Governo. Lunedì nuove consultazioni al Quirinale. Tutto in un unico giorno per verificare nuove possibili maggioranze

Governo. Lunedì nuove consultazioni al Quirinale. Tutto in un unico giorno per verificare nuove possibili maggioranze

Governo. Lunedì nuove consultazioni al Quirinale. Tutto in un unico giorno per verificare nuove possibili maggioranze
Mattarella decide di giocare d'anticipo. Nessun preincarico al Centro Destra, come reclamato a più riprese dalla coalizione dopo le vittorie in Molise e Friuli Venezia Giulia, ma un ulteriore giro di consultazioni per verificare "se i partiti propongano altre prospettive di maggioranza di governo". L'alternativa resta quella di un "governo di tregua". L'extrema ratio richiesta dal M5S, ma invisa al Colle, è quella del voto ad ottobre.

Sergio Mattarella anticipa i tempi e, lo stesso giorno della Direzione del PD che deciderà ufficialmente l'esito della trattativa con il MoVimento 5 Stelle, annuncia per la giornata di lunedì nuove consultazioni in un solo giorno per "verificare se i partiti propongano altre prospettive di maggioranza di governo".
 
"A distanza di due mesi le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate – comunica il Quirinale in una nota -. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo. Nei giorni scorsi è tramontata anche la possibilità di una intesa tra il M5S e il PD.Il presidente Mattarella svolgerà nuove consultazioni, in un’unica giornata, quella di lunedì, per verificare se i partiti propongano altre prospettive di maggioranza di governo".
 
Per il capo dello Stato il campo delle scelte si restringe sempre di più. Mattarella decide di non affidare quel preincarico al Centro Destra rivendicato a più riprese in questi giorni dalla coalizione dopo le vittorie in Molise e Friuli Venezia Giulia, ma che ad oggi rischierebbe di diventare un'ulteriore perdita di tempo ricalcando quanto già emerso dopo il giro di consultazioni condotto dalla presidente Casellati. Restano, infatti, ancora in piedi quelle richieste di premiership da parte di Luigi Di Maio, e di veto dei 5 stelle nei confronti di FI che impediscono un accordo tra le parti. 
 
L'alternativa resta quello di un "governo di tregua" guidato da uno dei presidenti delle Camere o da una personalità terza che possa scongiurare l'esercizio provvisorio di bilancio e, magari, provare a modificare la legge elettorale prima di tornare al voto nella primavera 2019. L'extrema ratio richiesta con insistenza dal M5S, ma che il Colle vorrebbe evitare, è quella di un immediato ritorno al voto. Ma non prima di ottobre, i tempi tecnici non lo permetterebbero.


 


G.R.

03 Maggio 2018

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