Ddl Biotestamento: volontà paziente non vincolante per medico

Ddl Biotestamento: volontà paziente non vincolante per medico

Ddl Biotestamento: volontà paziente non vincolante per medico
Le volontà espresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento rimangono non vincolanti per il medico curante. Nel caso vi sia controversia tra lui e il fiduciario, a decidere sarà un collegio medico, il cui parere sarà vincolante per il medico. Ciò è quanto prevede l'emendamento di Domenico Di Virgilio (Pdl), relatore del provvedimento, approvato oggi dalla commissione Affari Sociali della Camera.

La novità dell’emendamento. Si tratta dell'unica modifica apportata all’articolo 7 (sui 9 totali), che disciplina il ruolo del medico. La prima versione della norma prevedeva infatti che parere del collegio non fosse comunque vincolante per il medico, rendendo quindi il parere di fatto inutile. Con la modifica invece il parere diventa "vincolante per il medico curante che non è comunque tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni scientifiche e deontologiche". Il medico non potrà comunque prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente o in contrasto con la legge e la deontologia.
 
Le parole di Di Virgilio. "Domani e dopodomani finiremo l'esame di tutti gli emendamenti – ha detto all'ASCA il relatore Domenico Di Virgilio (Pdl) – e poi, secondo quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo, il testo approderà in Aula a giugno. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in Commissione, è stato un lavoro lungo, ma mi sono imposto perché tutti potessero parlare. C'e' stata libertà di parola con un confronto pacifico non chiuso dall'ideologia. Adesso vedremo cosa accadrà in aula''.
 
Ma per l’opposizione permane in ogni caso una contraddizione, dato che il medico curante può comunque rifiutarsi di adempiere alle volontà del paziente, nonostante il parere del collegio medico, lasciando così, teoricamente, sprovvisto di cura il paziente. "Il nostro emendamento, che è stato respinto – spiega Antonio Palagiano, capogruppo Idv in commissione – prevedeva che se il medico curante non vuole porre in essere prestazioni contrarie alla proprie convinzioni, in questo caso deve abbandonare la cura del paziente. Altrimenti da chi sarà curato?". Rilievo ritenuto opportuno anche dalla maggioranza e dal relatore, che ha fatto sapere che riproporrà un emendamento simile quando il testo arriverà all'aula della Camera.


 

11 Maggio 2010

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