Medici cattolici: “Banalizzato l’uso del farmaco e favorito aborto precoce”
Ad affermarlo, in una nota, è il prof. Filippo Maria Boscia,presidente nazionale dell’associazione medici cattolici italiani. “I medici cattolici pretendevano e pretendono una riflessione approfondita su questa materia che considerano di eccezionale importanza per la tutela della vita sin dal suo naturale esordio”, prosegue la nota.
“I medici cattolici ribadiscono che l’effettospecifico del farmaco è di impedire che l’embrione già formato trovi accoglienza nell’endometrio. Ribadiscono che il farmaco può avere effetti antinidatori. Ribadiscono che banalizzando l’uso del farmaco nelle persone adulte si va a riproporre una abortività spontanea precoce che mette in gioco ogni personale libertà e ogni personale responsabilità”, sottolinea il prof. Boscia.
“Che fine ha fatto il consenso informato? Che fine ha fatto il dirittodel cittadino-utente a conoscere la verità? L’uso di un linguaggio equivoco e insicuro viola il principio del consenso informato. Non è solo un problema cattolico – conclude la nota dei medici cattolici – ma è un principio tra i più laici e più squisitamente umani esistenti. Il pur flebile filtro di un colloquio o di un possibile intervento consultoriale è vanificato! Sottratta è ogni possibile assistenza! La società così dimentica ogni possibile difesa della vita al suo esordio”
26 Marzo 2015
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