Liste d’attesa. In arrivo il decreto Schillaci. Dal monitoraggio delle criticità all’appropriatezza prescrittiva. Ecco cosa bolle in pentola

Liste d’attesa. In arrivo il decreto Schillaci. Dal monitoraggio delle criticità all’appropriatezza prescrittiva. Ecco cosa bolle in pentola

Liste d’attesa. In arrivo il decreto Schillaci. Dal monitoraggio delle criticità all’appropriatezza prescrittiva. Ecco cosa bolle in pentola
Obiettivo tagliare il 20% delle prescrizioni che sono ritenute non appropriate. Il Ministro: “Entro 15 giorni presenteremo il provvedimento. Oggi in Italia si fanno tanti, troppi esami medici. Vogliamo migliorare l'appropriatezza prescrittiva. Abbiamo la preziosa collaborazione dell'Istituto superiore di Sanità per mettere a punto finalmente delle linee guida che siano univoche su tutto il territorio nazionale, che diano certezza ai medici che prescrivono gli esami senza rischiare nulla”.

“Stiamo preparando e lavorando a un decreto per combattere le liste d’attesa, lo presenteremo nei prossimi 15 giorni”. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo alla conferenza programmatica di Fratelli d’Italia in corso a Pescara, nella sessione dedicata a `Salute, diritti e libertà’.

“Le liste d’attesa sono un problema annoso italiano. Negli articoli di venti anni fa si leggevano le stesse cose che leggiamo oggi. Ma questo è un Governo che vuole affrontare il problema”, ha sostenuto Schillaci sottolineano che, se oggi si legge “sul giornale che per fare una risonanza magnetica una signora ha bisogno di un anno e mezzo” dobbiamo tener conto che “in Italia non esiste un sistema di monitoraggio delle liste d’attesa”.

Quindi “quando leggiamo alcuni titoli sui giornali, che sono brutti e che io mi auguro che non siano veri” noi “non abbiamo nessun modo per controllare. Vogliamo che finalmente in Italia, Regione per Regione, con una regia centrale (che sarà affidata ad Agenas ndr.), si possa controllare dove e quali prestazioni mancano. Perché se vogliamo intervenire realmente e risolvere un problema, dobbiamo sapere dove mancano le prestazioni e quali mancano. Solo partendo da questo si può cercare di rispondere alle domande”.

“Oggi – ha ricordato il Ministro – in Italia si fanno tanti, troppi esami medici. Vogliamo migliorare l’appropriatezza prescrittiva. Abbiamo la preziosa collaborazione dell’Istituto superiore di Sanità per mettere a punto finalmente delle linee guida che siano univoche su tutto il territorio nazionale, che diano certezza ai medici che prescrivono gli esami senza rischiare nulla”.

I capisaldi del Piano.

Secondo le prime anticipazioni una delle questioni più rilevanti del provvedimento riguarderà l’appropriatezza prescrittiva un po’ sul modello che dieci anni fa tento (senza successo) l’allora Ministro Lorenzin. All’Iss stanno infatti lavorando a delle linee guida per aiutare i medici nelle prescrizioni. I medici come riportato dal Sole 24 Ore “dovranno indicare nella ricetta il quesito diagnostico legato alla prestazione (secondo lo standard internazionale Icd-9-cm) in modo da tracciare bene tutte le prestazioni per aree diagnostiche grazie all’ampia disponibilità dei dati già oggi raccolti, ma che risultano spesso incompleti. In base al bacino di pazienti di ogni medico prescrittore si calcoleranno le ricette potenzialmente attese e nel caso di superamento di questo “tetto” di prescrizioni si accenderà una “spia rossa” che consentirà a ogni Regione di intervenire in una determinata area raggiungendo anche il singolo camice bianco per capire le ragioni delle troppe ricette e rimettendo così in linea i gruppi di medici o i dottori che prescrivono in modo anomalo”. Obiettivo tagliare le prescrizioni del 20%.

Inoltre, il Ministro ha annunciato di voler rendere stabile lo scudo penale per i medici che ad oggi vale solo per quest’anno. Altro tema riguarderà poi la possibilità per le aziende ospedaliere di comprare direttamente pacchetti di prestazioni dai propri medici che svolgono la libera professione intramoenia.

Questione decisiva sarà anche lo sblocco del tetto di spesa per il personale su cui però il Mef sta valutando la fattibilità economica come del resto su tutto il piano che vista la penuria di risorse rischia di partire col freno a mano.

29 Aprile 2024

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