Gioco d’azzardo. Ministero Salute: “Fino ad ora l’unico divieto effettivo ha riguardato le campagne sui rischi”

Gioco d’azzardo. Ministero Salute: “Fino ad ora l’unico divieto effettivo ha riguardato le campagne sui rischi”

Gioco d’azzardo. Ministero Salute: “Fino ad ora l’unico divieto effettivo ha riguardato le campagne sui rischi”
Il decreto legislativo per il riordino del settore "intende superare tale illogicità inserendo il principio fondamentale che l'eventuale pubblicità del gioco pubblico debba essere funzionale alla diffusione del gioco sicuro e responsabile, comunque coerente con l'esigenza di tutela dei soggetti più vulnerabili". Così il sottosegretario Gemmato rispondendo all'interrogazione di Quartini (M5S).

Con il decreto legislativo per il riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza, si vuole intervenire su quel divieto assoluto di pubblicità che “ha impedito le campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi da gioco patologico ma, chiaramente, non ha potuto impedire le pubblicità su attività di informazione correlate agli eventi su cui il gioco viene raccolto, con l’effetto paradossale che l’unico divieto effettivo ha riguardato le campagne pubblicitarie sui rischi da gioco d’azzardo.

Il provvedimento in parola intende superare tale illogicità inserendo il principio fondamentale che l’eventuale «pubblicità del gioco pubblico debba essere funzionale alla diffusione del gioco sicuro e responsabile, comunque coerente con l’esigenza di tutela dei soggetti più vulnerabili”.

Così il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo all’interrogazione sul tema presentata in commissione Affari Sociali alla Camera da Andrea Quartini (M5S).

Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Gemmato.

“Ringrazio l’interrogante e rappresento che presso il Ministero della salute, opera l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, istituito ai sensi dell’articolo 7, comma 10, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e trasferito presso il Ministero della salute con la legge 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1, comma 133.

Detto organismo, effettua il monitoraggio della dipendenza dal gioco d’azzardo, individua e definisce gli interventi idonei, anche innovativi, indirizzati in maniera specifica al campo del gioco d’azzardo on line.
Tra i compiti essenziali dell’Osservatorio, vi è l’aggiornamento, sulla base delle evidenze scientifiche, delle Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, rivolte alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo (DGA).
Al riguardo, giova segnalare, che il decreto 16 luglio 2021, n. 136 concernente «Regolamento recante adozione delle linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico (GAP)» è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 238 del 5 ottobre 2021.

Dette linee individuano gli strumenti più idonei per rispondere alle esigenze di prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da disturbo da gioco d’azzardo, con particolare riguardo al Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA).
In merito al punto relativo al divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, si segnala che il divieto assoluto di pubblicità è già previsto dall’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018 n. 87, convertito dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (cosiddetto decreto dignità). L’Articolo 9, comma 1, infatti, precisa che […] è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Dal 1° gennaio 2019 il divieto di cui al presente comma si applica anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità, ai sensi del presente articolo, è vietata.

Tale divieto assoluto, in realtà, ha impedito le campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi da gioco patologico ma, chiaramente, non ha potuto impedire le pubblicità su attività di informazione correlate agli eventi su cui il gioco viene raccolto, con l’effetto paradossale che l’unico divieto effettivo ha riguardato le campagne pubblicitarie sui rischi da gioco d’azzardo. Il provvedimento in parola intende superare tale illogicità inserendo il principio fondamentale che l’eventuale «pubblicità del gioco pubblico debba essere funzionale alla diffusione del gioco sicuro e responsabile, comunque coerente con l’esigenza di tutela dei soggetti più vulnerabili.

Attualmente, è stato istituito, nell’ambito della Conferenza Unificata, un apposito tavolo tecnico, richiesto dalle regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, per discutere i contenuti e condividere eventuali proposte in merito allo schema di decreto legislativo, relativo ai giochi pubblici, ammessi attraverso la rete fisica. Detto tavolo, di cui fa parte anche questo Dicastero, attivo dal 23 febbraio u.s., è coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Andrea Quartini (M5S), replicando, si dichiara completamente insoddisfatto. “In primo luogo, la risposta del Governo conferma come il Ministero della salute stia abdicando totalmente al suo ruolo, che è quello di tutelare primariamente la salute. In secondo luogo, evidenzia come la strategia del Governo dovrebbe essere quella di ridurre l’accesso al gioco e non quella di ‘educare’, in maniera ambigua, al ‘gioco responsabile’. In tal modo, a suo avviso, si sottovaluta pericolosamente l’aspetto patologico del gioco, che studi internazionali mostrano in paurosa crescita”.

Ritiene che, sul piano costituzionale e ordinamentale, “i princìpi di tutela della salute, della famiglia, del risparmio e della sicurezza dovrebbero sempre intendersi sovraordinati all’interesse erariale e che, in particolare, andrebbero tutelate le giovanissime generazioni, verso le quali appaiono particolarmente rischiosi recenti modelli di gaming ‘a premi'”.

Per quanto concerne l’esame, alla Camera dei deputati, del richiamato Atto del Governo n. 116 presso la Commissione Finanze, ricorda di aver segnalato, prima informalmente a poi con lettera al Presidente della Camera, “il mancato coinvolgimento della Commissione Affari sociali, chiedendo le ragioni della mancata assegnazione a quest’ultima”. Fa presente che, a quanto gli risulta, anche presso l’altro ramo del Parlamento, l’atto in questione non è stato assegnato alla 10ª Commissione.

29 Febbraio 2024

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