Sunshine Act. Fnomceo: “Condividiamo obiettivi ma non possiamo accettare che passi una cultura che criminalizza i medici”

Sunshine Act. Fnomceo: “Condividiamo obiettivi ma non possiamo accettare che passi una cultura che criminalizza i medici”

Sunshine Act. Fnomceo: “Condividiamo obiettivi ma non possiamo accettare che passi una cultura che criminalizza i medici”
Audizione oggi in Commissione Affari sociali per l’Ordine dei medici sul ddl in materia di trasparenza in sanità. Anelli: “Guardiamo con favore a proposta ma attenzione ad eventuali strumentalizzazioni che possano incrinare il rapporto di fiducia medico-paziente”. IL TESTO DELL’AUDIZIONE

“Questa Federazione non può non guardare con favore a proposte di legge e a politiche volte a promuovere la trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie e a contrastare il conflitto di interessi”. Con questa premessa il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, ha aperto il testo dell’Audizione presentata a mezzogiorno di oggi dal Direttore Generale della stessa Federazione, Enrico De Pascale, di fronte alla  Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, in merito alla Proposta di legge C. 491 dell’onorevole Massimo Enrico Baroni, recante “Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, il cosiddetto “Sunshine Act”.
 
“In una disamina del testo esprimiamo condivisione sugli obiettivi della proposta di legge, concordando sulla necessità di un diverso assetto normativo, al fine di conseguire maggiore trasparenza e sicurezza nel delicato e complesso settore della salute e promuovere una disciplina di trasparenza tra industrie farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici, software sanitari e altre utilities e personale medico, sanitario e amministrativo” si legge ancora nel testo depositato.
 
“Rileviamo al tempo stesso che il codice di deontologia medica già prevede apposite disposizioni in materia di conflitto di interessi” fa notare Anelli, citando gli articoli 30 e 31, rispettivamente intitolati al conflitto di interessi e agli accordi illeciti nella prescrizione.
 
Articoli che la Fnomceo propone di richiamare anche nella Proposta di Legge, all’articolo 1, laddove, all’articolo 2, che inserisce gli Ordini tra le “organizzazioni sanitarie”, andrebbe meglio chiarita la loro peculiare natura di “Enti pubblici non economici sussidiari dello Stato, che agiscono al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio professionale”.
 
“L’Ordine professionale è depositario della funzione di guida deontologica ed istituzionalmente deputato a costituire un “trait d’union” tra professionisti e società” spiega Anelli.
 
 “Ai medici dipendenti pubblici – sottolinea ancora – trova poi già applicazione il codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. 62/2013 che definisce i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare”.
 
In definitiva, sì dunque a una “trasparenza generalizzata e a eliminare ogni dubbio su interessi meno che leciti nel rapporto tra medici e aziende farmaceutiche”.
 
“Al tempo stesso – chiosa il Presidente Fnomceo – non possiamo accettare che passi una cultura di criminalizzazione e di pregiudizio nei confronti della intera categoria professionale medica. Noi crediamo che eventuali strumentalizzazioni possano incrinare il rapporto di fiducia che esiste tra medico e paziente e non siano funzionali al sistema salute”.

16 Ottobre 2018

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