Medici italiani al fianco del neo ministro Grillo. Fnomceo: “Siamo con lei per l’uguaglianza in sanità”

Medici italiani al fianco del neo ministro Grillo. Fnomceo: “Siamo con lei per l’uguaglianza in sanità”

Medici italiani al fianco del neo ministro Grillo. Fnomceo: “Siamo con lei per l’uguaglianza in sanità”
La Federazione plaude alla prime dichiarazioni del Ministro della Salute Giulia Grillo. Anelli, Presidente Fnomceo, aggiunge che per superare le diseguaglianze “occorre rispetto per l'articolo 3 della Costituzione, del Codice di Deontologia Medica e dei principi fondanti il nostro Servizio Sanitario Nazionale” ed anche di “una riforma che sia capace di ricucire la frattura tra il Nord e il Sud del Paese e di superare le diseguaglianze nell’accesso al diritto alla salute”.

“Accogliamo e condividiamo appieno le parole di netta denuncia e rifiuto delle disuguaglianze che affliggono il nostro Paese e il nostro Servizio sanitario Nazionale, pronunciate dal Ministro della Salute on. Giulia Grillo in una delle sue prime uscite ufficiali dopo la nomina”.
 
Così Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, commenta la ferma volontà del neo Ministro, già espressa attraverso la pubblicazione del programma sui social network e poi ribadita in un comizio a Roma, di colmare le disuguaglianze di Salute sul territorio.
 
“La Professione medica italiana – continua Anelli –  è unita nel chiedere uguaglianza per tutti i cittadini e rispetto dell'articolo 3 della Costituzione, del Codice di Deontologia Medica e dei principi fondanti il nostro Servizio Sanitario Nazionale, nel quarantesimo anniversario della sua istituzione”.
 
“L’articolo 3 della nostra Costituzione – ricorda Anelli –  proprio all’inizio della nostra Carta, scrive, a chiare lettere, che  ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’ e un altro, importante articolo 3, quello che nel nostro Codice Deontologico detta i doveri del medico, afferma che: “Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.
 
“Nella Legge istituiva del Servizio Sanitario Nazionale, è invece il primo articolo a stabilire che ‘Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio”, sottolinea ancora Anelli.
 
“Non possiamo, non vogliamo chiudere gli occhi: l’uguaglianza di accesso al servizio sanitario è difficile da raggiungere – continua ancora il presidente Fnomceo -. Sono molte le cause che oggi portano di fatto alle disuguaglianze, tra cui fattori, che possiamo definire di contesto, riferiti ad aspetti di sistema, quali le risorse a disposizione del Servizio sanitario nazionale e la sua organizzazione ed efficacia, o fattori che riguardano il livello di organizzazione sociale, come lo stato di deprivazione, il grado di urbanizzazione e il capitale sociale del territorio di residenza. Altri fattori interessano l’individuo, quali il genere, l’età, il patrimonio genetico, oppure sono di natura socio-economica, come il titolo di studio, la condizione professionale e il livello di reddito”.
 
“Come medici, auspichiamo di non dover più leggere che una nostra paziente di Napoli abbia un’aspettativa di vita inferiore di tre anni rispetto a una di Trento, come dimostrano i dati di Osservasalute; non possiamo accettare che 12 milioni di italiani abbiano rinunciato l’anno scorso alle cure perché non potevano permettersele, come segnalano i dati Censis; non vogliamo più assistere a differenze nell’accesso al Servizio Sanitario tra Nord e Sud, tra Est e Ovest, tra centro e periferie, tra Asl e Asl”.
 
“Lo abbiamo detto al Consiglio Nazionale del 24 marzo, quando abbiamo indetto gli Stati Generali della Professione Medica e Odontoiatrica: occorre una riforma che sia capace di ricucire la frattura tra il Nord e il Sud del Paese e di superare le diseguaglianze nell’accesso al diritto alla salute. Solo un’opera di redistribuzione può rimuovere una contraddizione che rappresenta un vulnus nazionale che mina alla base lo sviluppo economico e sociale di tutto il Paese”, aggiunge ancora Anelli.
 
“Lo ripetiamo ora, rinfrancati da un Ministro e da una politica che, a giudicare dai Documenti programmatici, dimostrano di avere seriamente a cuore la Sanità e la Salute di tutti i cittadini e di ritenere, come noi, la salute un investimento, una ricchezza del Paese, un diritto che realizza in pieno quanto previsto dall’articolo 3 della nostra Costituzione”.
 
“Mettiamo dunque a disposizione del mondo politico le nostre competenze e le nostre conoscenze peculiari per riformare questo sistema basato solo sul controllo economico e sull’aziendalizzazione e che ha perso di vista la sua vera missione caratterizzata dal rispetto della dignità e della libertà della persona, dal riconoscimento principalmente della dimensione umana della sofferenza e dei suoi risvolti non solo assistenziali ma anche sociali – conclude il presidente della Fnomceo -. Al ministro on Giulia Grillo diciamo: i medici italiani sono con voi per combattere ed eliminare le disuguaglianze e le ingiustizie di salute”.

05 Giugno 2018

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