12 dicembre. Protestano anche i dirigenti tecnici, amministrativi e professionali delle Asl. Ma niente sciopero, si limiteranno a non rispondere a mail e telefonate dei loro vertici aziendali

12 dicembre. Protestano anche i dirigenti tecnici, amministrativi e professionali delle Asl. Ma niente sciopero, si limiteranno a non rispondere a mail e telefonate dei loro vertici aziendali

12 dicembre. Protestano anche i dirigenti tecnici, amministrativi e professionali delle Asl. Ma niente sciopero, si limiteranno a non rispondere a mail e telefonate dei loro vertici aziendali
“Sette anni di tagli, zero risorse e più lavoro”, denuncia la Fedir, che ha deciso di unirsi a suo modo alla protesta proclamata di medici attuato, per tutto il mese di dicembre, il “diritto di non connessione”: “Dopo le ore 17 non saremo più a disposizione per telefonate, e-mail, messaggi, da parte dei vertici di enti, aziende e amministrazioni”. E chiedono a Governo e Regioni “un incontro urgente” per “evitare l’inasprirsi della protesta”.

“Cos’è successo alla dirigenza pubblica tecnico-amministrativa e professionale dei territori negli ultimi 7 anni? Una sola parola: tagli. Tagli agli organici con i blocchi delle assunzioni; tagli alle strutture con le riorganizzazioni e rotazioni fatte anche con cadenza annuale o biennale; tagli all’autonomia gestionale con l’invasione della politica che si porta i dirigenti esterni ed entra nelle scelte tecniche di merito; tagli agli stipendi col blocco dei CCNL e con le riduzioni dei fondi contrattuali dal 2010”. Per questo motivo, la sezione Fedir di Fedirets, che opera a difesa della dirigenza tecnico amministrativa della Sanità, si associa alla protesta della dirigenza sanitaria e medica del Ssn.
 
In particolare Fedir chiede “la ripresa della contrattazione entro l’anno; lo stop a tagli; alle continue riorganizzazioni; ristrutturazioni; rotazioni; fusioni e così via, che stanno minando la presenza e l’impegno di migliaia di dirigenti seri e onesti che sono l’ossatura dell’apparato pubblico del Paese”.

Questo anche considerato come, nella situazione creatasi ad oggi, “oltre alle migliaia di euro perse ogni anno, nelle Regioni c’è stato un calo dei dirigenti del 16%, anche a fronte di maggiori competenze (trasferimento di funzioni dalle Province); nei Comuni i dirigenti sono diminuiti del 19% ed è diventato normale affidare ad un dirigente 3 o 4 incarichi ad interim oltre a quello di cui è titolare; i segretari comunali si sono visti moltiplicare i Comuni da seguire ‘a scavalco’ senza una contropartita economica; in Sanità i dirigenti dei ruoli professionale, tecnico e amministrativo sono scesi del 23% e sono state soppresse centinaia di strutture complesse tecnico-amministrative”. .

Insomma, denuncia Fedir, “meno autonomia, meno soldi e più lavoro, senza contare la beffa del rinnovo dei contratti pubblici: per la dirigenza non è successo nulla, manca ancora l’atto di indirizzo”.

Ma il sostegno di Fedir alla protesta non si ferma alle parola. La Federazione annuncia la decisione di coinvolgere i dirigenti che lavorano nei ruoli professionali, tecnico e amministrativo del Servizio Sanitario Nazionale nel “diritto di non connessione”, che verrà attuato per tutto il mese di dicembre e in base al quale, “dopo le ore 17 dei giorni feriali e nei giorni prefestivi e festivi, non saremo più a disposizione per telefonate, e-mail, messaggi, da parte dei vertici di enti, aziende e amministrazioni. Chiediamo a governo e regioni – afferma Elisa Petrone, segretario aggiunto Fedir – un incontro urgente per illustrare le ragioni della nostra protesta, al fine di evitare l’inasprirsi della stessa”.

05 Dicembre 2017

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