Question time/3. Schillaci: “Su introduzione figura psicologo di base avvierò approfondimento”

Question time/3. Schillaci: “Su introduzione figura psicologo di base avvierò approfondimento”

Question time/3. Schillaci: “Su introduzione figura psicologo di base avvierò approfondimento”
Il Ministro della Salute durante il Question time alla Camera ha risposto ad un’interrogazione di Noi Moderati in tema di Salute mentale e sull’introduzione della figura dello psicologo di base: “È mia intenzione avviare ogni necessario approfondimento, anche tecnico, per poter valutare la necessità di intervenire con specifiche iniziative in considerazione del fatto che il livello regionale, quando ha apprezzato la necessità di farlo, ha adottato le relative disposizioni”.

“La figura dello psicologo di base, come è noto allo stato non se ne fa menzione né nell’ambito dei rapporti di lavoro dipendente né nell’ambito dei rapporti di lavoro a convenzione con il Sistema sanitario nazionale. Tuttavia, cogliendo le finalità di questo posto, segnalo che recentemente diverse regioni hanno provveduto autonomamente a disciplinare il servizio di psicologia di base, prevedendo psicologi dedicati, e in merito la Corte costituzionale si è pronunciata con sentenza n. 241 del 2021, nella quale ha affermato che l’istituzione del servizio di psicologia di base presso le articolazioni territoriali del servizio sanitario regionale non si pone in antitesi con la disciplina statale. Sulla base delle argomentazioni sopra rese, concludo precisando che è mia intenzione avviare ogni necessario approfondimento, anche tecnico, per poter valutare la necessità di intervenire con specifiche iniziative in considerazione del fatto che il livello regionale, quando ha apprezzato la necessità di farlo, ha adottato le relative disposizioni”.

Lo ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci durante il Question time alla Camera ha risposto ad un’interrogazione di Noi Moderati in tema di Salute mentale e sull’introduzione della figura dello psicologo di base.

La risposta integrale del Ministro della Salute, Orazio Schillaci:

La tutela della salute mentale riveste un ruolo centrale nella programmazione degli interventi sanitari e sociali in tutti i Paesi più industrializzati, anche in considerazione delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità che ne sottolinea da anni il peso in termini di burden of disease per i sistemi sanitari e sociosanitari. Costituisce, quindi, uno degli obiettivi primari del Servizio sanitario nazionale italiano.

In tale ambito, lo scopo principale di un moderno ed efficace sistema sanitario è quello di individuare metodologie e strumenti il più possibile efficienti. La corretta gestione dei disturbi mentali gravi si traduce, infatti, in una sostanziale riduzione dell’impatto sociale ed economico che tali disturbi apportano anche a livello di sistema. Come ricorda l’OMS, è di cruciale importanza intraprendere azioni per migliorare le condizioni di vita quotidiane, iniziando dal momento della nascita, proseguendo durante la prima infanzia e l’adolescenza, la costruzione della famiglia, l’età lavorativa e, infine, la vecchiaia. Un’azione lungo tutte queste fasi della vita costituisce un’opportunità sia per migliorare la salute mentale nella popolazione sia per ridurre il rischio per quei disturbi mentali correlati alle diseguaglianze sociali.

Ciò premesso, ho avuto modo di segnalare, proprio ieri in occasione delle repliche sulle linee programmatiche nella Commissione XII, la rilevanza che riveste il tema della salute mentale ricordando il Programma nazionale (PN) equità nella salute incluso nell’accordo di partenariato della politica di coesione europea 2021-2027, approvato dalla Commissione europea il 4 novembre 2022. Il PN interviene in 7 regioni – Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – per rafforzarne i servizi sanitari e renderne più equo l’accesso. Il Programma individua quattro aree per le quali è più urgente intervenire e una di queste è dedicata proprio al tema della salute mentale.

Quanto alla figura dello psicologo di base, come è noto allo stato non se ne fa menzione né nell’ambito dei rapporti di lavoro dipendente né nell’ambito dei rapporti di lavoro a convenzione con il Sistema sanitario nazionale. Tuttavia, cogliendo le finalità di questo posto, segnalo che recentemente diverse regioni hanno provveduto autonomamente a disciplinare il servizio di psicologia di base, prevedendo psicologi dedicati, e in merito la Corte costituzionale si è pronunciata con sentenza n. 241 del 2021, nella quale ha affermato che l’istituzione del servizio di psicologia di base presso le articolazioni territoriali del servizio sanitario regionale non si pone in antitesi con la disciplina statale. Sulla base delle argomentazioni sopra rese, concludo precisando che è mia intenzione avviare ogni necessario approfondimento, anche tecnico, per poter valutare la necessità di intervenire con specifiche iniziative in considerazione del fatto che il livello regionale, quando ha apprezzato la necessità di farlo, ha adottato le relative disposizioni.

ALESSANDRO COLUCCI (NM(N-C-U-I)-M). Grazie, Presidente. Ringrazio il signor Ministro e anche l’apprezzata presenza del Sottosegretario Gemmato. Siamo soddisfatti per quanto abbiamo ascoltato dalle parole del Ministro sul tema delle patologie e dei disturbi mentali. Crediamo, come ha detto bene la mia collega, onorevole Semenzato, che questa sia una reale emergenza e dalle parole del Ministro abbiamo recepito la perfetta conoscenza della questione e anche l’aver previsto, proprio in questi giorni nella programmazione, una forte attenzione su questo tema, conoscendone le ricadute sociali e anche i costi, da parte del sistema Paese, che rischieremmo di sopportare.

Ma a noi, prima di tutto, sta a cuore la cura dei cittadini e, in particolar modo, dei ragazzi, dei giovani, perché sono incredibili le percentuali di crescita delle varie questioni che interessano i ragazzi, a cominciare con l’ideazione suicidaria, che è cresciuta del 147 per cento, con la depressione, del 115 per cento, e i disturbi alimentari, per quasi l’80 per cento, oltre che psicosi, che sfiorano il 18 per cento.

18 Gennaio 2023

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