Vaccini. De Biasi: “Il ddl Puglisi non sarà il solo all’esame della Commissione. In arrivo altre proposte per un’obbligatorietà partecipata e vigilata”

Vaccini. De Biasi: “Il ddl Puglisi non sarà il solo all’esame della Commissione. In arrivo altre proposte per un’obbligatorietà partecipata e vigilata”

Vaccini. De Biasi: “Il ddl Puglisi non sarà il solo all’esame della Commissione. In arrivo altre proposte per un’obbligatorietà partecipata e vigilata”
“Non sarà l’unico ddl sui vaccini, ci ha detto in questa conversazione la presidente della Commissione Sanità del Senato, perché l’obbligatorietà, che resta il principio cardine anche di queste nuove proposte legislative in preparazione, deve essere accompagnata da norme altrettanto chiare e inequivocabili sul coinvolgimento attivo dei genitori, dei medici e degli altri operatori sanitari e del sistema di farmacovigilanza”.

“Il ddl Puglisi sull’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione scolastica non sarà l’unico sul tema che la nostra Commissione affronterà appena terminato l’esame della legge sul testamento biologico che abbiamo tutta l’intenzione di portare quanto prima in Aula”, lo spiega a Quotidiano Sanità la presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi.
 
“Non sarà l’unico ddl sui vaccini – ci ha detto – perché l’obbligatorietà, che resta il principio cardine anche di queste nuove proposte legislative in preparazione, deve essere accompagnata da norme altrettanto chiare e inequivocabili sul coinvolgimento attivo dei genitori, dei medici e degli altri operatori sanitari e del sistema di farmacovigilanza”.
 
“Obbligatorietà partecipata e vigilata, questo l’obiettivo per affrontare in modo nuovo e responsabile il tema delle vaccinazioni. Oggi – dice ancora l’esponente Dem – non possiamo pensare di fare un balzo a decenni orsono ripristinando tout court un obbligo, senza tener conto che la consapevolezza e la sensibilità sui temi della salute sono profondamente cambiate”.
 
“Non possiamo immaginare a un ritorno alle immagini in bianco e nero della nostra infanzia quando la vaccinazione veniva somministrata quasi militarmente a file disciplinate di bambini e bambine senza alcun coinvolgimento delle famiglie. Se facessimo questo – avverte la presidente – il rischio è di un effetto di rigetto da parte di una fetta di genitori che, seppur minoritaria, resta proprio quella che invece dobbiamo essere in grado di coinvolgere. Perché è proprio quella minoranza che ha scelto di non vaccinare i propri figli e non possiamo portarla a farlo con quello che potrebbe apparire come un ricatto ‘o vaccino o scuola’”.
 
“L’obbligatorietà che vogliamo portare avanti – dice ancora de Biasi – deve essere percepita come una salvaguardia per tutti. Per la propria salute e per quella degli altri. Un po’ come è accaduto con l’obbligo delle cinture di sicurezza alla guida. All’inizio è stato percepito come una fastidiosa intromissione nella libertà d’azione nella propria auto (che per gli italiani sappiamo essere spesso più importante della propria casa) poi, piano piano, con l’ausilio di dati e campagne informative che dimostravano come quel piccolo gesto aveva salvato migliaia di vite, oggi tutti allacciano le cinture senza neanche stare più a pensare che è un obbligo”.
 
“Quindi – sottolinea ancora la presidente – la nostra Commissione è prontissima ad affrontare il tema con un ventaglio di proposte che sarà molto presto sul tavolo e dal quale sono certa saremo in grado di elaborare una legge giusta ed equilibrata che coniughi l’obbligatorietà delle vaccinazioni in età scolare con la dovuta informazione e vigilanza sanitaria. A tutto vantaggio della nostra salute e della crescita della coscienza sanitaria tra le famiglie”.
 
“Per fare tutto questo dobbiamo coinvolgere i medici di famiglia e i pediatri e il sistema di farmacovigilanza e prevedere strumenti chiari e accreditati di corretta informazione scientifica sui vaccini ai quali sia possibile accedere con facilità da parte di tutti, giornalisti e media compresi. Insomma – conclude De Biasi – il ripristino dell’obbligo non è e non può essere una risposta emozionale ad un’emergenza reale come quella del calo della copertura vaccinale. Perché quando si mette in campo una legge di portata nazionale dobbiamo tener presente molti aspetti a partire dalla farmacovigilanza, dalla tempistica delle vaccinazioni e dalla necessità di coordinare questa legge con il nuovo Piano nazionale vaccini”.
 
C.F.
 
 

C.F.

05 Maggio 2017

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