medicina Convenzionata, sono codificate due nuove condizioni che concorrono a perseguire l'obiettivo: le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e l’obbligo della completa informatizzazione del settore.
In questo quadro l’assistenza specialistica è una funzione fondamentale governata dal Distretto e collocata in maniera trasversale ai diversi nodi della rete assistenziale territoriale, supporto necessario all’attività del medico di famiglia, erogata anche nell’ambito degli interventi domiciliari, presso strutture di ricovero intermedie e presso le strutture residenziali.

Nel nuovo modello veneto (DGR 2338 del 29 dicembre 2011) lo specialista territoriale potrà operare presso le sedi distrettuali ed anche presso le sedi delle Medicine di Gruppo Integrate, venendo in ogni caso a configurarsi come consulente di riferimento per la medicina di famiglia e come specialista “d’organo” per la pediatria di libera scelta, sviluppando una relazione di confronto e di discussione sui casi finalizzata ad accrescere le competenze reciproche, impiegando anche il teleconsulto ed operando sulla base di PDTA condivisi.
Tale nuovo impianto assistenziale richiede, per le novità introdotte,  una crescita "culturale" di tutte le componenti  interessate.
Nell’ultima parte del convegno sono stati approfonditi i nuovi sviluppi riguardanti la Medicina Generale, i Consultori e le nuove proposte SiFoP sulla Formazione dello Specialista Ambulatoriale . 

09 Maggio 2012

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