Associazioni chiedono dimissioni membri dell’Agenzia nucleare italiana
Sulla stessa lunghezza d’onda il Codacons, secondo il quale “la tragedia del Giappone evidenzia ancora una volta la incompatibilità del Prof. Veronesi al vertice di un'autorità così importante. Chi ci salverà – si chiede il Codacons – da una eventuale sovraesposizione alle esplosioni e alle radiazioni nucleari ionizzanti se Veronesi, nella qualità di perito di parte del Vaticano, sosteneva di non doversi tutelare la popolazione di Cesano neanche dalle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti?”.
Certo, l’operatività dell’Agenzia non è al massimo dell’efficienza. E questo lo riconosce anche il suo presidente, Umberto Veronesi. Il Governo l’ha creata nell’estate del 2009, ne ha nominato i componenti solo un anno dopo e, a tutt’oggi, non le ha ancora dato una sede. Gli esperti che ne fanno parte, denuncia il presidente Veronesi, si riuniscono al bar.
Dell’Agenzia, oltre a Veronesi, fanno parte, in qualità di membri nominati dal ministero dello Sviluppo economico, Maurizio Cumo e Marco Ricotti (rispettivamente ordinario di Impianti nucleari presso l'Università La Sapienza di Roma e docente di Ingegneria nucleare del Politecnico di Milano) insieme ai giuristi Stefano Dambruoso (magistrato, già Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Milano) e Stefano Laporta (vice prefetto e direttore generale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), nominati dal ministero dell’Ambiente.
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16 Marzo 2011
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