Manovra. Le richieste delle Regioni: “Il Fondo sanitario dovrebbe aumentare di 2,5 mld e senza contare l’abolizione del superticket”. Intervista ad Antonio Saitta

Manovra. Le richieste delle Regioni: “Il Fondo sanitario dovrebbe aumentare di 2,5 mld e senza contare l’abolizione del superticket”. Intervista ad Antonio Saitta

Manovra. Le richieste delle Regioni: “Il Fondo sanitario dovrebbe aumentare di 2,5 mld e senza contare l’abolizione del superticket”. Intervista ad Antonio Saitta
Il coordinatore della commissione Salute delle Regioni fissa l'asticella per gli aumenti del Fsn necessari per affrontare priorità come i contratti, lo sblocco del turnover e investimenti. E segnala che “se nel conto dovesse entrare anche l’abolizione del supeticket i 2,5 mld in più necessari non sarebbero sufficienti”. E sui risparmi dalla farmaceutica: “Sono d’accordo ma tema non può essere legato direttamente al Fsn”. E poi l’auspicio: “Mi auguro un confronto col Governo prima della presentazione della manovra”

“Tra contratti, sblocco turnover e primi segnali sugli investimenti servirebbero come minimo 2,5 mld in più”, ovvero arrivare nel 2019 a 115,9 mld. Parola del coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, Antonio Saitta che a poche settimane dalla presentazione della Legge di Bilancio fa i conti sulle risorse che serviranno perlomeno per affrontare alcuni nodi che da troppo tempo non si riescono a sciogliere. Ricordiamo che il Fsn 2018 è di 113,4 mld e la scorsa Legge di Bilancio ha stabilito un miliardo in più per il 2019. 
 
Assessore, ormai la Legge di Bilancio si avvicina. Il Governo afferma che non ci saranno tagli alla sanità e il Ministro Grillo ha annunciato che sta chiedendo più risorse. Quante ne servono per la sanità?
Solo per contratti, sblocco turnover e primi interventi per gli investimenti in edilizia sanitaria (tra infrastrutture e nuove tecnologie) servirebbe un aumento del Fondo sanitario per il 2019 come minimo di 2,5 mld rispetto a quello di quest’anno.
 
Nello specifico?
Solo per i contratti la stima è di 1,1 miliardi che dovrebbe essere coperto tutto dal miliardo in più già stanziato nella passata legge di Bilancio.
 
E per le assunzioni?
Guardi il problema del personale è fondamentale, tutte le Regioni sono in sofferenza. Quando parliamo di liste d’attesa lunghe o di sovraffollamento dei pronto soccorso per esempio il problema è proprio la carenza di operatori. Non è un problema di norma ma il fatto che essa dev’essere coperta finanziariamente con risorse aggiuntive. Mi riferisco al blocco delle assunzioni per tutto il comparto sanità, ovvero la rimozione del limite di spesa sui valori del 2004 e ridotta dell’1,4%. Ecco per fare 20 mila assunzioni servirà anche qui un miliardo.
 
E poi?
C’è tutta la partite dell’aumento delle borse per le specializzazioni che va programmata adesso. Ci sono circa 2.600 borse non finanziate rispetto al fabbisogno formativo. E anche qui, non sono molti, ma sono fondi da trovare per non perdere quest’occasione.
 
E sull’edilizia sanitaria? Si parla di una creazione di una Cabina di regia per uniformare i vari fondi che vi concorrono. Insomma non sembrano all’orizzonte nuove risorse ma piuttosto ad ottimizzare ciò che si ha a disposizione.
So bene che il tema degli investimenti per l’acquisto di nuove tecnologie, che in molti casi sono obsolete, e per l’edilizia sanitaria non può essere risolto in una singola manovra. Ma è da troppo tempo che non s’investe e in molti casi siamo costretti a fare questi investimenti con la spesa corrente. Il fondo sanitario dovrebbe essere destinato alla gestione e all’organizzazione dei servizi mentre per comprare per esempio una macchina che si rompe dobbiamo attingere dal Fsn. Se avessi detto al mio professore di Economia politica che la spesa per gli investimenti la faccio con la spesa corrente non mi avrebbe promosso. Noi avevamo proposto un fondo quinquennale per le infrastrutture e anche un programma per la valorizzazione dei vecchi ospedali, come quanto fatto con le caserme, di modo da riuscire ad ottenere risorse per alimentare un fondo per gli investimenti.
 
Tutte spese, ma il Ministero ha però annunciato che sta studiando misure per ottenere risparmi dalla farmaceutica.
Sono tra quegli assessori che ritengono che sulla farmaceutica si possano fare risparmi notevoli, come abbiamo fatto in Piemonte dove abbiamo raggiunto ottimi risultati. Guardi per farle capire la mia posizione, sul tema mi dicono a volte che sono eccessivo. Il problema è però il contenzioso che c’è (vedi nodo payback). E poi bisogna chiarire che le azioni per risparmiare sulla farmaceutica non possono essere una modalità per il finanziamento diretto del Fondo sanitario. È una cosa diversa. Vanno fatte azioni, sì ma c’è il tema di come verranno fatte e da chi saranno governate queste azioni. Ad oggi, però, non sappiamo ancora cosa vuole fare il Governo.
 
Il Ministro ha detto anche che sta lavorando all’abolizione del ticket. Insomma altre risorse oltre i 2,5 mld in più che sarebbero necessari. Come la mettiamo?
Le Regioni sono le prime ad essere felici se si abolissero. Ma nel momento in cui i ticket vengono eliminati vanno però finanziati. E solo il superticket vale 400-500 mln. E non è pensabile finanziare quest’operazione con il Fondo sanitario attuale.
 
Insomma non basterebbero nemmeno 2,5 mld per fare tutto?
Con l’operazione ticket non credo.
 
Ma con il Governo vi siete confrontati?
Ancora no ma credo che il presidente Bonaccini chiederà a breve un incontro al Governo perché ormai i tempi sono maturi in vista della manovra e non credo si possa fare a meno di un dialogo con le Regioni, prima della presentazione della Legge di Bilancio, dato che gestiscono una parte importante della sanità e non solo.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

26 Settembre 2018

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