Assistenza anziani non autosufficienti. Patto Nuovo Welfare: “Decreto approvato sia occasione di confronto per una riforma realmente condivisa”

Assistenza anziani non autosufficienti. Patto Nuovo Welfare: “Decreto approvato sia occasione di confronto per una riforma realmente condivisa”

Assistenza anziani non autosufficienti. Patto Nuovo Welfare: “Decreto approvato sia occasione di confronto per una riforma realmente condivisa”
In una lettera aperta alla Presidente Meloni sottoscritta dalle 60 organizzazioni del Patto per un nuovo Welfare sulla non autosufficienza si chiede un ulteriore confronto sul decreto approvato in via preliminare nei giorni scorsi

Le 60 organizzazioni della società civile, che da ormai quasi tre anni si sono unite nel Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, hanno oggi inviato una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un ulteriore confronto sul decreto approvato in via preliminare nei giorni scorsi.

“Abbiamo aspettato qualche giorno, necessario per un approfondimento dei contenuti, prima di esprimere il nostro punto di vista su un decreto che non solo attendevano ma sul quale Cittadinanzattiva, insieme alle altre organizzazioni del Patto, ha fornito un contributo fondamentale di proposte per arrivare ad una riforma condivisa e che rappresenti davvero una svolta per l’assistenza agli anziani non autosufficienti del nostro Paese”.

Così Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

“Il dibattito pubblico di questi giorni – ha dichiarato – si è concentrato quasi esclusivamente sulla cosiddetta prestazione universale, prevista dal decreto, ossia la somma di 850 euro mensili che nel 2025 e 2026 sarà messa a disposizione, in aggiunta alla indennità di accompagnamento, per gli anziani non autosufficienti in condizioni gravi e con un ISEE di massimo 6000 euro. Non possiamo che esserne lieti ma ci preme evidenziare, come già fatto da più voci, che si tratta di una misura provvisoria, nella logica del bonus, che sarà destinata a circa 25mila anziani e che, in questa forma, sarebbe impossibile estendere ad una platea più ampia. Ma la riforma – ha aggiunto – è ancora tutta da costruire: se convince l’approccio per la procedura di valutazione multidimensionale, mancano indicazioni stringenti sia sull’assistenza domiciliare affinché sia effettivamente rispondente ai bisogni dei nostri anziani e garantisca l’integrazione fra servizi di natura sanitaria e di natura sociale, sia sugli standard di qualità delle residenze sanitarie assistenziali di cui in pandemia si è ripetutamente parlato, sia su una misura di prestazione universale sostenibile per il futuro”.

“Insieme a tutte le organizzazioni del Patto – conclude – auspichiamo che, come avvenuto per la Legge Delega, si continui un confronto aperto e serrato per una revisione del decreto la cui approvazione definitiva dovrebbe arrivare a 40 giorni circa dalla approvazione preliminare in Consiglio dei Ministri dello scorso 25 gennaio. Vogliamo fare in modo che questa riforma, fin dall’inizio sostenuta da tutte le forze parlamentari che hanno votato all’unanimità la legge 33/2023, sia un esempio di come i servizi pubblici del nostro Paese possano migliorare con una stretta e leale collaborazione tra istituzioni politiche e cittadini”.

02 Febbraio 2024

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