Pfas. Ministero Salute: “Accesso gratuito a esami? Nessuna richiesta per inserirli nei Lea”

Pfas. Ministero Salute: “Accesso gratuito a esami? Nessuna richiesta per inserirli nei Lea”

Pfas. Ministero Salute: “Accesso gratuito a esami? Nessuna richiesta per inserirli nei Lea”

Il Sottosegretario alla Salute risponde in Commissione all'interrogazione di Zanella (Avs). "Valutazioni su base scientifica e sostenibilità economica". Istituito un fondo da 2,5 milioni per ricerca e monitoraggio.

Nessuna richiesta è stata presentata per l’inserimento di specifici esami diagnostici per il biomonitoraggio dei Pfas nei livelli essenziali di assistenza. Lo ha dichiarato oggi pomeriggio il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo in Commissione Affari Sociali alla Camera all’interrogazione presentata da Luana Zanella (Avs).

“Ad oggi – ha spiegato Gemmato – non risultano pervenute richieste volte all’inserimento degli stessi nei Lea”. Il Sottosegretario ha ricordato che l’iter per includere nuove prestazioni nei livelli essenziali di assistenza è disciplinato dalla normativa vigente e ruota attorno alla Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, “soggetto istituzionalmente deputato a tal fine”.

Gemmato ha sottolineato che le valutazioni della Commissione si basano su “una complessa ed approfondita istruttoria effettuata secondo criteri di evidenza scientifica, appropriatezza ed utilità clinica, sostenibilità organizzativa ed economico-finanziaria”. Solo laddove queste evidenze fossero disponibili, ha chiarito, si potrebbe procedere all’attivazione di un percorso di analisi e valutazione finalizzato all’inserimento delle prestazioni.

Il Sottosegretario ha inoltre segnalato che in alcune regioni con sorveglianza attiva risultano attivati specifici protocolli o indagini esplorative che, tuttavia, “non sembrerebbero supportati dalla struttura metodologica necessaria a caratterizzare il rischio in una popolazione”.

Gemmato ha quindi illustrato le iniziative intraprese a livello nazionale per gestire l’inquinamento da Pfas. Con l’articolo 1, comma 880, della legge 30 dicembre 2024 n. 207, il Governo ha istituito uno specifico fondo per le attività di ricerca e monitoraggio con una dotazione finanziaria di 2,5 milioni di euro per il triennio 2025-2027.

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, con proprio decreto, ha determinato la ripartizione del fondo tra gli Istituti scientifici nazionali di riferimento (CNR-IRSA, ISPRA, ENEA, ISS) e ha delineato le attività di studio, ricerca e monitoraggio che questi Istituti devono attuare, ognuno per la parte di propria competenza. L’obiettivo è raccogliere dati sufficienti a delineare un quadro quanto più esaustivo possibile della diffusione dei Pfas sul territorio nazionale nei diversi comparti ambientali.

Il progetto, ha aggiunto Gemmato, comprende anche attività di studio indirizzate allo sviluppo di tecnologie innovative per l’abbattimento dei Pfas nei depuratori delle acque reflue, nei fanghi di depurazione e nei percolati di discarica, al fine di limitare il più possibile il rilascio in ambiente di tali sostanze.

Infine, il Sottosegretario ha evidenziato che il capitolo di bilancio 3174 del Ministero della salute, previsto dall’articolo 2 della legge n. 40/2004 e finalizzato a “Spese per studi e ricerche contro la sterilità e l’infertilità”, nell’anno 2023 ha destinato il fondo al progetto “Studio multilivello integrato con intervento per ridurre gli effetti da sostanze chimiche e scorretti stili di vita sulla fertilità dei giovani in distinte aree italiane”. Un’iniziativa che, sebbene non specificamente dedicata ai Pfas, si inserisce nel più ampio ambito della ricerca sugli effetti delle sostanze chimiche sulla salute della popolazione.

23 Giugno 2026

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