Riforma Ssn. Anaao: “Delega troppo generica, rischia un sistema a due velocità. Servono risorse e coinvolgimento dei medici”

Riforma Ssn. Anaao: “Delega troppo generica, rischia un sistema a due velocità. Servono risorse e coinvolgimento dei medici”

Riforma Ssn. Anaao: “Delega troppo generica, rischia un sistema a due velocità. Servono risorse e coinvolgimento dei medici”

Il segretario Di Silverio alla Commissione Affari sociali del Senato: “Invarianza finanziaria inaccettabile, si rischia di favorire la sanità privata. Dai professionisti parte il vero cambiamento”.

“Senza dirigenti medici e sanitari non esiste cura, non esiste Servizio sanitario nazionale”. Parola di Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, l’associazione maggiormente rappresentativa della dirigenza medica e sanitaria dipendente del Ssn, in audizione oggi presso la 10ª Commissione Affari sociali del Senato sul disegno di legge AS 1825 per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera.

L’associazione, pur condividendo la necessità di una riforma organica a distanza di quasi quarantotto anni dal decreto legislativo n. 502, ha sollevato numerose critiche puntuali, a partire dal metodo. “Non appare concepibile l’elaborazione di interventi riformatori in assenza del contributo dei professionisti – ha dichiarato Di Silverio –. Rileviamo con rammarico la mancanza di un preventivo confronto con le parti sociali e le Organizzazioni sindacali”.

Invarianza finanziaria: il nodo centrale
Il primo rilievo critico riguarda la copertura finanziaria. Lo schema prevede un’ampia revisione dell’organizzazione ospedaliera e territoriale “a risorse finanziarie invariate”. Per Anaao, questa previsione costituisce un elemento di criticità, in quanto “potrebbe limitare la capacità di attivare nuovi investimenti, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale, del personale e dei servizi di prossimità”. Inoltre, l’indeterminatezza dei principi e criteri direttivi, unita al mancato stanziamento di risorse specifiche, rischia di “generare disavanzi nelle gestioni regionali e aziendali”.

Solo per l’avvio degli ospedali di terzo livello sono previsti 30 milioni di euro per il 2026 (20 milioni da risorse per Irccs e ospedali di rilievo nazionale, 10 milioni da risorse vincolate agli obiettivi prioritari del Ssn). Per tutte le altre misure – reti assistenziali, non autosufficienza, cure palliative – la copertura sarà determinata dai decreti attuativi, con una clausola di invarianza che impegna le amministrazioni a utilizzare risorse già disponibili a legislazione vigente.

Ospedali di terzo livello e sistema a due velocità
L’articolo 2 della delega introduce la classificazione degli ospedali in tre livelli, con i nuovi “ospedali di terzo livello” corrispondenti a strutture di eccellenza a bacino nazionale e sovranazionale, che potranno includere anche strutture private senza scopo di lucro ed enti religiosi. Anaao esprime forti perplessità: i criteri di selezione appaiono “caratterizzati da una diffusa indeterminatezza” e il riferimento alla disciplina di Irccs e Aou è problematico, considerato che tale disciplina è “attualmente in evoluzione”.

La conseguenza paventata è la creazione di un “sistema a due velocità”: da un lato i “super ospedali”, centri di eccellenza attrattori di mobilità sanitaria e di valore economico; dall’altro, una rete di presidi di livello inferiore, privi di pronto soccorso e progressivamente depauperati della casistica più complessa, destinati a erogare prestazioni standardizzate a media e bassa complessità. “Ne deriverebbe – scrive Anaao – un meccanismo in cui la mobilità sanitaria genera benefici economici per le aree più attrattive e oneri per i territori di provenienza dei pazienti”.

Ospedali elettivi: ambiguità e confusione
Criticità anche per la definizione degli “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso ma autorizzate a ricevere pazienti acuti trasferiti da strutture maggiori. “Non risulta chiaro – sottolinea l’associazione – se tali strutture debbano essere identificate come presidi privati per acuti sprovvisti di pronto soccorso ovvero come ospedali pubblici ai quali tale funzione verrebbe sottratta (ospedali di comunità?). Tale ambiguità contribuisce a delineare un quadro complessivo caratterizzato da significativa confusione interpretativa”.

Governance e ruolo dei professionisti
Per Anaao, la riforma non può limitarsi a enunciazioni generali. Serve ripensare l’attuale modello di governance, introducendo un “governo clinico” che riconosca la centralità del ruolo delle professioni all’interno delle aziende sanitarie. “L’idea di governo clinico – si legge nel documento – non è il governo dei clinici!” ma può garantire le finalità etiche, civili e tecnico-professionali del servizio, nel rispetto delle compatibilità economico-finanziarie.

L’associazione chiede una “governance a cerchi concentrici” (Azienda – Territorio e CTSS – Regione) che introduca «forti e vincolanti meccanismi di partecipazione, trasparenza, codecisione, valorizzazione del ruolo di tutte le professioni sanitarie e della cittadinanza responsabile».

Le richieste: personale, stipendi e programmazione
Anaao elenca gli interventi prioritari: adeguamento della dotazione di professionisti, eliminazione del tetto di spesa sul personale, miglioramento della remunerazione e delle condizioni di lavoro per tutto il personale, rafforzamento della capacità di programmazione per rispondere a bisogni in continua evoluzione.

“La sostenibilità del Servizio sanitario – conclude Di Silverio – passa per la valorizzazione, l’autonomia e la responsabilità dei suoi professionisti, il cui lavoro reclama un diverso valore, anche salariale, diverse collocazioni giuridiche e diversi modelli organizzativi che riportino i medici, e non chi governa il sistema, a decidere sulle necessità del malato”.

“La necessità di una riforma è indiscutibile: lo sosteniamo da tempo! Resta ora da definire la direzione concreta che tale riforma assumerà”.

28 Aprile 2026

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