Sperimentazione animale. Ue mette in mora l’Italia. “Normativa troppo stringente”

Sperimentazione animale. Ue mette in mora l’Italia. “Normativa troppo stringente”

Sperimentazione animale. Ue mette in mora l’Italia. “Normativa troppo stringente”
Per la commissione, che ha attivato il primo step per la procedura d'infrazione, la legge che italiana che ha recepito la direttiva Ue presenta “limitazioni eccessive” alla protezione degli animali per il loro utilizzo a fini scientifici. De Biasi (PD): “Italia si adegui”. Felicetti (Lav): “Governo difenda la legge”

La Commissione europea ha messo in mora l’Italia, primo step per la procedura d’infrazione, per leggi troppo stringenti sulla sperimentazione sugli animali che penalizzano la ricerca nel nostro Paese. Nello specifico messa in mora riguarda la legge per la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (il dlgs 26/2014 che recepisce la direttiva Ue 63/2010), che pone "limitazioni eccessive" al loro utilizzo penalizzando la ricerca in Italia.
 
A questo punto, per risolvere la procedura d’infrazione si dovrà rendere pienamente conforme l’ambito di applicazione della legge italiana con quanto previsto dalla direttiva Ue.
 
Sulla vicenda è intervenuta Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato.  "Non posso che esprimere la speranza che l'Italia si adegui finalmente alle regole europee poiché la moratoria in atto non ha riscontro in nessun paese d'Europa. Mi auguro che la risposta alla procedura di infrazione della Ue arrivi rapidamente e così riconosca il giusto ruolo alla ricerca e ai ricercatori italiani fin troppo penalizzati da regole che non hanno più senso".
 
Si tratta, puntualizza la senatrice, di  “un tema centrale per l'Italia come ho avuto modo di dire più volte e di rimarcare anche ieri agli Stati generali della Ricerca". Insomma, conclude De Biasi,  "i nuovi cospicui finanziamenti previsti e nuove regole sono una grande occasione per il Paese, per la ricerca e, in particolare quella biomedica, per riallacciare il rapporto fra istituzioni, scienza e innovazione".
 
Di diverso parere la Lega anti vivisezione (Lav) . “Supporteremo il Governo italiano nella difesa del decreto legislativo 26/2014, contestato perché più restrittivo rispetto alla Direttiva europea". Questa la posizione della LAV, riferita all'Adnkronos da Gianluca Felicetti, presidente LAV,
 
"Se l'Ue avesse voluto una normativa identica in tutti i Paesi, avrebbe avuto dovuto emanare un Regolamento – sottolinea Felicetti – invece, in questo caso si tratta di una Direttiva che, quindi, dà modo a ogni Stato membro di poter essere più restrittivo, anche in ossequio al art.13 del Trattato di Lisbona che ha inserito la tutela degli animali come esseri senzienti".
 
"Noi – sottolinea il presidente – forniremo al ministro Lorenzin la memoria giuridica che abbiamo preparato con il contributo di docenti di Diritto europeo di diverse università italiane, convinti che il Governo voglia difendere il provvedimento in ogni maniera a Bruxelles e che il nostro ministro della Salute non voglia essere ricordato come il ministro che si è piegato a una comunicazione di messa in mora" che peraltro questa volta non giunge "per violazioni in negativo o ritardi, ma per una normativa approvata dalla larga maggioranza del parlamento e varata da questo governo".

28 Aprile 2016

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