Governo-Regioni: sulla manovra è rottura

Governo-Regioni: sulla manovra è rottura

Governo-Regioni: sulla manovra è rottura
Martedì prossimo ci sarà una Conferenza straordinaria dei presidenti regionali, poi una serie di incontri tra i rappresentanti delle Regioni e i gruppi parlamentari, le forze economiche e le parti sociali. Errani: “Il blocco del turn over mette a rischio i servizi sanitari fondamentali”.

Conferenze stampa separate per Governo e Regioni al termine dell’incontro di ieri sera sulla manovra economica.

I giornalisti incontrano prima i rappresentanti del Governo, Giulio Tremonti, Raffaele Fitto e Roberto Calderoli, registrando così la rottura tra le parti.

Secondo incontro con i rappresentanti regionali. Al tavolo Vasco Errani, Renata Polverini e Roberto Formigoni, a testimonianza dell’unanimità raggiunta tra i presidenti. La parola chiave è “proporzionale”: la manovra infatti non sarebbe ripartita in modo “proporzionale” alla loro entità tra i quattro comparti amministrativi dello Stato: Comuni, Province, Regioni e Stato Centrale. Per il 2011 il 55% della manovra ricadrebbe sulle Regioni, e dunque sulla sanità, che però rappresentano solo il 20% dell’amministrazione pubblica.

E, oltretutto, le Regioni, secondo i dati forniti da Errani, sarebbero anche le più virtuose nel controllo della spesa, avendo ridotto del 6,31% i costi delle proprie amministrazioni, mentre lo Stato li aumentava del 10, 87%, i Comuni del 3,46% e le Province del 3,48%.

Due i capitoli fondamentali del dissenso: i Fas e la sanità.
Sui primi Errani, a nome di tutte le Regioni, denuncia che malgrado siano stati promessi da due anni, in realtà non sono ancora stati finanziati. E il blocco della quota Fas non utilizzata, previsto dalla manovra, significherebbe di fatto l’esclusione di molte Regioni soprattutto meridionali.

Sulla sanità le critiche regionali alla manovra si concentrano su due elementi. Il primo: i risparmi ottenuti in materia i spesa farmaceutica,secondo una politica che le Regioni hanno promosso, non possono essere tradotti in tagli al Fondo sanitario, ma devono essere reinvestiti ad esempio nei farmaci innovativi, costosi ma indispensabili, ad esempio, per la cura dei tumori. Il secondo è il blocco del turn over “lineare”, che colpisce cioè indiscriminatamente tutte le Regioni e tutti i settori della sanità. “Questa misura – dichiara Errani – in molte realtà mette a rischio i servizi fondamentali, come il Pronto Soccorso”.

“Le cose dette da Errani sono condivise da tutte le Regioni”, esordisce Formigoni, sottolineando come il documento messo a punto in mattinata sia stato approvato all’unanimità.”Questa manovra – aggiunge il presidente lombardo – spazza via dal tavolo il federalismo fiscale”.

“Sono a rischio servizi importanti che le Regioni erogano ai propri cittadini – rincara Renata Polverini – e in particolare ai non autosufficienti.

Secondo i dati forniti da Vasco Errani, la manovra nel triennio 2011-2013 taglierebbe alle Regioni finanziamenti per oltre 17 miliardi. In particolare oltre 2,6 mld in meno per il personale sanitario (-418 mln nel 2011, 1132 mln nel 2012, 1132 mln nel 2013); 600 mln in meno ogni anno per la spesa farmaceutica; e una riduzione nei trasferimenti erariali di 4mld mnel 2011, 4,5 mld nel 2012e 4,5 mld nel 2013.

Errani ha ribadito che le Regioni credono nel valore del federalismo fiscale, a patto che il trasferimento di competenze sia completo e trasparente. Il primo passo , ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, “deve essere la definizione dei Lea e dei Liveas, ovvero di cosa lo Stato garantisce a tutti i cittadini”.

La protesta regionale ha già una sua agenda fissata. Il prossimo martedì ci sarà una Conferenza straordinaria dei presidenti, che definirà le proposte correttive sulla manovra da portare sia al Tavolo di confronto con il Governo sia negli incontri previsti con tutti i gruppi parlamentari e con le forze sociali ed economiche del Paese.
 
E.A.

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11 Giugno 2010

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