Stamina. Balduzzi: “Il mio decreto? Un compromesso imposto da situazione caotica”

Stamina. Balduzzi: “Il mio decreto? Un compromesso imposto da situazione caotica”

Stamina. Balduzzi: “Il mio decreto? Un compromesso imposto da situazione caotica”
Il Dl dell’ex ministro della Salute rappresentò una situazione di compromesso che trovò “base in due ragioni di fondo: la necessità di chiarire il quadro normativo, sostituendo il dl Turco-Fazio con indicazioni chiare e superare l’emergenza conseguente alle ordinanze dei tanti tribunali”. A dirlo lo stesso Balduzzi in audizione al Senato.

Nonostante le “evidenze di irregolarità” e le “numerose deviazioni ed anomalie nell'ambito della collaborazione” tra Spedali di Brescia e Stamina Foundation, evidenziate anche dall'ispezione promossa dallo stesso ministero nel 2012, e nonostante l'ordinanza di blocco del trattamento emessa dall'Agenzia italiana del farmaco, “numerosi tribunali accoglievano le richieste dei malati di accesso al trattamento Stamina”. Dunque, proprio la “caotica situazione rese indifferibile l'intervento legislativo”. Con queste, parole rese durante l’audizione davanti la Commissione Igiene e Sanità del Senato che sta portando avanti un’indagine conoscitiva sul caso Stamina, l’ex ministro della Salute, ora deputato di Scelta Civica, Renato Balduzzi ha spiegato la ratio che lo ha spinto a emanare un decreto legge su Stamina. 
 
Dunque secondo l’ex ministro, la “caotica situazione rese indifferibile l'intervento legislativo”, aggiungendo che “ritenemmo come governo nostro dovere intervenire” ma ha chiarito “non c’è stato alcun cedimento”. Con il decreto, ha riconosciuto Balduzzi, si è avuta “una soluzione di compromesso” ma, “l testo iniziale è stato poi notevolmente modificato”. Nel testo finale è stata infatti introdotta la sperimentazione sul metodo. Secondo l’ex ministro si trattava prima di tutto di un'esigenza “etica, per non impedire il completamento dei trattamenti ai pazienti che l'avevano iniziato, alcuni dei quali bambini”.
 
Balduzzi ha inoltre spiegato i motivi che lo spinsero a ordinare nel 2012 un’ispezione presso la struttura di Brescia. L'azienda ospedaliera “non aveva conoscenza delle attività svolte nei suoi laboratori dal personale di Stamina Foundation, né era a conoscenza dei materiali utilizzati”.
''La questione Stamina è giunta sul mio tavolo da ministro nel maggio 2012”. Dopo gli accertamenti dei Nas, ha sottolineato l'ex ministro ripercorrendo le tappe della vicenda, “il 15 maggio l'Agenzia italiana del farmaco emetteva un'ordinanza inibitoria per il trattamento con protocollo Stamina. Il 16 maggio – ha proseguito – ho quindi disposto un'indagine tecnico-amministrativa a Brescia per verificare la regolarità delle procedure seguite nel rapporto tra azienda ospedaliera e Stamina e il sopralluogo si svolgeva il 23 e 24 maggio”. L'indagine, ha quindi spiegato Balduzzi, “acquisisce informazioni sull'origine del rapporto di collaborazione, che sarebbe scaturito da contatti con un dirigente della Regione Lombardia”. Inoltre, gli ispettori “hanno appunto conferma che l'azienda non aveva conoscenza dell’attività svolta nei laboratori”.
 
L'ordinanza emanata dall'Aifa però “era quasi giornalmente disapplicata. Era necessario un intervento legislativo e di governo”. La scelta di governo, ha chiarito l'ex ministro, “doveva essere quella di trovare una soluzione a regime per impedire la possibilità che si ripetessero episodi di questo genere”.
 
“A quel punto – ha precisato ancora Balduzzi – ci parve opportuno applicare a Stamina la normativa sui trapianti. Il ministero, cioè, non ha potuto non accogliere una mediazione che era meglio della deregulation”.
 
Insomma in governo Monti si trovò a gestire una “caotica situazione che si era venuta a creare, anche per le ben note campagne mediatiche che davano speranze alle famiglie”. Questo elemento “rese indifferibile l'emanazione di un provvedimento legislativo di urgenza”. Il decreto per Balduzzi “trovava base in due ragioni di fondo: la necessità di chiarire il quadro normativo, sostituendo il decreto Turco-Fazio con indicazioni chiare e cercare di superare l'emergenza conseguente alle ordinanze dei tanti tribunali”.

13 Marzo 2014

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