Cisl Fp Lazio: “Ministro ha toccato con mano la situazione. Dopo la diagnosi è necessaria la cura”.
“Da un decennio manca un piano assunzionale ordinario, il turn over è stato di fatto impedito dalle norme rigide imposte dal piano di rientro, le stabilizzazioni dei precari si sono fermate a metà, mentre è esploso il ricorso ai lavoratori esternalizzati e interinali – oltre 3.500 nel Lazio – che, nonostante abbiano supplito in questi anni alle gravissime carenze di organico, ora rischiano di essere mandati a casa. La professionalità di questi lavoratori è peraltro insostituibile e non basta a colmare i vuoti nei reparti, nelle terapie intensive, nei pronto soccorso e nelle camere operatorie”.
“Per questo il caso Policlinico è l’emblema del caos organizzativo causato dal piano di rientro, con 4mila dipendenti della struttura che non si vedono riconosciute competenze e salario e 800 lavoratori esternalizzati, tra infermieri e altre professioni, che solo grazie all’ostinata attività sindacale che si è conclusa in questi giorni sono stati salvati dal licenziamento. Lavoratori qualificati che reclamano ora legittimamente un’apposita normativa nei concorsi che serviranno a colmare il vuoto di organico. Occorre quel riconoscimento della professionalità che a gran voce stiamo chiedendo alla Regione e di cui chiediamo al governo e alla ministra Grillo di farsi carico”.
“Nel Lazio per dare certezza ai cittadini di una assistenza sanitaria adeguata è necessaria l’attivazione di un vero piano assunzionale straordinario che tenga conto delle gravi carenze di organico che attualmente si stimano in oltre 5mila unità. Senza contare che, con un’età media che supera i 54 anni, le carenze saranno ulteriormente aggravate da altre cessazioni di personale, almeno 4mila unità nel prossimo triennio, al netto delle domande per quota 100”.
“La ministra ha toccato con mano la situazione. Dopo la diagnosi è necessaria la cura. La sanità del Lazio merita di tornare l’eccellenza del Paese”.
01 Febbraio 2019
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