Direzione PD. Martina: “La partita con il M5S è chiusa”. “No” anche a governo “a trazione leghista”. Sulle consultazioni: “Atteggiamento costruttivo verso la presidenza”

Direzione PD. Martina: “La partita con il M5S è chiusa”. “No” anche a governo “a trazione leghista”. Sulle consultazioni: “Atteggiamento costruttivo verso la presidenza”

Direzione PD. Martina: “La partita con il M5S è chiusa”. “No” anche a governo “a trazione leghista”. Sulle consultazioni: “Atteggiamento costruttivo verso la presidenza”
Così il segretario reggente chiude le porte ad ogni possibile accordo con i 5 stelle o Centro Destra ma avverte: "Il rischio di un voto anticipato oggi è più forte di ieri". Martina dice inoltre basta alla "logica dell'amico-nemico in casa nostra e spiefa: "Possiamo farcela se ricominciamo a lavorare insieme su un'idea di futuro per gli italiani, molto prima dei nostri destini". Quanto alle consultazioni di lunedì: "Supporteremo l'operato di Mattarella, da noi ci sarà un atteggiamento costrittuvo". Una probabile apertura all'ipotesi di un 'governo di tregua'. Approvata all'unanimità la sua relazione in Direzione.

Dopo le parole di domenica scorsa dell'ex segretario Matteo Renzi, è oggi il segretario reggente Maurizio Martina in Direzione PD ad ufficializzare la chiusura ad ogni possibilità di accordo tra dem e MoVimento 5 Stelle: "La partita con il M5S è chiusa". "Ma per noi il tema – sottolinea – non potrà mai essere nemmeno sostenere un qualsivoglia percorso con Salvini, Berlusconi e Meloni come soci di riferimento. Tanto più impossibile chiaramente per noi un governo a trazione leghista". A questo punto, però, avverte Martina, "il rischio di un voto anticipato oggi è più forte di ieri". 
 
Quanto alle nuove consultazioni di lunedì: "Supporteremo l'operato del presidente Mattarella, a cui vanno la nostra stima e fiducia. Anche lunedì alle consultazioni da noi ci sarà un atteggiamento costruttivo. Ribadiremo i nostri capisaldi irrinunciabili quali una crescita equa contro le diseguaglianze e un rinnovato impegno per la nuova europa". 
 
La chiusura a Di Maio e Salvini, ed il rischiamo ad un atteggiamento "costruttivo" verso una presidenza della Repubblica notoriamente ostile ad ogni ipotesi di voto anticipato, non può che evidenziare indirettamente l'apertura verso un 'governo di tregua' che possa traghettare il Paese almeno fino al prossimo dicembre evitando l'esercizio provvisorio di bilancio e, magari se possibile, provare a modificare la legge elettorale prima di tornare alle urne ad inizio 2019.
 
"Possiamo farcela se ricominciamo a lavorare insieme sul senso della prospettiva che vogliamo per il nostro Paese. Su un'idea di futuro per gli italiani, molto prima dei nostri destini – ha spiegato Martina nella sua relazione -. Possiamo farcela se iniziamo davvero le nostre battaglie per l'allargamento del Reddito di inclusione contro la povertà, per l'assegno universale alle famiglie con figli, per il salario minimo legale contro il lavoro sottopagato e i contratti pirata. Per la parità salariale di genere. Per i diritti dei giovani lavoratori. Possiamo farcela se arriviamo prima di altri a rispondere ai bisogni delle 900mila madri single del nostro paese di cui ben la metà rischia la povertà e certamente oggi più in difficoltà delle altre madri. Possiamo farcela anche se smettiamo di chiamarci in modo esasperato renziani, antirenziani, martiniani, orlandiani, e via dicendo (ciascuno si inventi la sua etichetta) ma se ritroviamo invece l'orgoglio di essere prima di tutto e solamente democratici".
 
"Basta con la logica dell'amico-nemico in casa nostra! Possiamo farcela – ha proseguito – se decidiamo una volta per tutte di curare la nostra  autoreferenzialità, se apriamo porte e finestre all'impegno di altri con noi e se la smettiamo di scambiare la lealtà che si deve sempre a un impegno politico con la cieca fedeltà acritica di stagione. A Roma come nei territori. Riprendiamo lo spirito originario del partito democratico. Proviamo a dare ancora al Paese alimentare noi un solido punto di riferimento. Non è impossibile. Tocca solo a noi. Possiamo farcela".
 
Martina ha poi chiesto il rinnovo della fiducia nel suo ruolo di segretario fino alla prossima Assemblea nazionale. Una proposta che ha trovato il placet dei 'renziani', che avrebbero invece detto no a una proroga fino al Congresso. 


 


E così alla fine è arrivato il sì unanime alla relazione del segretario reggente. "Chiedo mandato pieno e prendo tutta l'assunzione di responsabilità che deriva da chi condivide lo spirito e l'approccio della relazione – ha detto Martina -. Non esiste nessuna resa, si fa politica, si cerca di definire un quadro, di ascoltarci e l'ascolto di oggi possa consentire al PD di trovare il suo percorso in questa fase", ha detto Martina. 
 
G.R.

G.R.

03 Maggio 2018

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