Anaao: “Accordo ci soddisfa, anche se parzialmente. Resta il problema che non può essere la politica a definire l’appropriatezza clinica”
Il caos provocato da provvedimenti sbagliati nel merito e nel metodo, puntualmente denunciati a suo tempo dalle organizzazioni sindacali e negati dalla sicumera degli estensori, sarà forse mitigato, non si sa quando, ma intanto restano tutti i guasti a carico dei pazienti e dei medici. Se non quelli legati all’obbligo di scrivere su ricette separate le prestazioni diagnostiche prescrivibili dal medico “basta che lo motivi”, sicuramente quelli legati ai filtri specialistici introdotti correlati con un incremento del costo del ticket e dei tempi di attesa.
Rimane comunque sul tappeto il problema vero: non rientra tra i compiti della politica la definizione dei criteri di appropriatezza clinica, che rimane un valore che la professione medica rivendica all’interno di una alleanza che coinvolga anche i cittadini. Ed anche ai fini della riduzione della spesa la invadenza della politica sulla autonomia e sulla responsabilità dei medici è destinata al fallimento.
Non servono annunci di lavori in corso, senza certezze sui tempi ed impegni sulla riduzione dei costi indotti, né accuse ai medici di procurato allarme o tentativi di fare di loro, che ci mettono la faccia, il capro espiatorio della rabbia e del disorientamento dei cittadini che si vedono negate 22 milioni di prestazioni sanitarie, ultimo segnale della diminuzione crescente del perimetro di tutela pubblica della loro salute. Serve attenzione e rispetto per un lavoro che diventa ogni giorno più gravoso e rischioso e capacità di ascolto dei bisogni di salute dei cittadini. Vigileremo sugli impegni assunti”.
Così in una nota l’Anaao Assomed a commento dell’accordo raggiunto oggi al ministero della Salute tra Governo, Regioni e Fnomceo sul DM appropriatezza.
12 Febbraio 2016
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