Dai “marchi pe ’e bestie”, alle “processioni a casa de mi cugino” per poter contrarre malattie esantematiche. I vaccini secondo Paola Taverna (M5S)

Dai “marchi pe ’e bestie”, alle “processioni a casa de mi cugino” per poter contrarre malattie esantematiche. I vaccini secondo Paola Taverna (M5S)

Dai “marchi pe ’e bestie”, alle “processioni a casa de mi cugino” per poter contrarre malattie esantematiche. I vaccini secondo Paola Taverna (M5S)
In questi giorni di dibattito sui vaccini la vicepresidente del Senato si è distinta a più riprese per il ricorso a toni più consoni ad un film dei fratelli Vanzina che alle aule parlamentari. A cominciare dal suo intervento in Aula sul Milleproroghe quando definì i centri vaccinali "similabili (?) a quelli dove si fanno i marchi pe 'e bestie!". In un video risalente allo scorso febbraio, diffuso solo oggi, sdogana poi i morbillo party: "Quando ero piccola facevamo la processione a casa de mi cugino, perché così la zia se sgrugnava tutti i nipoti, così tutti c’avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle"

In questi giorni di caldo dibattito parlamentare sul possibile venir meno dell’obbligo vaccinale per il prossimo anno scolastico c’è una persona all’interno della maggioranza che si è particolarmente distinta per il ricorso a toni più consoni ad un film dei fratelli Vanzina che alle aule parlamentari. Stiamo parlando della vicepresidente del Senato, Paola Taverna (M5S).
 
A cominciare dal suo intervento in Aula dello scorso 3 agosto quando, per contrastare la logica alle base dell’obbligo vaccinale ha esordito così: “L’unica cosa che noi continuiamo a respingere al mittente è la possibilità di voler trattare gli italiani come delle pecore che devono essere obbligate piuttosto che informate”. Ad esser messi sotto accusa dalla Taverna sono stati poi i Centri vaccinali: “L’unico obiettivo da parte del MoVimento 5 Stelle, che so essere condiviso anche da parte della Lega, è quello di permettere ai genitori che hanno tutte le intenzioni di vaccinare i propri figli, di farlo in ambienti che siano in grado di accogliere dei bambini”.
 
A questo punto, immagino, vi sarà venuta una certa curiosità visto che fino ad oggi non era stata sollevata nessuna polemica riguardo a questi centri. Che si alluda a scarse condizioni igieniche, o forse alla mancanza di privacy? A togliere ogni dubbio in merito ci ha pensato subito dopo la senatrice spiegando – anzi strillando – che “oggi i centri vaccinali sono similabili (?) a quelli dove si fanno i marchi pe ‘e bestie!”.
 
Affermazioni che, in modo del tutto evidente, non hanno mancato di suscitare reazioni da parte di chi si è sentito chiamato così brutalmente in causa. “Riteniamo altamente offensiva questa frase, soprattutto nei confronti dei Medici e del Personale Sanitario che lavora in queste Strutture con grande professionalità e abnegazione, effettuando interventi di Sanità Pubblica indispensabili per la prevenzione dal contagio di pericolose malattie infettive al momento non altrimenti prevenibili”, ha dichiarato in una nota il Coordinatore Co.Si.P.S. – Coordinamento Sindacale dei Professionisti della Sanità.
 
Ma non finisce qui. Non paga di aver incassato l’approvazione degli emendamenti incriminati sui vaccini da parte dell’Aula del Senato, secondo quanto denunciato da Massimo Mallegni (FI), Taverna avrebbe platealmente rivolto un sonoro “vaffa” all’opposizione rea di aver addirittura votato contro la proposta di modifica da lei proposta. In ogni caso, il video della sessione non è stato ancora esaminato e questa storia del “vaffa” resta a tutt’oggi un giallo irrisolto.
 
Poco fa è stato poi reso pubblico l’ultimo show in cui Taverna viene ripresa ad un incontro organizzato a Santarcangelo di Romagna nello scorso febbraio. Il tema è sempre quello vaccini. “Un bambino non vaccinato è un bambino sano“, esordisce alzando immediatamente i toni. Subito dopo si avvia ad una lucida trattazione sui metodi casalinghi di trasmissione ed immunizzazione dalle malattie esantematiche. “Io quand’ero piccola, che c’avevo poco a poco un cugino che c’aveva una malattia esantematica, facevamo la processione a casa di mi cugino perché così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti. Così tutti e sette i nipoti c’avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle. Funzionava così la vita mia. Dopo cinquant’anni mo’ abbiamo scoperto che se deve esse immuni da tutto e vabbè. Ma posso almeno decidere io come lo posso immunizzà?”.
 
E dopo il morbillo party sdoganato in chiave istituzionale, ecco altri preziosi consigli sulle vaccinazioni agli operatori scolastici. “Ma quando tu scegli di vaccinare un bambino che va a scuola e non vaccini l’inserviente sanitario che sta a contatto con il bambino immunodepresso, ma tu che stracacchio di idee c’hai nella testa? Allora prima vaccina quello che sta a contatto con il bambino immunodepresso che se ha una patologia di quel tipo more. Poi vaccina tutte le maestre, poi vaccina tutti quelli che portano il pulmino, se la tua idea è fare questa copertura. Altrimenti me stai a pijà pel culo”.
 
Per il momento i vaccini secondo Taverna si concludono qua. In attesa della ripresa del dibattito parlamentare alla Camera sul decreto Milleproroghe del prossimo settembre.
 
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

07 Agosto 2018

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