De Biasi (Pd): “Il generico non è un farmaco di serie B”
È quanto ha affermato la senatrice del Pd, Emilia Grazie De Biasi intervenuta alla presentazione del Rapportto Nomisma e per la quale sono molti i quesiti che su questo tema devono trovare risposta. “Il mercato del farmaco in relazione agli interventi pubblici è molto disordinato – ha detto – abbiamo due tetti: quello ospedaliero e quello territoriale. Continuiamo a tenerli separati o dobbiamo uniformarli?” C’è poi la difformità tra le regioni: “E’ uno dei grandi problemi, non c’è la certezza delle regole, una norma può essere intrepretatati in 21 modi differenti. Questo non sta in piedi neanche per il bilancio pubblico”. Altro punto da chiarire è perché le regioni non mettono a gara i farmaci generici. Così come il patent linkage è uno strumento ingiusto.
La senatrice ha poi toccato il tema dei biosimilari “è un tema clamoroso sul quale c’è una barriera che non è solo di diffidenza. Su questo le Regioni dovrebbero ragionare”.
“Se vogliamo aprire al generico – ha poi aggiunto – abbiamo una grande occasione alla luce della scadenza di molti brevetti. Una fascia di produzione che non interesserà più la grande industria. Si aprono viceversa con la farmaceutica territoriale delle grandi possibilità. Dal punto di vista industriale il pianeta del generico si può rinforzare solo a condizione che si apra al mondo esterno e anche alla ricerca. Soprattutto usciamo dal luogo comune che il generico sia un farmaco di seri B – ha aggiunto – il tema dell’industria farmaceutica nel nostro paese non può essere accessorio, non possiamo più pensare che il generico venga utilizzato perché c’è la crisi e costa meno. Bisogna elevarlo e dargli dignità”.
05 Maggio 2015
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