Farmaci. Pani (Aifa) risponde ai Cinque Stelle: “Senza accordi riservati sui prezzi aggravio di 888 mln per Ssn. Con questo sistema risparmio annuo di 3,5 miliardi e questo perché abbiamo prezzi del 20% più bassi rispetto ad altri Paesi”

Farmaci. Pani (Aifa) risponde ai Cinque Stelle: “Senza accordi riservati sui prezzi aggravio di 888 mln per Ssn. Con questo sistema risparmio annuo di 3,5 miliardi e questo perché abbiamo prezzi del 20% più bassi rispetto ad altri Paesi”

Farmaci. Pani (Aifa) risponde ai Cinque Stelle: “Senza accordi riservati sui prezzi aggravio di 888 mln per Ssn. Con questo sistema risparmio annuo di 3,5 miliardi e questo perché abbiamo prezzi del 20% più bassi rispetto ad altri Paesi”
Così il direttore generale in commissione Affari Sociali nell’ambito dell’esame della risoluzione Silvia Giordano (M5s) in tema di trasparenza degli accordi stipulati dall’Aifa con le case farmaceutiche. E poi sull'epatite C: “Sarebbe possibile anche accelerare i tempi per arrivare alla completa eradicazione di questa patologia in meno di 10 anni, ma dobbiamo vedere a che prezzo. Serve strategia europea”

“Rendere pubblici gli accordi stipulati con le case farmaceutiche vorrebbe dire violare delle clausole di riservatezza e quindi invalidare gli stessi accordi. Oggi, grazie a questa riservatezza, l’Italia riesce ad avere i prezzi dei farmaci più bassi in media del 20% rispetto al resto d’Europa. Il nostro Sistema sanitario nazionale garantisce, infatti, gli stessi farmaci della Germania con una spesa inferiore del 48%. E ancora, il Portogallo e la Grecia, per esempio, non hanno lo stesso numero di farmaci di cui noi riusciamo a disporre. L'Italia, insomma, si può dire che abbia i prezzi più bassi, e di questo spesso si lamenta la nostra industria farmaceutica. In caso di decadenza di tutti gli accordi confidenziali ad oggi vigenti l’aggravio immediato annuale della spesa farmaceutica sarebbe di 888 milioni di euro (acquisto del farmaco al prezzo in GU anziché a quello finale riportato nell’accordo)”. Così il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, è intervenuto oggi pomeriggio in commissione Affari Sociali alla Camera nell’ambito dell’esame della risoluzione Silvia Giordano (M5s) in tema di trasparenza degli accordi stipulati dallo stesso Ente regolatore con le case farmaceutiche.

Rispondendo poi alla richiesta da parte dei deputati del M5s di una maggiore trasparenza da parte dell’Agenzia, Pani ha spiegato così l’importanza del valore degli accordi confidenziali con le Aziende farmaceutiche: “Un valore preciso non è calcolabile, in quanto dipende dalle nazioni verso cui si effettua il confronto. Considerando la presenza in Italia, di prezzi mediamente inferiori del 20% rispetto ad altri Paesi europei, data una spesa farmaceutica di oltre 17 mld di euro rimborsata dal Ssn, una stima del valore degli accordi confidenziali è data dai costi dei farmaci rimborsati e i prezzi medi europei,  questa differenza vale su base annuale, e calcolandola sul lungo periodo, circa 3,5 mld di euro. Come dicevo, rendere pubblici questi accordi vorrebbe dire invalidarli, e questo sarebbe il prezzo da pagare per il Ssn”.
 
Il rischio di far aumentare l'esportazione parallela
. Ma non finisce qui, per Pani, infatti, il venir meno di questa confidenzialità degli accordi raggiunti comporterebbe un ulteriore problema: dato il costo inferiore dei farmaci nel nostro Paese, si alimenterebbe ancor di più quel fenomeno di esportazione parallela che ha già creato diversi problemi di carenza di farmaci negli ultimi anni.

Infine, interrogato sui farmaci innovativi, e più in particolare su quelli per l’epatite C, il Dg Aifa ha sottolineato: “Sarebbe possibile anche accelerare i tempi per arrivare alla completa eradicazione di questa patologia in meno di 10 anni, ma dobbiamo vedere a che prezzo”. Su questo punto Pani ha rilanciato l’idea di una negoziazione dei prezzi a livello europeo: “I farmaci per l’epatite C sono i primi innovativi ad altissimo costo arrivati in Italia. Nei prossimi anni ne arriveranno molti altri per diverse patologie. Sarebbe opportuno lavorare per riuscire a portare avanti una strategia comune europea che ci permetta l’acquisto sostenibile di questi medicinali”. 
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

16 Novembre 2015

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