In Italia è frattura tra ricerca clinica e produzione tecnologia medica
Ha aperto il dibattito Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’istituto clinico Humanitas, che ha sottolineato come “in Italia si fa buona ricerca, in particolare la ricerca clinica è un punto di forza del nostro Paese”. Carlo Castellano, presidente Esaote, ha fatto però notare come “ben l’85% della tecnologia medica utilizzata in Italia è di importazione”. Ed è questo uno degli aspetti fondamentali del problema. Gran parte dei ‘cervelli’ nostrani si vedono costretti ad emigrare all’estero, e così, tutto l’immenso patrimonio di attività di ricerca non riesce a trasformarsi, nel nostro Paese, in attività industriale, con le conseguenti ricadute a livello occupazionale per i nostri giovani ricercatori. Ed ecco palesarsi il paradosso. Non solo perdiamo i nostri ricercatori più brillanti, ma siamo anche costretti a dover pagare a caro prezzo quello che, anche grazie al loro contributo, si riesce poi a produrre all’estero.
Questa è una perdita che non solo va ad incidere dal punto di vista economico, ma che ha anche le sue ricadute sul tema salute visto che, come ha evidenziato Castellano, “la salute del futuro dipende soprattutto dalla tecnologia e dal suo sviluppo, non solo dalla ricerca”. Se oggi viviamo in un mondo dove la speranza di vita si è esponenzialmente alzata, e si mantiene in costante crescita, è grazie proprio a questo aspetto della ricerca medica che si è così caratterizzata, in occidente, da Bacone in poi. “Sapere è potere”. Non basta dunque scoprire che qualcosa ha i suoi effetti benefici sulla salute di una persona, ma si deve scoprire i meccanismi per i quali ciò avviene in modo da poterne studiare le diverse applicazioni. Risulta dunque fondamentale poter meglio sostenere in futuro, anche con adeguate risorse nonchè attraverso cabine di regia che agiscano in maniera trasparente e meritocratica, lo sviluppo della ricerca italiana.
Giovanni Rodriquez
23 Settembre 2010
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lombardia. Le immagini diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico

Cancro. Oms-Iarc: una persona su 5 svilupperà la malattia. Entro il 2050 attesi 35 mln di nuovi casi l’anno. Quasi il 40% è prevenibile, ma il vero divario è tra ciò che sappiamo e ciò che facciamo

Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica

Ebola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica