Legge Bilancio, le novità/4. Regioni in equilibrio e che rispettano Lea avranno più margini di spesa per il personale del Ssn

Legge Bilancio, le novità/4. Regioni in equilibrio e che rispettano Lea avranno più margini di spesa per il personale del Ssn

Legge Bilancio, le novità/4. Regioni in equilibrio e che rispettano Lea avranno più margini di spesa per il personale del Ssn
Lo prevedono diversi emendamenti identici promossi da parlamentari di vari gruppi approvati oggi dalla Commissione Bilancio. Il fine è quello di consentire alle Regioni “virtuose” di poter disporre di più risorse economiche per il personale attraverso un abbassamento degli obiettivi di risparmio previsti da precedenti manovre sulla spesa per il personale del Servizio sanitario nazionale. IL TESTO DEI 3 EMENDAMENTI.

Nella seduta di domenica pomeriggio la Commissione Bilancio ha approvato un altro emendamento sulla sanità. Questa volta si parla di spesa per il personale del Ssn e l’emendamento si propone di contestualizzare la legge in materia di spesa del personale per le regioni che si sono fatte promotrici nell’ultimo triennio di processi di riorganizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari e che sono in grado di certificare bilanci in equilibrio unitamente al rispetto degli adempimenti LEA e dei tempi di pagamento.
 
In particolare per queste regioni, in alternativa all’adempimento in vigore di graduale riduzione della spesa del personale per un importo pari a quello della spesa dell’anno 2004, decurtata dell’1,4%, si introduce una possibile alternativa e cioè “il rispetto del tetto massimo determinato dalla spesa media del personale del SSN relativo al triennio di osservazione 2015 – 2017, oltre al rispetto dell’equilibrio, ovvero – spiega la nota illustrativa a uno dei tre testi dell'emendamento (identici tra loro) approvati oggi- un’oscillazione massima non superiore allo 0,8% rispetto all’obiettivo da perseguire”.
 
Tale indicatore – si legge ancora nella nota all’emendamento – “rappresenta un utile strumento per prevenire eventuali squilibri di bilancio atteso che nel triennio considerato la Regione deve comunque assicurare l’equilibrio di bilancio”.
 
I due parlamentari ricordano che è dal 2004 che si susseguino diverse norme che hanno imposto al SSR un impatto sulla spesa del personale, da ultima la Legge 161/2014 che ha previsto la necessità di rivedere gli assetti organizzativi al fine di rendere possibile il rispetto della normativa inerente l’orario di lavoro.
 
Il Patto della Salute già prevedeva di “effettuare un approfondimento tecnico ai fini dell’aggiornamento del parametro spesa 2004 – 1,4%”, che ovviamente – dicono i due esponenti PD – se non reso più aderente e attuale rispetto alle evoluzioni organizzative e di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini non comparabile con l’anno 2004, rischiava di far retrocedere di 16 anni un importante fattore chiave per lo sviluppo e la crescita del servizio sanitario nazionale quale quello delle risorse umane.
 
"Per le regioni con la sanità in pareggio è un prezioso margine di libertà in più su un tema decisivo come la gestione del personale. Un segnale importante per rafforzare il sistema sanitario pubblico e valorizzare la professionalità degli operatori. Con l'approvazione del nostro emendamento si riduce l'obiettivo di contenimento del costo del personale della sanità delle regioni virtuose. E' una misura di flessibilizzazione che ha un grande impatto dal punto di vista organizzativo per le regioni con i conti della sanità in ordine – commentano Carnevali e Misiani del PD, due dei firmatari -. La norma vigente prevedeva un percorso graduale di riduzione del costo del personale da attuarsi nel periodo 2015/2020, anno entro il quale la spesa complessiva avrebbe dovuto attestarsi alla spesa dell’anno 2004 diminuita dell’1,4 per cento".

"Con l'approvazione dell'emendamento le regioni con la sanità in pareggio recuperano spazi di flessibilità importanti. E' un segnale che consente di poter rinnovare i contratti evitando il rischio dei bruschi ridimensionamenti dei servizi e delle prestazioni sanitarie che n erano stati paventati nei mesi scorsi, a causa dei ritardi accumulati da alcune regioni nell'assumere le iniziative necessarie per rispettare il vincolo imposto nel 2011, sicuramente obsoleto ma pienamente vigente", concludono i due deputati dem. 

17 Dicembre 2017

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