Covid. Già oltre 2000 adesioni al Progetto Oirgin del Mario Negri per studiare la relazione tra genetica e malattia 

Covid. Già oltre 2000 adesioni al Progetto Oirgin del Mario Negri per studiare la relazione tra genetica e malattia 

Covid. Già oltre 2000 adesioni al Progetto Oirgin del Mario Negri per studiare la relazione tra genetica e malattia 
Rivolto in questa prima fase ai cittadini di Albino, Alzano Lombardo e Nembro, il questionario online sarà aperto da domani ad altri 18 Comuni della Val Seriana e Val Gandino. La seconda fase del Progetto prevede la selezione dei partecipanti allo studio che verranno invitati al Centro di Ricerche Cliniche Aldo e Cele Daccò per un colloquio e un prelievo di sangue per le indagini genetiche. “Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, in particolare di coloro che hanno avuto forme gravi di COVID-19: nei loro geni si cela il segreto attraverso cui il virus colpisce”, spiega Ariela Benigni, segretario scientifico e coordinatore delle Ricerche.

Più di 2200 le adesioni, a sole due settimane dall’apertura al progetto Progetto ORIGIN dell’Istituto Mario Negri. I cittadini di Albino, Alzano Lombardo e Nembro hanno compilato numerosi il questionario utile a raccogliere le informazioni sulla propria esperienza COVID-19, disponibile online – collegandosi al sito origin.marionegri.it – o in forma cartacea presso il Municipio o le biblioteche comunali.

“Il questionario – spiega in una nota Marina Noris, Capo Laboratorio di Immunologia e Genetica – costituisce il primo passo del Progetto ORIGIN, lo studio che intende indagare se esista una relazione tra fattori genetici e malattia da COVID-19. L’ipotesi alla base del Progetto è che le variazioni dell’assetto genetico di un individuo possano avere un’influenza sulla gravità della malattia COVID-19 e possano spiegare le diverse risposte all’infezione”.

“Un grande risultato, quello raggiunto – afferma Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri – Dobbiamo ringraziare tutti i cittadini che, con profondo senso civico, hanno speso il loro tempo per rispondere alle domande e compilare il questionario. E con loro, dobbiamo anche ringraziare i Sindaci di questi tre Comuni e i loro team, che si sono resi parte attiva di questo progetto ambizioso, che sarà all’attenzione di tutto il mondo scientifico e non solo. Si tratta di un progetto unico, un esperimento di ricerca di popolazione in una comunità che ha sofferto così tanto e a cui cercheremo di dare risposte. È già tantissimo quello che abbiamo raggiunto e siamo entusiasti per il profondo sostegno che stiamo avendo, ma non possiamo fermarci adesso. Serve ancora un grande sforzo di partecipazione”.

Mercoledì 28 ottobre – come da progetto approvato dal Comitato Etico del Papa Giovanni XXIII di Bergamo – il questionario online sarà aperto a 18 Comuni della Val Seriana e Val Gandino. I Comuni interessati saranno – oltre ad Albino, Alzano Lombardo e Nembro – Aviatico, Casnigo, Cazzano Sant’Andrea, Cene, Colzate, Fiorano al Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Peia, Pradalunga, Ranica, Selvino, Vertova e Villa di Serio.

“Invitiamo tutti i cittadini ad aderire all’iniziativa e a compilare il questionario, ricordando che tutte le informazioni raccolte vengono gestite nel massimo rispetto della privacy tramite una piattaforma che offre un’infrastruttura di sicurezza tra le più avanzate al mondo” dichiara Marina Noris.

La seconda fase del Progetto prevedrà la selezione dei partecipanti allo studio che verranno invitati al Centro di Ricerche Cliniche Aldo e Cele Daccò per un colloquio e un prelievo di sangue per le indagini genetiche.

“L’adesione al questionario avuta finora nei tre Comuni è eccezionale. Ci auguriamo che questo si possa replicare negli altri 15 Comuni – dichiara Ariela Benigni, Segretario Scientifico e Coordinatore delle Ricerche – Per il successo del progetto, servono numeri molto elevati perché questo rappresenti perfettamente la popolazione. Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, in particolare di coloro che hanno avuto forme gravi di COVID-19: nei loro geni si cela il segreto attraverso cui il virus colpisce. Vogliamo scoprirlo per poterlo combattere. Lo studio ORIGIN sarà il fiore all’occhiello della comunità bergamasca che, anche se stremata, ha sempre la forza di andare avanti”.

27 Ottobre 2020

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